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Storie
La colpevolezza che mi viene attribuita risiede per caso anche nella mia mano esperta che indugia lentamente e languidamente sul suo collo bianco, dalla linea morbida? Sono ancora più colpevole se la lascio scivolare tra i suoi riccioli castani, sparsi confusamente? Inclino appena il capo da un lato: la testa giace abbandonata, come quella di un burattino senza vita.
Mai fidarsi del serpente.
"Ama il tuo peccato, Granger..." (847 parole, pubblicata 14/01/06)
Mai fidarsi del serpente.
"Ama il tuo peccato, Granger..." (847 parole, pubblicata 14/01/06)
- La mia vera casa. -
Allungasti i piedi, e ti desti una spinta, facendo muovere così l’altalena.
- E quale sarebbe una vera casa? -
- Quella dove ti vogliono bene, no? -
(1847 parole, pubblicata 08/01/06)
Allungasti i piedi, e ti desti una spinta, facendo muovere così l’altalena.
- E quale sarebbe una vera casa? -
- Quella dove ti vogliono bene, no? -
(1847 parole, pubblicata 08/01/06)
Terza ed ultima one-shot della trilogia su Severus Snape.
Severus, i suoi morti, e la persona che non ha mai chiamato "fratello". (666 parole, pubblicata 28/12/05)
Severus, i suoi morti, e la persona che non ha mai chiamato "fratello". (666 parole, pubblicata 28/12/05)
Non avevo mai provato qualcosa di simile. Non mi era mai successo prima, e questa ondata di nuovi e travolgenti sentimenti mi tormenta, mi distrugge. Sto qui ora, con la testa poggiata contro il vetro freddo della finestra. In questa stanza quasi totalmente avvolta dall’oscurità; solo la fioca luce di una candela che sta lentamente morendo riflette tremula i suoi deboli raggi sui vari cupi oggetti che si trovano in questa stanza, oggetti che io non vedo, non mi interessano. La mia attenzione è tutta rivolta verso quella strada semibuia, debolmente illuminata e totalmente deserta.
(2467 parole, pubblicata 17/12/05)
'Tutto ciò che venne in mente quella notte a Rabastan Lestrange, potrebbe tranquillamente essere riassunto in otto parole costituenti a loro volta una perifrasi priva di qualsivoglia predicato verbale.
Semplicemente quattro sostantivi, due articoli, una preposizione articolata ed una congiunzione abilmente travestiti da frase di senso compiuto.
E, naturalmente, queste otto parole furono le ultime a venir pronunciate da lui in presenza di testimoni. Il testimone in questione fu Bellatrix Black.' (2565 parole, pubblicata 20/12/05)
Semplicemente quattro sostantivi, due articoli, una preposizione articolata ed una congiunzione abilmente travestiti da frase di senso compiuto.
E, naturalmente, queste otto parole furono le ultime a venir pronunciate da lui in presenza di testimoni. Il testimone in questione fu Bellatrix Black.' (2565 parole, pubblicata 20/12/05)
Ancora urla, ancora grida. Da qualche giorno a questa parte non si sentono che urla. E’ insopportabile. Lei lo prega, gli grida contro che è un insensibile, che non capisce, che non può farle questo. Piange. Lui nemmeno la guarda, e le poche occhiate che le rivolge sono di fredda indifferenza.
(1232 parole, pubblicata 17/12/05)
Dopo una stancante partita di Quidditch cosa può esserci di più rilassante di una bella doccia calda in tutta tranquillità? Ma Ginny non è poi così sola come aveva creduto. Qualcuno si trova involontariamente coinvolto in una situazione particolare che potrà forse cambiare qualcosa.
(3795 parole, pubblicata 05/12/05)
"E quando ti serve qualcosa, riesci sempre a trovare quel che cerchi?"
Ron si fermò per un secondo e sollevò in aria, con fare trionfante, una penna tutta stropicciata. Abbassò nuovamente lo sguardo su di lei e Hermione avvertì qualcosa vibrare nel proprio cuore. Con intensità.
"Certo." rispose lui, sorridendo spensierato "Riesco sempre a trovare quello che per me è importante." (4030 parole, pubblicata 05/12/05)
Non ce la faccio più. Non posso andare avanti così. Devo cambiare. Cambiare me stesso o il modo in cui vivo. Sono le tre della mattina e sono nel mio letto, nel mio letto a baldacchino grazie a Dio, raggomitolato in posizione fetale. Un pollice in bocca è l’unica cosa che mi manca per essere spedito senza una parola al St. Mungo.
(954 parole, pubblicata 04/12/05)
Lui era soltanto un surrogato di Tom all’inizio, io volevo solo questo. Volevo Tom. Guardavo gli occhi plumbei del Serpeverde di fronte a me e vedevo quelli suoi, di un Serpeverde di vari lustri fa, talmente neri che a volte l’iride si fondeva con la pupilla e la mia infanzia ed io ci perdevamo in quegli abissi senza fine. Solo una delle due è tornata.
(726 parole, pubblicata 04/12/05)
È strano come le persone tendano a ricercare il bene in ciò che fa loro male, che le ferisce. Idealizzano il dolore fino a convincersi che esso sia giusto. Che se lo meritano. Sciocco ma vero. Sono caduto anch’io in questa trappola, tempo fa.
(874 parole, pubblicata 04/12/05)
"Tutto di questa notte te lo ricorda. In realtà qualunque piccolezza te lo ricorda..."
(1430 parole, pubblicata 29/11/05)
Questa è una songfic H-Hr, basata sulla canzone di Bon Jovi “Thank You for Loving Me”; un consiglio, se avete la canzone, ascoltatela mentre leggete la FF. Siamo al San Mungo, due anni dopo la fine della scuola, durante la guerra contro Lord Voldemort. Buona Lettura.
(558 parole, pubblicata 27/11/05)
Due anime predestinate da un destino empio e crudele. Fuggendo da una trappola contro le loro vite, si ritroveranno a fare i conti con chi ha legato le loro sorti, in una corsa contro il tempo per fermare un futuro troppo rapido.
[Sulle note dei Muse]
(1611 parole, pubblicata 19/11/05)