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CAPITOLO 4

 

Erano finalmente nella sala grande della scuola ed era giunto il tanto atteso momento dello smistamento. Irma, essendo la più grande, venne chiamata per prima, la giovane si sedette sullo sgabello e la Vicepreside le mise intesta un cappello, la ragazza subito pensò: “Un berretto deciderà quale casa sarà più adatta a me? Ma che assurdità! Nessuno è in grado di conoscere e capire davvero una persona... Ma va bhe, non critichiamo queste buffe tradizioni.”  Il Cappello parlante mentalmente le chiese: “Davvero tu pensi questo? In effetti non hai tutti i torti, ma credimi io so scrutare gli animi della gente meglio di qualsiasi essere umano. Ma vediamo quale Casa è giusta per te… Mhmm, senz’altro hai, come tutti i Black, le caratteristiche per andare a Serpeverde, però sei anche intelligente e studiosa, ma neanche Corvonero fa davvero per te. Tassorosso? Forse, però… In effetti anche a Grifondoro staresti bene… Uffa mai trovato una persona così complicata… andresti bene ovunque…”  Irma gli disse: “Se ti può aiutare a decidere, io vorrei andare dov’è mio cugino Sirius.” Il cappello pensò un attimo, poi ad alta voce gridò: “Grifondoro!” La ragazza, soddisfatta, s’alzò dallo sgabello e andò a sedersi alla tavolata, di fianco al Black rinnegato e ai suoi amici, mentre  andava gettò un’occhiata ai Serpeverde e vide Regulus che s’era fatto scuro in volto. “Allora, cuginetta, hai seguito il nostro consiglio, brava, vedrai che qui ti troverai bene.” le disse Sirius appena ella s’accomodò, poi le versò del succo di zucca nella coppa e gliela porse, Irma sorrise lievemente per ringraziare e bevve.

Per tutto il giorno successivo Irma cercò Regulus per parlargli, ma ogni volta che lo scorgeva, lui s’allontanava. Infine, sottosera, la ragazza riuscì a bloccarlo, lui pareva scocciato e la guardava malissimo, la giovane gli disse: “Ti prego, non odiarmi se non sono finita a Serpeverde.” Regulus mantenne il suo sguardo torvo. “Una Casa vale l’altra, non cambia pressoché nulla. Mi hai conosciuta, sai come sono, perché la nostra amicizia dovrebbe spezzarsi per una stupidaggine come in che dormitorio sono capitata……” il fiero Black la interruppe e le domandò con rabbia: “Ti pare forse cosa da poco essere finita a Grifondoro? In mezzo a quei babbanofili, quei traditori del sangue, per lo più. Poi ti sei pure seduta vicino a quel mio fratello degenere che ci ha abbandonati. Non possiamo rimanere amici, è gia tanto ch’io non ti odi, come invece dovrei.” A questo punto Irma finse di piangere, con tanto di lacrime sforzate, e singhiozzando disse: “Mi dispiace, ma che colpa ne ho io? È stato quello stupido Cappello a decidere, mica io. Ma perché ci devono dividere le vane parole di un berretto, quando un fortissimo legame ci unisce? Sì, perché il sangue è il legame più forte di ogni altro, noi facciamo parte della stessa nobile famiglia, non tagliamo i ponti per così poco.” Regulus s’era addolcito a quelle parole, quindi le disse: “Hai ragione, perfettamente. Scusa se mi sono comportato in quel modo, ma sai com’è…. Dai non ti preoccupare, dimentichiamo questa giornataccia e comportiamoci come abbiamo sempre fatto.”

“Grazie, grazie mille.” Gli disse la cugina, parlarono un altro poco, poi ognuno se ne andò nel proprio dormitorio. Irma aveva raggiunto il suo scopo, con qualche lacrima finta, ma l’aveva raggiunto. La giovane, chissà perché, ci teneva ad avere buoni rapporti e ad essere amica sia di Sirius che di Regulus.

