Quattordici Febbraio: San Valentino. Un appuntamento importante, per ricordare e continuare ad amare. Sempre.
(1126 parole, pubblicata 30/05/11)"Stesso verde, stessa felicità, stessa curiosità. Stessa bellezza.
Avevi degli occhi splendidi, in quanti te l’avranno detto, quando c’eri ancora?
Allora qualcosa di buono lo ha ereditato: i tuoi occhi, così verdi da sembrare limpidi smeraldi. Gli stessi occhi di cui mi ero innamorato tanti anni fa, e che amo ancora."
Questa storia partecipa alla One Hundred prompt challenge (646 parole, pubblicata 23/05/11)
Harry deve scontare una punizione con la Umbridge, quindi dopo cena s'incammina controvoglia nel suo ufficio. Ma, si sa, alle scale piace cambiare...
Subito vide davanti agli occhi una sorta di nebbia e, quando si diradò, nulla gli parve più reale. Si sentiva leggero e inconsistente come un fantasma. Sentì di avere varcato la soglia di un altro mondo, il mondo che si trova accanto al nostro e che visitiamo nei sogni.*
(questo pezzo* è stata preso da "La leggenda di Otori" e adattata al testo)
(885 parole, pubblicata 24/05/11)Un piccolo gesto da parte di Severus, per offrire ciò che lui stesso non ha mai avuto, ma che ha desiderato per tutta la vita.
(756 parole, pubblicata 22/05/11)Vincitrice del contest di Writers Arena: Hey, teacher, leave them kids alone! (7552 parole, pubblicata 17/04/11)
Inaspettato di Hel
E se Ron non avesse mangiato i Cioccocalderoni di Romilda? Se a farlo fosse stata Lavanda?
WHAT IF...
(2401 parole, pubblicata 20/04/11)Un brindisi per un ricordo e un desiderio.
(624 parole, pubblicata 15/05/11)E se Harry riuscisse a cambiare il corso della storia?
(550 parole, pubblicata 07/05/11)Un'altra allegra e spassosa storia sulle disgrazie, apparentemente senza fine, di Severus Piton. Tratta da una 'costola' del Dono.
(829 parole, pubblicata 27/04/11)Di nuovo il Marchio pulsò, orrenda ferita aperta nella carne e nell’anima.
(549 parole, pubblicata 08/05/11)
“Alastor!” esclamò Remus d’istinto, additando un punto dietro di lei.
“Malocchio? E che ci fa qui?”
Tonks lo individuò a fatica tra le teste di chi affollava Hogsmeade in quel sabato mattina e, per evitare di perderlo di vista, optò per la soluzione più semplice: la staccionata mezza marcia della Stamberga Strillante le avrebbe offerto sì una visuale più ampia, ma non avrebbe retto il suo peso per più di due secondi. La schiena di Remus era un’alternativa così stabile e invitante da spingerla subito all’arrampicata, senza concedersi neppure il tempo per chiedergli il permesso.
“Ohi! Sta entrando a Mielandia! Malocchio! A Mielandia!” strillò, stringendo con insistenza le gambe attorno alla vita di Remus.
“Cosa pensi di fare?” le chiese lui con una strana voce soffocata. Il suo collo era bollente e un po’ sudato.
“Stringo le gambe, vai avanti, no?”
Mentre era assorto in tutti questi pensieri, vide due bambine camminare per strada e passare proprio davanti a casa sua.
(333 parole, pubblicata 01/05/11)