Recensioni Per Ho scelto
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- lady black
- 22/02/08 - 11:33 pm
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splendida fanfiction, davvero un ottimo lavoro... molto interessante e ben fatto. il parallelo tra Peter e Neville però mi pare un po' azzardato: Neville, già nel quinto libro ma soprattutto andando avanti (e in particolar modo nel settimo) si rivela un eroe, Peter resta un fantoccio guidato da persone + brillanti di lui: prima James e Sirius, poi Voldemort. cambia sponda per paura, non per scelta: semplicemente un vigliacco che, solo alla fine, per un tentennamento, paga con la vita. l'unico parallelo che posso trovarci è l'insicurezza, ma la bontà d'animo e il coraggio non sono paragonabili.
ad ogni modo, davvero una bella storia, mi ha colpita moltissimo
Risposta dell'Autore: Mah, a me invece sembra proprio una questione di scelta: Peter ha potuto scegliere se rimanere con i propri amici e rischiare la vita o se passare dalla parte di Voldemort e collocarsi in una posizione più sicura (se per paura o per interessi diversi poco cambia). L'analogia tra Peter e Neville si ferma al fatto che i due a Hogwarts non sono né popolari né particolarmente bravi, e vanno entrambi un po' a rimorchio del Potter di turno e compagnia. Questa storia è stata scritta ancora prima del sesto libro e, non solo, è ambientata anche prima dei fatti al Ministero, dove si vede la scelta di Neville, perciò a me sembra che sia plausibile. La sua scelta dimostra grande coraggio, ma fino alla notte nell'Ufficio Misteri non è ancora molto chiaro. Questa è la mia opinione, ovviamente poi sono sempre disponibile a critiche e pareri diversi. Sono contenta che ti sia piaciuta, grazie della recensione! ^^
Rowi
ad ogni modo, davvero una bella storia, mi ha colpita moltissimo
Risposta dell'Autore: Mah, a me invece sembra proprio una questione di scelta: Peter ha potuto scegliere se rimanere con i propri amici e rischiare la vita o se passare dalla parte di Voldemort e collocarsi in una posizione più sicura (se per paura o per interessi diversi poco cambia). L'analogia tra Peter e Neville si ferma al fatto che i due a Hogwarts non sono né popolari né particolarmente bravi, e vanno entrambi un po' a rimorchio del Potter di turno e compagnia. Questa storia è stata scritta ancora prima del sesto libro e, non solo, è ambientata anche prima dei fatti al Ministero, dove si vede la scelta di Neville, perciò a me sembra che sia plausibile. La sua scelta dimostra grande coraggio, ma fino alla notte nell'Ufficio Misteri non è ancora molto chiaro. Questa è la mia opinione, ovviamente poi sono sempre disponibile a critiche e pareri diversi. Sono contenta che ti sia piaciuta, grazie della recensione! ^^
Rowi
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- Ranessa
- 28/12/06 - 03:26 pm
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Questo è uno di quei casi in cui mi piacerebbe poter scrivere unicamente "l'adoro", poiché, probabilmente, è l'unica parola che racchiude in sè tutto ciò che penso di questa magnifica storia. Ricordo quando l'ho letta per la prima volta e ho pensato subito che, tra tutto quel che hai avevi scritto sino ad allora, questa era in assoluto la fanfiction che preferivo (lo è tutt'ora) e che per aver scalzato dal primo posto "Ultimo atto" dovevi proprio esserti superata! E in effetti è così: per la semplicità disarmante con la quale hai scritto questo racconto, velato però della più profonda astuzia, tanto che difficilmente qualcuno riuscirà mai a intuire chi siano i protagonisti prima del finale. Per l'analisi accurata che fai di un personaggio a mio avviso splendido e terribilmente complesso, eppure così tristemente ignorato dal fandom, Neville, che dalle tue parole emerge nitido nell'immaginazione del lettore. Un ragazzo solo, disperatamente alla ricerca di una via per convincere se stesso che le cose stanno in un altro modo, eppure conscio che non vi riuscirà mai, perchè è proprio vero: la realtà è quella quotidiana, quelle parole, quei gesti ai quali va incontro ogni giorno, ormai da anni. Un ragazzo che arrossisce, chiede perdono e fatica a trovare un po' di coraggio. Eppure noi sappiamo che ce l'ha, e tanto, da qualche parte, altrimenti non si spiegherebbe la sua straordinaria condotta durante la battaglia al Ministero della Magia. Forse solo in certe circostanze non riesce a farne uso, forse solo quando i suoi amici, coloro che più di tutti dovrebbero stargli vicino e sostenerlo, lo abbandonano in maniera così meschina, crudele, stupida, forse allora non riesce in alcun modo a dimostrare chi lui sia in realtà. Un pensiero triste, mentre ci si domanda, perchè non si può fare altro, che futuro attenda Neville, o forse, solamente, quale fine.
