Alexandra prese un respiro profondo.
Era al qiunto anno a Hogwarts, i G.U.F.O. la stavano facendo impazzire e il suo ragazzo continuava a distrarla.
In quel momento si trovava a casa per le vacanze di Natale e doveva parlare ai suoi del suo ragazzo.
Ora, non l’avrebbe mai fatto se Richard, suo fratello maggiore, non continuasse a minacciarla di dire tutto al padre per ricevere favori, quindi meglio farla finita subito.
Prese un altro respiro e aprì la porta del salotto.
Lo spettacolo che le si presentò davanti era impagabile: suo padre, il grande, temuto e rispettato Lord Voldemort, stava in piedi su una scala con un cappello da Babbo Natale in testa e cercava di appendere le palline di Natale sulla parte alta dell’albero, mentre sua madre si occupava di quella in basso.
«Posso usare la magia?» chiese l‘uomo guardando la moglie che scosse il capo negativamente. «Perché no?» continuò. «Perché se no non sarebbe bello!»
Suo padre si rimise al lavoro, borbottando qualcosa che somigliò molto a: “Non me ne frega niente se non è bello! Voglio finire subito! Mi fa male la schiena”.
«Oh, e… tesoro, ti ho proposto come Babbo Natale per il supermercato locale e hanno accettato».
Sbang!!
Voldemort era caduto dalla scala e si stava massaggiando con malagrazia il sedere. «Ma io non voglio farlo!» disse guardando la moglie.
«Lo farai, invece.»
«Ma Katherine…» provò a protestare, ma un‘occhiataccia *Tu fai quello che ti dico* della moglie lo fermò. Abbassò il capo sconfitto.
«Ciao, Alexa! Hai bisogno?» chiese Katherine vedendo la figlia, che cercava di trattenere le risate, sulla porta. «Ho un ragazzo.» disse lei tutto d‘un fiato.
Sbang! Tunc! Tunc!
Tom, che era tornato sulla scala, cadde un‘altra volta e le decorazioni che stava appendendo gli finirono in testa, ma lui non se ne accorse.
«Oh, tesoro, è fantastico! Chi è?» esclamò Katherine, radiosa.
«Si chiama Harry.»
«Potter?!» Voldemort spalancò gli occhi.
«Quanti altri Harry conosci?» gli chiese la moglie, squadrandolo.
«Oh, beh, Johnson, Davis, Radcliffe…» cominciò lui.
«Sì, papi, Potter»
E il caro Voldy svenne.
«Papà!»
«Tranquilla, cara, cinque secondi e rinviene.»
E infatti cinque secondi dopo Lord Voldemort era già in piedi e, toltosi il cappello dalla testa, si avviò a grandi passi alla porta.
«Dove vai?» chiese la figlia
«Ho da fare un paio di cose» rispose gelido.
«Che sarebbero?» chiese la moglie anche se poteva immaginarsele.
«Vado in chiesa a pregare in una rottura e poi vado a casa di quel mostriciattolo per ammazzarlo una volta per tutte» rispose. E uscì.

Note di fine capitolo

Che ve ne pare? Please, recensite!!!!!!!!

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