Le lezioni erano finite e, per chi aveva dovuto affrontare i M.A.G.O. , le preoccupazioni erano ormai un lontano ricordo.

Gli ultimi saluti e abbracci, accompagnati da qualche lacrima, segnavano la fine di un anno scolastico a Hogwarts, per altri la fine di sette lunghi, faticosi ma magnifici anni.

 

Una brillante e lunga chioma biondo platino si agitava di qua e di là, mossa dal lieve vento estivo di Londra.

Il binario 9 ¾ era pieno di genitori che aspettavano i loro ragazzi e le loro fanciulle.

 

La ragazza dai lunghi capelli biondi cercava un volto familiare, ma in mezzo alla folla era un po’ difficile distinguere le persone.

 

“Ehi Vic!”

 

La bionda si girò: era Lily Luna, sua cugina.

 

“Lils, ti avevo perso! Dov’eri?” chiese Victoire.

 

“Ehm… beh stavo salutando degli amici di scuola. Niente di che.”

 

E mentre Vic la guardava con aria sospettosa, la piccola Potter arrossì.

 

“Diciamo che stavi salutando Scorpius, eh Lily?” disse Victoire ammiccando.

 

Lily divenne ancora più rossa e l’altra fece una risatina maliziosa.

 

“Dai Vic, vieni. Andiamo a cercare i parenti!” esclamò Lily prendendo per mano la cugina e trascinandola con sé.

Infine le due riuscirono a trovare tutti quanti. Praticamente c’era la famiglia al completo. O almeno, quasi al completo.

 

“Maman! Papa!” esclamò gioiosa Victoire, che andò dai genitori e li abbracciò.

 

“Siamo molto fieri di te, tesoro” disse Bill accarezzandole la lunga chioma.

 

“Ma belle, ho preparato qualcosa che sicuramente piacerà a te e ai tuoi fratelli: la bouillabaisse!” disse Fleur entusiasta.

 

A Victoire, Dominique e Louis si illuminarono gli occhi.

Dopo aver salutato tutti gli altri, i Weasley fecero ritorno a Villa Conchiglia. Era bello tornare a casa.

Durante il viaggio, Victoire chiese ai genitori se avessero ricevuto qualche notizia da parte di Teddy, il suo ragazzo. Bill e Fleur si guardarono, poi Bill disse che era un po’ che non vedevano il gufo di Ted. Vic si rattristò. Quasi non proferì parola a tavola. Nemmeno il suo piatto preferito era riuscito a risollevarle il morale.

Bill e Fleur non poterono fare a meno di notare il suo comportamento, ma non vollero chiederle niente. Al momento giusto Vic si sarebbe confidata.

La sera del suo ritorno da Hogwarts doveva essere una festa. Ma lui non c’era. Lui, che le aveva promesso di esserci al suo ritorno. Lui, il suo principe Metamorfomagus. Il suo Teddy.

La ragazza, dopo aver cenato, decise di voler fare una passeggiata a piedi scalzi in riva al mare.

La sera stava calando e una dolce brezza marina inebriava l’aria. Una ad una le stelle cominciarono a comparire nel cielo notturno, poi la luna le raggiunse.

Victoire aveva mille pensieri per la testa. Era quasi convinta che se il suo cervello fosse arrivato al sovraccarico, sarebbe scoppiato.

La sabbia era fresca. Una bella sensazione.

La ragazza raggiunse dei piccoli scogli, sui quali era solita sedersi quando era pensierosa o voleva stare da sola.

La luna era splendida quella sera e, infatti, Vic si mise a contemplarla. Magnifica.

Mentre era presa da questa meraviglia, sentì un fruscio.

 

“Argo” sussurrò la ragazza, che aveva visto il gufo di Teddy andarle incontro con una lettera nel becco.

Il gufo, appena Victoire tolse la lettera dal suo becco, si appollaiò sulla spalla, tubando come un colombo, segno che era felice di vederla.

 

“Anche io sono contenta di vederti, Argo!” rispose lei, dando un buffetto sulla testa al gufo.

 

Poi si affrettò ad aprire la lettera.

 

“Amore mio dolce, perdonami, ma non sono riuscito a venire da te per il tuo ritorno da Hogwarts. Immagino tu sia arrabbiata con me. Lo capisco. Ti avevo promesso che ci sarei stato. Sono davvero un disastro. Purtroppo questa settimana sarò molto impegnato ma ti manderò notizie appena possibile. Ti bacio, per sempre tuo,

 

Teddy.