Ma di coraggio ne serve anche per tradire gli amici (o le persone che, volente o nolente, si sono dovute considerare tali per anni). Anche Peter, che non avevo mai pensato potesse avere così tanti tratti in comune con Neville, è a suo modo un personaggio coraggioso. O lo diventa nel momento in cui decide di affrontare delle scelte, assumersi determinate responsabilità. Estremamente interessante questo confronto, un parallelo perfettamente costruito, un dialogo a due efficace e originale, laddove Peter, ormai, non può più nulla per risollevare le sorti della sua esistenza, e, allora, non gli resta altro che tentare di spronare un'altra vittima, ancora in tempo per riuscirci. La sua non è bontà d'animo, pietà, altruismo. Peter non è tutte queste cose e non le sarà mai. E' una semplice scelta. Avrebbe potuto aiutare Neville e poi andarsene, avrebbe potuto aiutarlo, sedersi con lui e non rivolgergli nemmeno una parola di incoraggiamento, avrebbe potuto evitare di cercare (disperatamente anche lui, forse) di fargli capire. Avrebbe potuto non aiutarlo affatto. Una questione di scelta, come dici tu stessa, quando fai del libero arbitrio il leit motiv di questo racconto splendido, che mi ha davvero appassionata e coinvolta. Il tuo stile perfetto, asciutto eppure estremamente elegante, accompagna il lettore per tutta la storia, fatta di piccole descrizioni, gesti apparentemente banali, parole semplici ma cariche di significati. Toni cupi e inquietudine per un brano breve e intenso.
Ma di coraggio ne serve anche per tradire gli amici (o le persone che, volente o nolente, si sono dovute considerare tali per anni). Anche Peter, che non avevo mai pensato potesse avere così tanti tratti in comune con Neville, è a suo modo un personaggio coraggioso. O lo diventa nel momento in cui decide di affrontare delle scelte, assumersi determinate responsabilità. Estremamente interessante questo confronto, un parallelo perfettamente costruito, un dialogo a due efficace e originale, laddove Peter, ormai, non può più nulla per risollevare le sorti della sua esistenza, e, allora, non gli resta altro che tentare di spronare un'altra vittima, ancora in tempo per riuscirci. La sua non è bontà d'animo, pietà, altruismo. Peter non è tutte queste cose e non le sarà mai. E' una semplice scelta. Avrebbe potuto aiutare Neville e poi andarsene, avrebbe potuto aiutarlo, sedersi con lui e non rivolgergli nemmeno una parola di incoraggiamento, avrebbe potuto evitare di cercare (disperatamente anche lui, forse) di fargli capire. Avrebbe potuto non aiutarlo affatto. Una questione di scelta, come dici tu stessa, quando fai del libero arbitrio il leit motiv di questo racconto splendido, che mi ha davvero appassionata e coinvolta. Il tuo stile perfetto, asciutto eppure estremamente elegante, accompagna il lettore per tutta la storia, fatta di piccole descrizioni, gesti apparentemente banali, parole semplici ma cariche di significati. Toni cupi e inquietudine per un brano breve e intenso.
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- evenstar
- 09/06/06 - 05:02 pm
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Mi è piaciuta molto, veramente scritta bene, fino alla fine non si capiscono i personaggi. All'inizio credevo che il ragazzo fosse Peter ( potrei leggere le categorie delle storie prima di leggerle, avete ragione), poi pano piano diventa chiaro. Mi piace l'idea di Peter che abbia scelto alla fine di prendersi il suo "spazio" in quel modo, e anche il parallelismo con Neville non mi dispiace. Non so quali erano le tue intenzioni, ma io l'ho intesa così: alla fine Neville sceglie... sceglie di fare parte dell'ES, di andare al Ministero, di combattere contro i Mangiamorte, al fianco dei suoi amici. Qualla è la sua scelta, opposta a quella che fece Peter a suo tempo. ciao
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- eilantha
- 09/06/06 - 07:14 am
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La storia è veramente molto bella. Paragonare Neville a Peter... strana assonanza, ma non mi dispiace. Anche se considero Neville molto meglio di Peter. Comunque sei brava, non smetterò mai di dirtelo.
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