Passò qualche giorno, Irma era in riva al Lago Nero, s’era tolta calze e scarpe e passeggiava coi piedi immersi nel lago. Bellatrix la vide e la chiamò: “Ehi, cugina!” la ragazza si voltò, salutò con la mano e invitò la Serpeverde a raggiungerla. Le due Black si sedettero sotto un albero ed iniziarono a chiacchierare. “Allora, come ti trovi qui a Hogwarts?” l’altra alzò le spalle e rispose: “Cosa vuoi che ti dica? È una scuola come le altre, gente simpatica, gente detestabile, gente neutra. Ogni tanto mi annoio, però si sopporta.”

“E trai Grifondoro riesci a trattenerti dal sputargli in faccia?” Irma trattenne un riso e disse: “Infondo non sono poi così terribili.” Bellatrix la guardò come se avesse detto un’empietà, poi ribatté: “Ma dai, non vorrai farmi credere che siano come noi! Noi siamo di due spanne più in alto di loro. È come se volessi paragonare, che so Regulus con Sirius.” disse quest’ultimo nome con disprezzo; Irma colse l’occasione e propose: “Dai analizziamo il comportamento dei due fratelli, vediamo che differenze ci sono.”

“Ma è ovvio, Reg si comporta da vero e puro Black, Sirius non ci si avvicina nemmeno lontanamente.” L’altra insisté: “Dai, così per passare il tempo, tanto per divertirci, tanto per vedere quanto si discosta dal sangue.” Alla fine Bellatrix accettò e cominciò a dire: “Dunque, per colazione, beve mezzo litro di caffè latte e mangia pane tostato con sopra burro, a volte con la marmellata.”

“Sirius idem. Poi, dopo mangiato, viene circondato da ragazze che tratta con sufficienza, perché sa che tanto gli sbavano dietro comunque. M’auguro che Regulus sia più cortese.” Bellatrix scosse la testa e disse: “Per nulla, pure lui, consapevole del fatto di piacere a tutte, resta distaccato, mentre loro cercano di attirare la sua attenzione. Bha, comunque durante le lezioni è attentissimo, sa sempre rispondere alle domande degli insegnanti, ci tiene ad essere trai migliori, ma lo sai ci sei anche tu. Sirius, invece, scommetto che passa il tempo a fare scherzi idioti.” Irma la contraddisse: “A quanto mi dicono, invece, è uno dei più bravi della classe. Comunque, dopo le lezioni, compiti a parte, gira coi suoi amici e, mi duole dirlo, a volte esagera con quei suoi scherzi e con quelle sue prese in giro. Son qua da pochi giorni, ma ho già visto abbastanza, come tratta male il povero Sev.”

“Eh già, lui e quel Potter se la prendono sempre con Piton… Regulus, invece, se non è agli allenamenti di quidditch sta in nostra compagnia e quando c’è da offendere o torturacchiare qualcuno, lo fa coi mezzo sangue, quelli che se lo meritano un trattamento del genere.”  Irma sorrise e concluse: “Visto? Sono uguali, i due fratelli: spavaldi e orgogliosi, amano essere al centro dell’attenzione e si credono migliori di qualcun altro. Certo, cambia questo qualcun altro ma infondo è pur sempre una persona che vedono diversa e/o considerano inferiore.” Bellatrix la guardò un attimo perplessa, poi riconobbe: “Non hai tutti i torti, ma Regulus fa bene a dar contro a quegli schifosi mezzo sangue, mentre Sirius è solo un galletto che fa il bullo.” Irma si sdraiò sul prato e disse: “Può essere, ma per me sbagliano entrambi.”

“Non stai anche tu dalla parte di Regulus?”

“Lo sai come la penso.” Chiacchierarono ancora a lungo, poi, data l’ora che s’era fatta, decisero che era meglio rientrare nel castello, anche perché presto sarebbe stata servita la cena. Mentre andavano Irma osservò che tutti i ragazzi andavano in giro a gruppi, minimo a coppie, soltanto uno se ne stava da solo. Era un Grifondoro dai capelli lunghi lisci e neri, aveva le guance ricamate da un po’ di barba e un lungo pizzetto, lo sguardo era profondo ma impenetrabile. Era solo, nessuno gli era accanto nel raggio di tre metri e camminava lento ed inesorabile. Irma rimase un attimo bloccata e domandò alla cugina: “Chi è quel ragazzo?” e Bellatrix le rispose: “Si chiama Angelo, è un tipo strano.”

“Lo voglio conoscere.” sussurrò Irma prima di entrare nella sala grande.

 

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