Note alla storia

Storia ispirata dal titolo di una fan fiction di bic, anche se il contenuto non c'entra niente. Quindi, grazie bic per essere stata, involontariamete, la mia musa ispiratrice!

“Benvenuti alla Prova del mago, come ogni lunedì io, Antonella Magici, vi accompagnerò nel torneo che decreterà il migliore pozionista dell’anno.

Come sapete, oggi assisteremo ad una sfida molto speciale: si disputa, infatti, la finale per il Paiolo d’oro e per il titolo di Pozionista Supremo!

I due sfidanti sono: Severus Piton, per la squadra dello Schiopodo Rosso e Horace Lumacorno per quella del Vermicolo Verde.

Do quindi inizio alla gara… tre, due, uno: stregoni ai calderoni!”

“Partiamo da lei, professor Lumacorno. Che cosa ha intenzione di prepararci, quest’oggi?”

“Beh, Antonella… posso chiamarti così, vero? Dicevo… vorrei preparare una lozione liscia-ricci. Come saprai è  molto complessa, ma è una mia specialità. Ho brevettato una formula che attualmente viene utilizzata dalle Magic Industries per la loro Magiricci, un prodotto utilizzato dai migliori parrucchieri magici”

E qui fece l’occhiolino ad Antonella, che ormai gli stava svenendo ai piedi.

“Cara Antonella, mi lusinga il tuo interesse…”

“Ehm… coff coff”

Severus Piton aveva appena emesso una tossetta degna della professoressa Umbridge e aveva ricordato alla conduttrice che Lumacorno non era l’unico essere in studio.

“Ah… acc… ehm… sì… ora, invece passiamo a conoscere lo scoccia… l’altro concorrente, il professor Piton”

Antonella Magici si diresse verso la postazione dello Schiopodo Rosso, badando bene a mantenere le distanze dal concorrente (che, più che un uomo, le sembrava, appunto, uno schiopodo).

“Allora, professore, con quale pozione ci delizierà?”

“Un Distillato della morte vivente”

“Mi sembra pretenzioso, dato che ha solo un’ora di tempo a disposizione”

Sul volto della conduttrice era spuntato un sorrisetto di commiserazione.

“Mi lasci fare e vedrà che ci riuscirò. Nel caso dubitasse del risultato, basterà chiedere e sarò più che lieto di fornirle un bicchiere-campione di pozione da provare”

“Non si preoccupi. Basta che la giuria si convinca del suo buon risultato: il giudizio, infatti, cari telespettatori sarà affidato, come sempre, alla nostra giuria. Come vedete, per l’occasione speciale che vede sfidarsi due professori di Hogwarts per il titolo di Pozionista Supremo, è stata invitata l’intera popolazione studentesca della scuola: ciò significa che saranno loro a nominare il vincitore!”

 

* * *

Un’ora dopo

 

“Bene, siamo giunti al momento delle votazioni: ragazzi di Hogwarts, per votare dovete lanciare un incantesimo verso il nostro soffitto conta-voti, che registrerà i risultati. Uno Schiantesimo rosso, per votare, appunto, la squadra dello Schiopodo Rosso, del professor Piton. Un’Avada-Kedavra verde – in quest’occasione siete autorizzati dal Ministero, quindi ora o mai più - per votare la squadra del Vermicolo Verde di Horace… ehm, del professor Lumacorno.

Via al magivoto!”

Un’ ondata verde si alzò dalla platea, tranne un gruppo di Serpeverde che lanciò dei timidi Schiantesimi.

“Mi sembra palese! Dichiaro il professor Lumacorno Pozionista dell’anno!”

“Grazie Antonella, sei un tesoro!”

“Ma figurati, Horace!”

E così via, mentre Severus Piton era diventato una statua di sale.

Era riuscito a creare un perfetto Distillato della morte vivente in un’ora, si era allenato per settimane, aveva passato notti insonni a migliorare la formula, a studiare il procedimento migliore e ora tutto era andato in fumo. Com’ era possibile utilizzare gli studenti, quelle teste di legno, come giurati?! Già avevano le loro simpatie, in più veniva data loro la possibilità di lanciare una Maledizione senza perdono impunemente per votare quel barile di boria di Lumacorno!

 

Il povero Severus era disperato: tutti lo odiavano, non solo perché era “piccolo e nero”, ma anche perché era acido e perdente.

Il professore si sentì prendere dalla rabbia, cominciò a virare dal bianco al rosso, per poi giungere ad un viola livido. Una goccia di sudore cominciò a formarsi all’ attaccatura dei capelli. Gli anni passati a lavorare nel sotterraneo, fra i fumi delle pozioni e i lavaggi non proprio accurati, avevano reso il suo sudore un concentrato delle più disparate sostanze, magiche e non.

La goccia scivolò lungo la tempia, mentre Piton meditava vendetta: l’avrebbe fatta pagare cara ai suoi studenti, a Lumacorno e alla presentatrice! Il suo istinto da Mangiamorte reclamava una strage per lavare quell’offesa.

La goccia ormai si era staccata dalla tempia e veniva ineluttabilmente trascinata verso il basso dalla gravità.

Era vicina al liquido nel calderone, lo stava sfiorando e…

 

Un’esplosione devastò lo studio televisivo: vendetta era stata fatta!

Note di fine capitolo

Come al solito, grazie a HarryArt, mio beta e grazie ai miei 25 lettori! (scusate, i Promessi Sposi mi fanno male)

Posta una recensione

Devi fare il login (registrati) per recensire.