 

P.S.: il Canada è stupendo, ma non è la stessa cosa senza di te, stellina mia.

Mi manchi.”

 

Victoire lesse la lettera tutto d’un fiato, poi tornò a guardare la luna, mentre rigoli di lacrime le rigavano il volto.

 

“Me lo aveva promesso – pensò fra sé – mi aveva detto che saremo stati insieme appena tornata da Hogwarts.”

 

Vic non voleva farsi vedere piangere o con gli occhi rossi dai suoi genitori, perciò decise di tornarsene in casa come se nulla fosse.

Argo la seguì e quando fu nella sua stanza Victoire gli diede da mangiare e gli fece qualche carezza.

 

“Spero che tutto questo non sia successo davvero e che sia solo un sogno” mormorò prima di addormentarsi cullata dal suono delle onde sulla spiaggia e dal profumo del mare.

 

La mattina seguente, quando Victoire si alzò, vide che Argo se n'era andato via. Poi guardò fuori dalla finestra. L'alba era appena cominciata.

"Non mi va di stare con le mani in mano. Ci sono! Ora vado in cucina e preparo la colazione per tutti" pensò la ragazza.

Decise però di non smaterializzarsi perché avrebbe provocato un discreto rumore, perciò optò per scendere gli scalini in maniera furtiva.
Ma una volta di sotto, si accorse di non essere l'unica persona sveglia della casa.

"Dom! Che ci fai alzata a quest'ora?"

"Vic! Potrei farti la stessa domanda, sai?"

"Beh, volevo preparare una bella colazione. E tu?"

"Volevo guardare l'alba. E' davvero uno spettacolo eccezionale, soprattutto quando il sole si riflette sul mare. Non trovi?"

"Sì, sono d'accordo con te, sorellina."

Le due si guardarono sorridendo.

"Bene. Ti serve una mano per la colazione?" chiese Dominique.

"Ma sì, perché no?"

Così entrambe si misero al lavoro.

Quando Bill, Fleur e Louis andarono di sotto per la colazione, trovarono la tavola imbandita di cibo dolce e salato e con brocche piene di succo di zucca, di lampone e di arancia.

"Speriamo che la colazione sia di vostro gradimento" dissero le due sorelle sfoggiando un gran sorriso.
Bill e Fleur risero di gusto mentre Louis, dopo aver ringraziato molto velocemente le sorelle, si precipitò sul tavolo.

 

 

Victoire era felice. Così sembrava.

Erano passati tre giorni dall'arrivo di Argo con la lettera di Teddy per Victoire.

La ragazza cercava di non pensare troppo all'assenza del suo amore. Aiutava Dominique e Louis con i compiti per la scuola, andava a fare acquisti con la madre, ma tutto quello che faceva, non si sa come né perché, le faceva venire in mente Teddy.

Lo voleva vedere. Lo voleva con tutta se stessa.

A volte, in alcuni momenti vuoti o liberi della giornata, Vic chiudeva gli occhi e pensava ai momenti passati insieme a Teddy. Una volta, alla Tana, Teddy era misteriosamente scomparso e tutti si erano messi a cercarlo. Alla fine scoprirono che aveva preso un manico di scopa ed era caduto vicino alla casa dei Lovegood. Victoire fu così gentile da fasciargli il braccio con accuratezza, dicendogli che doveva stare a riposo.
Oppure quando Teddy aveva trascinato Victoire nella Stanza delle Necessità, dove le dichiarò il suo amore per lei e la baciò per la prima volta. La ragazza sorrise fra sé e sé.

"Se mi ha scritto che questa settimana è impegnato, lo deve essere davvero. Non credo mi stia raccontando una bugia. Ho deciso: gli rispondo."

Vic andò in camera sua, prese carta e piuma e cominciò a scrivere.

"Amore,
Ho ricevuto la tua lettera. Scusa se ho aspettato tre giorni per risponderti. Ero triste e ho preferito, egoisticamente, non scriverti.
Sì, fa male non averti qui con me e passare un pò di tempo insieme, però non voglio disperare perché so che prima o poi arriverai da noi a Villa Conchiglia. Arriverai da me. Mi sarebbe piaciuto venire in Canada con te. Beh, vorrà dire che organizzeremo per tornarci insieme. Sei d'accordo?
Ti aspetto, fammi avere tue notizie presto.
Ti amo, per sempre tua,
Victoire."

"Venus!" chiamò Vic.

Ed ecco entrare dalla finestra la sua civetta.

