Note al capitolo

Titolo: Crescere
Fandom:
Harry Potter
Pairing: Draco/Harry
Rating: PG13
Capitolo: 1/1
Avvertimenti: AU, one shot, post 7 libro (no-epilogo), slash

Note dell'autrice: Piccola slash che ho ritrovato mesi fa. Scritta quando ancora non sapevo cosa fosse una 'fanfiction' e cosa fosse lo 'slash'. Scritta così, per giocare... Non ha la pretesa di essere niente di speciale. E' una fiction che mi suscita sempre un sorriso rileggendola e vorrei condividerla con voi. Stop. Non ho considerato i personaggi OOC perchè secondo me, nei canoni di una slash non lo sono, ma potrei sbagliare ç_ç Se li trovate OOC fatemi sapere, per favore ^^'


Disclaimer: I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia non appartengono a me bensì, prevalentemente, a chi ne detiene i diritti. La trama di questa storia è invece di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o una citazione da essa.
Questa storia non è stata scritta a scopo di lucro, ma per puro divertimento, nessuna violazione del copyright è pertanto intesa.

 

 

Crescere

 

 

Corse… Rumori… Schiamazzi… Grida di bambini.

-   Papààààà! – urlò un bambino disperandosi.

Il giovane padre alzò gli occhi dal suo libro e accolse fra le sue braccia il figlio in lacrime.

-  Che hai, Jamie? – chiese inarcando un sopracciglio sorpreso dal comportamento del figlio che raramente scoppiava in pianto.

-  Papaààà! – ripeté la creatura continuando a piangere disperato nascondendo il visino nell’incavo del collo del padre che, tranquillamente, continuava a passargli una mano fra i capelli scompigliati.

“Benedetti capelli” pensò il padre sospirando riferendosi a quella piccola, bruna, boscaglia incolta che aveva in testa il figlioletto, resi ancora più indomabili dal continuo volare sulla nuova scopa giocattolo che le era stata regalata non più tardi di un mese prima.

Dannata scopa!” si ritrovò improvvisamente ad inveire mentalmente ricordandosi della brutta discussione che avevano avuto quando si era reso conto di cosa aveva regalato a suo figlio.

 

 

-  È troppo piccolo, si romperà l’osso del collo! È così che cerchi di crescere tuo figlio? Facendolo ammazzare!? - aveva urlato adirato.

-  Non essere sciocco! Sono fatte apposta per i bambini! Io l’ho ricevuta ad un anno e sono ancora qua, no?

-  Già! Sei ancora qua ma a quanto pare ti ha regalato comunque qualche danno permanente! Ti si è spappolato il cervello con quella dannata scopa giocattolo ecco perché sei così oggi! Potrebbe farsi male! - aveva rincarato non ancora arreso all’inevitabile.

-  E tu potresti smetterla di farti venire un attacco isterico, non credi? Di questo passo metterai i capelli bianchi nel giro di un anno! - era stata la risposta secca e tranquilla che si era visto dare.

-  NON OSARE NEANCHE PENSARE UNA COSA DEL GENERE! IO!? I CAPELLI BIANCHI?!

-  Ecco a questo punto farei scendere il tempo d’autonomia dei tuoi capelli a 6 mesi se continui così, senza contare che urlando non otterrai proprio niente. Nostro figlio avrà quella scopa per il suo quinto compleanno e non cambierò idea, se vuoi puoi sempre fargli un altro regalo… Ma quello resta là, incartato nell’armadio!

-  Tu vuoi che s’ammazzi! Maledizione, lo sai che ha ereditato la tua stessa capacità di rischiare l’osso del collo ogni due su tre!

-  Ma ti sei bevuto il cervello?! Sulla scatola c’è scritto +2 anni! Mi pare che ci rientri ampiamente! E comunque da me ha anche ereditato la capacità di tirarsene sempre fuori nel miglior modo possibile -  altra risposta secca ma, questa volta, spazientita.

-  Culo! Si chiama culo! Tuo figlio ha ereditato il tuo fottutissimo culo! - aveva sbraitato il biondo ormai ad un passo dal reparto psichiatrico del San Mungo.

-  Ah, davvero? - gli aveva risposto l'altro con sguardo ammiccante e molto provocatorio.

-  Sì, davvero! – aveva risposto secco prima di rendersi conto del doppio senso inavvertitamente usato e diventando, subito dopo, leggermente rosato in zona gote.

-  Grazie del complimento amore! – gli aveva risposto la voce “cinguettante” e sensibilmente compiaciuta del suo “amore” .

 

 

Ghignò divertito al ricordo di come era andata a finire la litigata e di come, ovviamente, Jamie avesse ricevuto quella benedettissima scopa giocattolo il giorno del suo compleanno.

La stessa scopa che ora era stata abbandonata di fianco alla panchina del parco dove lo aveva portato a giocare mentre, suo figlio, se ne stava singhiozzante fra le sue braccia.

-  Avanti, figliolo, dimmi cosa è successo e smetti di disperarti – era incredibile come, benché il più ansioso ed apprensivo fra i due genitori, potesse risultare il più controllato.

-  Pa… pa…sigh… Papà – aveva preso a dire il piccolo – Lui non mi fa mai prendere il bo…boc…sigh…ino! Non è giusto papà! 

Draco Malfoy, ormai abituato alla competitività di entrambi, si alzò sospirando e, prendendo in braccio il piccino che nel frattempo si stava asciugando le lacrime con la manica della magliettina, si avviò verso lo spiazzo dove fino a pochi attimi prima aveva giocato il figlio.

Dopo aver lanciato uno sguardo di fuoco all'altra persona presente ferma in mezza allo spiazzo con espressione contrita tuonò: - HARRY JAMES POTTER MA LA VUOI FINIRE E TI DECIDI A CRESCERE UNA BUONA VOLTA! 

 

 

 

 

 

Fine

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