Note alla storia

Lime, Raccolta. 

Note al capitolo

Non essendo ancora pratica del sito, il capitolo potrebbe presentare imperfezioni per quanto riguarda il font. Mi scuso per eventuali errori. 

L'aria fresca che si respirava intorno al lago gli riempiva le narici tanto da farlo tossire dopo averla inalata, mentre contemplava il terreno circostante che assumeva i colori del rosso e dell'oro. Gli ultimi raggi solari facevano risplendere le fredde acque del Lago Nero, dando l'impressione che sulla sua superficie vi fossero poste piccole pietre preziose. 

Si mise comodo e osservò la natura muoversi sotto di lui, un turbinio di foglie secche che si levava in alto, spinto dal vento settembrino che segnava la fine dell'estate. 

Vide due figure familiari avvicinarsi, l'una stretta all'altra, e quasi non ebbe il tempo di nascondersi tra i rami del suo albero. 

Rose Granger Weasley, i cui capelli sembravano fondersi con il paesaggio, teneva una mano stretta in quella del suo accompagnatore, la vita cinta dal suo braccio, come fosse una dama scortata dal suo cavaliere. Aveva alzato il capo e per poco non lo aveva sorpreso, intento ad osservare i suoi boccoli mossi dal vento. 

Assottigliò gli occhi e contemplò il gentiluomo che la teneva stretta come un principe con la sua principessa, e non rimase sorpreso nel riconoscere la chioma nera e liscia di William Nott. Il viso di lui era a pochi centimetri da quello di lei e sottili ciocche rosse gli sfioravano una guancia, di tanto in tanto. 

 Si riavvicinò quanto bastava per ascoltare le loro parole. 

- Da bambini potevamo permettercelo, adesso siamo un po' cresciuti, non ti sembra? - mormorò la Weasley, l'imbarazzo nel tono stridulo. 

La rossa si scostò da Nott e salì su una roccia sporgente, mantenendo il contatto con lui con la mano. 

Poteva osservarla meglio: i boccoli rossi le ricadevano fin sotto le spalle, ciocche mosse le contornavano il viso ovale, le labbra accese dello stesso colore dei capelli e le lentiggini appena visibili sulle guance. Gli occhi marroni alla luce del sole assumevano sfumature dorate, facendolo impazzire ogni volta che si posavano su di lui. 

La risata di Nott lo fece sussultare e immadiatamente si riscosse, un'idea a balenargli prepotente, tanto da farlo ghignare. 

- Non c'è nessuno. Sai quanto mi piace camminare così, è una vera evasione. 

A quel punto, non seppe più trattenersi. 

- Che bel quadretto! 

Entrambi sussultarono. Due paia di occhi individuarono simultaneamente la sua figura, appollaiata sul ramo dell'albero. 

Lo sguardo dorato della Weasley si posò su di lui, che si leccò le labbra lentamente al solo scopo di farle perdere le staffe. 

- Malfoy! - dava l'idea di uno sputo, uno sputo che avrebbe preferito fosse successivo ad un gemito di piacere, ma era pur sempre qualcosa. 

Scorpius Malfoy balzò giù dalla sua postazione e raggiunse a grandi passi William Nott, che intanto aveva lasciato la mano della compagna e si era incamminato verso di lui, il sorriso stampato in viso come ogni giorno. - Perché te ne stavi tutto solo, avresti potuto chiamarci prima. 

Malfoy lo guardò con aria di superiorità e avanzò verso il suo obiettivo, che se ne stava con le braccia lungo i fianchi su quella roccia; quando si avvicinò, la prima cosa che constatò fu che, stando su di essa, era alla sua altezza, lei che era piuttosto bassa per la sua età. 

- Cosa vuoi da me? - furono le parole scocciate della ragazza. 

Il ragazzo passò nuovamente la lingua sulle labbra e si scoprì compiaciuto dello sguardo curioso che aveva ottenuto in risposta. 

Senza aspettare oltre, tirò il manico del mantello che componeva la sua divisa e spinse con l'altra mano la testa di lei contro la sua, così rapidamente da non darle il tempo di realizzare o reagire. 

Quando le labbra umide incontrarono quelle secche e martoriate della ragazza, d'istinto bagnò le sue ferite con la saliva. Per la sorpresa, la Weasley spalancò la bocca, dandogli libero accesso. Ma non ebbe il tempo di esplorarla. 

Si era aspettato il sonoro e meritato schiaffo, che era prova della sua colpa e allo stesso tempo una piacevole pena. Il sangue che affluiva in quel punto lo riscaldò; lo infastidiva solo il modo brusco in cui le loro bocche erano state separate.

Si voltò a contemplare la sua vera, grande vittoria: il volto meravigliato e ostile di William Nott. 

Gli occhi azzurri erano splancati e pieni di odio, odio verso Scorpius Malfoy. Se c'era una cosa che Malfoy amava di quei due, era mostrare alla rossa la vera faccia del moro, che sapeva terrorizzare lo spettatore man mano che si rabbuiava.

Con quel bacio aveva dichiarato a William Nott guerra, una guerra che avrebbe consumato entrambi fino a quando uno dei due non avesse ottenuto il premio tanto ambito. 

Malfoy non aveva dubbi: la ragazza sarebbe stata sua, sua soltanto

Note di fine capitolo

Scrissi questa raccolta un anno fa con l'idea di farne una long, poi la mia visione dei personaggi è totalmente cambiata. Gettarla nel dimenticatoio sarebbe stato un peccato, così ho deciso di pubblicarla come una raccolta di capitoli più o meno brevi e non troppo impegnativi, dato che ne ho scritto ancora pochi.

La raccolta è incentrata sul triangolo amoroso William-Rose-Scorpius e vi avviso che il rating potrebbe salire. William è un personaggio che userò nella long che sto scrivendo, anche se caratterialmente sarà un po' diverso. Scorpius in questa raccolta abbraccerà lo stereotipo che l'ha caratterizzato prima della rivelazione del suo carattere in TCC. Rose rivelerà il suo carattere effettivo più avanti.

Non ho mai scritto note così lunghe, mi scuso, dovevo chiarire alcune cosette. Alla prossima!  

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