Note alla storia


 

Note al capitolo

Disclaimer: I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia non appartengono a me bensì, prevalentemente, a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. I luoghi non inventati da J.K. Rowling e la trama di questa storia sono invece di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o una citazione da essa.
 
Questa storia non è stata scritta a scopo di lucro, ma per puro divertimento, nessuna violazione del copyright è pertanto intesa.
 


Premessa: il titolo (la prima parte, ovviamente) e l’impostazione stilistica della poesia si richiamano alla metrica e allo stile del Cantico dei Cantici.
 


A Severus, con tutto il mio cuore.
 
 
 
 

Canto d’amore – Buon Compleanno!

 
Severus si lasciò trasportare con calma dalla scala mobile, senza fretta, concedendosi di ciondolare lievemente col capo.
Era troppo stanco anche per percorrere i gradini che lo portavano ai propri alloggi.
Uno sbadiglio lo colse mentre si chiudeva alle spalle la pesante porta di legno.
Se avesse saputo che la riunione con i Capi delle Case si sarebbe conclusa con una torta in suo onore, avrebbe cercato di dileguarsi prima del termine. Invece Minerva era stata più che furba, lasciando alcune questioni importanti alla fine per trattenerlo più a lungo.
La torta con tanto di candeline comparsa improvvisamente lo aveva lasciato di stucco e completamente senza parole.
E lui si odiava, quando la commozione aveva il sopravvento sul suo fido alleato, il sarcasmo.
Fanny dormiva già, appallottolata sul trespolo. La invidiò per un fugace istante, dirigendosi velocemente alle proprie stanze, le mani che già slacciavano i primi bottoni della nera casacca.
La busta davanti ai suoi piedi, appena varcata la soglia della camera, ebbe l’effetto di un campanello d’allarme.
Per Merlino… e quella da dove era spuntata?
Nessun mittente.
Sul retro solamente il suo nome vergato elegantemente con inchiostro argentato.
Sollevò un sopracciglio, dubbioso, tentennando caparbiamente per non lasciarsi vincere dalla curiosità.
Voltò nuovamente la busta, il sigillo verde che la chiudeva era un invito troppo allettante.
L’unico foglio, bianco e coperto da una grafia minuta e graziosa, fu letto velocemente e quasi senza prendere respiro.
Ma… era uno scherzo, vero?
Si sedette sulla sponda del letto, palesemente stupito e pensieroso, osservando foglio e busta con un sopracciglio inarcato.
Rilesse una seconda volta.
Poi una terza ed una quarta.
Smise di contare dopo la quinta.
 
 
 
Nero d’ebano, lucente di mille riflessi impalpabili.
Giochi di luce, riverberi di fiamma e morbido velluto.
Chi è costui che s’avanza, con incedere elegante e superbo?
Ad un re, no, ad un principe io ti rassomiglio.
Il mio principe è fiero e coraggioso,
riconoscibile tra mille e mille.
Forte è il tuo cuore, amico mio e sicuro il tuo passo.
Non vacilla, no, l’amore ti sostiene.
 
Amore vorrei darti, mio principe.
Una carezza sul viso, lieve come piuma incantata,
sollievo che caccia in punta di dita nuvole oscure di ricordi passati.
L’errore non è più, è cancellato,
dissolto da un amore più forte del tempo.
Amore vorrei darti, mio principe.
Un abbraccio infinito, caldo di tepore accogliente,
raggio di sole che vince ogni tenebra.
 
Amore voglio dare al mio principe
e gioia ed affetto e pace del cuore.
 
Buon Compleanno, Severus!
 
 
Serrò le palpebre, ripetendo a memoria ogni sillaba, senza sapere bene il perché. Fu come se ogni parola non avesse chiesto altro per poter prendere vita.
Fu dolce carezza, delicata e leggiadra.
Fu abbraccio avvolgente, colmo di un amore che aveva attraversato la soglia dell’impossibile per giungere fino a lui, vero e concreto.
 
Respirò a fondo, lasciando che la prima lacrima di commozione scendesse liberamente per bagnargli il sorriso.

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