Note al capitolo

Disclaimer: I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia non appartengono a me bensì, prevalentemente, a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. I luoghi non inventati da J.K. Rowling e la trama di questa storia sono invece di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o una citazione da essa.
Questa storia non è stata scritta a scopo di lucro, ma per puro divertimento, nessuna violazione del copyright è pertanto intesa.

Argento e madreperla  

 


Aspetti.
Calma e impazienza si contendono il tuo animo e non puoi farci nulla.
Solo aspettare.
E osservare lo scorrere degli eventi, che adesso ti sembra così lento da sembrare insopportabile.
Avverrà tra non molto, lo senti.
Intrecci le mani, come in una muta preghiera, rimanendo in ascolto.
Sta parlando. Sta tentando l’impossibile.
Come se avesse capito che da quelle quattro mura non ne uscirà vivo.
È bravo, non è vero?
Così bravo da convincere ancora una volta l’Oscuro, che si crederà d’essere ancora invincibile. Ma a quale prezzo…
 
Ora.
 
Le parole di Voldemort squarciano il silenzio, gelide come ghiaccio tagliente.
Ma i denti di Nagini sono ancora peggio.
Merlino no, non così!
Porti le mani alla bocca, in un muto grido di dolore.
Vorresti intervenire, fermare ogni cosa.
Oppure accelerarla, per far finire questa sofferenza il più in fretta possibile.
Il tempo, in queste situazioni, non scorre mai come vorremmo.
 
Sei lì, sei vicina a lui, puoi quasi toccarlo, disteso su quel pavimento tra la polvere ed il sangue. Il suo sangue.
Ed i secondi ora passano lenti, come in una difettosa clessidra ad acqua, dove la goccia sembra non scendere mai, appesa per istanti infiniti, sempre più sottile, sempre più prossima a staccarsi ma non ancora decisa a farlo del tutto.
 
Oh, i suoi ricordi.
C’è tutto se stesso lì dentro, in quel filo d’argento e madreperla.
Tutto.
I suoi sogni infranti, le sue speranze disattese, i suoi errori.
Il suo dolore.
Il suo amore.
E la sua redenzione.
 
Il momento è arrivato, adesso.
 
Cancelli ogni traccia di attesa, distendi il volto in una dolce espressione serena, prepari il tuo sorriso più bello e luminoso.
Per lui, solamente per lui.
E già tendi le mani, impaziente di poterlo toccare, di potergli lasciare una carezza sul viso, questa volta per sempre e non più di nascosto.
 
Eccolo!
Spaesato, un po’ confuso, con l’andatura lievemente incerta di chi non sa dove si trova.
Ma quando ti vede accelera il passo.
Stupore, incredulità, commozione.
Leggi tutto questo – e molto di più – nei suoi occhi neri come notte profonda.
 
Allarghi il sorriso, raggiante.
La sua prima parola per te, ora come tanti anni fa, è sempre la stessa:
«Mamma!»

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