"Ciao piccolina! devi fare un viaggio per me: devi portare questa a Teddy. E' in Canada al momento, nella zona del lago Reindeer. Mi faresti questo favore? Come anticipo, ti do uno dei tuoi biscottini preferiti!"

La civetta tubò felice, accarezzando la mano della padroncina con la testolina. Dopo aver mangiato il biscotto, prese la lettera nel becco e volò fuori dalla finestra.
Poi Vic uscì in spiaggia. Bill e Fleur erano seduti sotto la veranda a chiacchierare, mentre Dominique aiutava Louis a fare un grande castello di sabbia.

"Domi! Lou!"

I due si voltarono verso la sorella che era in costume,

"A chi arriva prima a tuffarsi in acqua!" gridò Vic.

Tutti e tre cominciarono a correre più veloce che potevano per riuscire a tuffarsi per primi. Louis battè le sorelle.

"Ho vinto!" dichiarò.

Vic e Dom lo accerchiarono e cominciarono a schizzarlo.
Quante risate fecero quel pomeriggio, soprattutto quando Bill fece fare i tuffi ai suoi figli e Fleur li guardava divertita.

La sera stessa, finito di cenare, Victoire salì in camera sua, esausta ma felice di aver trascorso una bellissima giornata, e si buttò sul suo morbido letto.

Pensava di essersi addormentata, quando sentì un battito d'ali. Appena alzò la testa, vide con sua sorpresa Argo.

"Ehi Argo" chiese sbadigliando "che ci fai qui?"

Il gufo le porse la zampa con una lettera e lei la prese. Era di Teddy.

"Angelo, ti penso ogni giorno e ogni giorno che passa mi manchi sempre di più.
Ora, però, vorrei proporti una specie di gioco, ma dovrai seguire le mie istruzioni alla lettera, d'accordo? Argo ti terrà d'occhio."

Vic guardò seria il gufo che stava gongolando sul letto e poi disse:

 

"Ok, facciamo questo gioco, magari è interessante" finì sorridendo.

"Primo: se sei in casa, esci e vai in un posto lì vicino che ti ricorda di me."

Victoire pensò attentamente... La scogliera! E si diresse là. Poi prese la lettera in mano e continuò a leggere.

"Secondo: chiudi gli occhi e ascolta il dolce suono delle onde sulla battigia" e Vic fece quanto era scritto. Cosa voleva farle fare Ted? Perché tutto questo mistero?

"Terzo: guarda in alto, verso il cielo stellato e pensa a ciò che ti ho detto prima di partire, ripetendo tutto ad alta voce."

La ragazza sorrise dolcemente, alzò lo sguardo verso le stelle e disse:

 

"Ricorda, piccola, niente e nessuno potrà separarci mai. Mai. Io sarò..."

"...sempre con te."

Vic si girò alla velocità di un fulmine. E lo vide.

"T-Teddy?"

"Sì, Vic. Amore sono tornato" disse allargando le braccia verso la sua amata, che, con gli occhi pieni di lacrime di gioia, corse verso Teddy e gli saltò addosso. Anche lui pianse qualche lacrima nel rivederla.

"Ho una sorpresa per te, angelo mio."

"Una sorpresa? Teddy, sei tu la mia sorpresa!" disse Vic baciandolo dolcemente.

"Sì, lo so, però... ehm... questa è una sorpresona" rispose, prendendo la mano destra di Vic.

"Vic, sei la ragazza più bella che io abbia mai conosciuto. Non solo: sei simpatica, dolce, sensibile, coraggiosa. Ti preoccupi sempre per gli altri e vorresti che tutti fossero felici. Sei una ragazza splendida ed io mi ritengo fortunato ad averti vicino a me. Ed è proprio per questo che vorrei chiederti una cosa... “ il ragazzo si inginocchiò davanti alla ragazza che sentì il cuore accelerare i battiti a più non posso. Poi Ted estrasse una scatolina dorata dai pantaloni “Victoire Weasley..."

"Sì, Ted..."

"Mi concederesti l'onore di diventare mia moglie?"

Ted aprì la scatolina, dove era riposto un anello in oro bianco con un bellissimo diamantino incastonato e, all'interno dell'anello, una frase: "Tuo per sempre, Teddy".

"Sì, Teddy, ti voglio sposare" sussurrò appena Victoire, ma questo bastò per il ragazzo, che le mise l'anello al dito, si rialzò, prese fra le braccia il suo angelo e si abbandonarono alla notte stellata.

Note di fine capitolo

Victoire in seguito venne a sapere che i suoi erano d'accordo con Ted per farle la sorpresa. Come avrà reagito Vic? ;)

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