CAPITOLO 3

CAPITOLO 3

SULL’HOGWARTS’ EXPRESS

 

Era finalmente arrivato il primo settembre e tutti i maghi s’erano convogliati alla stazione di Londra per prendere il treno che partiva dal binario 9 e ¾. Appena saliti su un vagone Regulus e i suoi amici Serpeverde avevano occupato un intero scompartimento, Irma era seduta con loro al fianco del cugino e ascoltava quello che si diceva senza parlare. “Come mai sei così taciturna?” le domandò Rabastan, lei ci pensò un poco poi rispose: “Mi piace ascoltare per osservare gli altri e studiarli. Inoltre parlo solo quando ne vale la pena.”

Saltò su Lucius che disse: “Bene, allora vuol dire che non sprecherai fiato coi mezzosangue. A proposito avete visto quanti ce ne sono quest’anno? È una cosa indecente, fortuna che è il mio ultimo, così non sarò più costretto ad incontrare simile marmaglia.”

E così s’aprì una nuova discussione basata su invettive contro i figli di Babbani. Dopo non molto però, l’Italiana si alzò e fece per uscire. “Dove vai?” le chiese Regulus, lei pacatamente rispose: “A fare un giro.” e se ne andò chiudendo dietro di sé la porta. Irma attraversò quasi tutto il treno, vagone dopo vagone, sapeva bene dove andare, quel giorno a Diagon Alley aveva visto chiaramente i due giovani che il cugino aveva voluto evitare e aveva capito che uno dei due doveva essere Sirius. La giovane, quindi, si mise a sbirciare in tutti gli scompartimenti in cerca del Black rinnegato, era arrivata nell’ultima carrozza quando lo trovò, era assieme all’altro ragazzo di Diagon Alley, assieme a loro c’erano anche un tipo mingherlino, un giovane con l’aspetto dello studioso e una ragazza coi capelli rossi e gli occhi verdi. Irma aprì la porta e con una fievole e sottilissima nota di emozione chiese: “Sei tu Sirius Black?”  il ragazzo dai capelli neri assai mossi, dall’aspetto un po’ trascurato ma che, comunque, trasudava eleganza e classe, rispose: “Sì sono io. Tu, invece, bella giovane, chi sei?” con la magia fece apparire un bianco fiore e lo porse a Irma che, per la prima volta da quando era in Inghilterra, sorrise e poi gli rivelò: “Sono una tua cugina.” Stupore generale, poi Sirius ridacchiò e la contraddisse: “Impossibile, conosco bene le tre figlie di mio zio…. A meno che tu non sia, per caso, Irma! Sei lei? Quella che vive in Italia? Se sì, spiegami che cosa ci fai in qui, è successo qualcosa?” pose questo domande con vivo interesse e un punta di preoccupazione nell’ultima. L’Italiana narrò dando risposte esaurienti. “Quindi tu, ora, vivi coi miei genitori, mi dispiace per te. Ma per fortuna c’è Hogwarts.”

“Bha, a dire il vero non mi sono trovata male con loro e poi Regulus e i suoi amici mi stanno anche simpatici.”

“E allora perché mi sei venuta a cercare? Non si sono forse raccomandati di starmi alla larga? Sono un traditore del sangue, te l’hanno detto, vero?” disse Sirius sarcastico. Potter, poi, gli disse: “Felpato, temo che sia come gli altri tuoi parenti: una fanatica del sangue puro.” Irma lo fulminò con lo sguardo e innervosita gli chiese: “Chi diamine sei, tu, per dare giudizi su persone che neanche conosci?”

“James Potter.”

“Era una domanda retorica. Comunque per informazione tua e degli altri, io sono cresciuta in mezzo ai babbani e, nonostante non l’abbia mai dato a vedere in famiglia, io non disprezzo affatto né loro, né quelli che vengon volgarmente definiti mezzosangue.” Allora James le domandò: “E quindi perché dici che sono simpatici quei Serpeverde, magiamorte e razzisti?” Irma spiegò: “Non lo sono davvero, aderiscono a quelle sciocche idee, ma non lo sono affatto. Prendiamo in esame Severus, predica tanto circa la purezza del sangue, ma poi ha il padre babbano, dovrebbe odiarsi da solo e i suoi amici dovrebbero disprezzarlo. Stesso discorso, poi, per il più grande dei paradossi: Voldermort, il mago che tanto ammirano, aveva solamente la madre strega, dovrebbe suicidarsi se odia sì tanto i ‘mezzosangue’ e i suoi seguaci dovrebbero ucciderlo invece di idolatrarlo ed esaltarsi per lui. Come vedete quella gente professa tante idee, ma poi non vive seguendole. In più la loro vita, la loro personalità, il loro pensiero non si limita al disprezzo per chi non ha il sangue puro, hanno molte diverse e varie passioni, interessi e mi stanno simpatici proprio per questi altri aspetti, sfaccettature del loro carattere. Capite?” Sirius annuì non condividendo, poi le disse: “Siediti qui a fianco a me preparati a conoscere qualcuno di simpatico e che non è un assassino. Dunque lui è il mio miglior amico James, detto Ramoso, quella è la sua morosa Lily, poi c’è Remus o Lunastorta e, infine, c’è Peter, per gli amici Codaliscia.” Irma abbozzò un mezzo sorriso. Sirius, poi, si mise a chiacchierare scherzosamente con Potter mentre Peter li stava ad ascoltare entusiasta e dicendo qualche parola di tanto in tanto, Remus continuava a leggere il libro da cui non aveva quasi mai distolto lo sguardo; Lily, invece, attaccò bottone con Irma e conversarono tranquillamente. Mancava circa mezzora prima di arrivare a destinazione, la giovane Black si alzò e disse: “Scusatemi, ma è meglio ch’io torni da Regulus ed i suoi compari, ho lì tutti i miei bagagli. Ci si vede a scuola. Ciao.” Gli altri salutarono, però Sirius le chiese: “In che casa capiterai? Dove ti piacerebbe essere messa?”

“Bha, tuo fratello m’ha parlato dello smistamento, mi pare tanto ridicolo che sia un cappello ad analizzarmi e scegliere, ma va bhe, se questi sono i vostri costumi, non li discuto. A parte questo non so dove capiterò, anche se i tuoi genitori e tuo fratello son certi che andrò a Serpeverde; ma infondo per me non cambia nulla, una vale l’altra.” Lily, sorridendo, si raccomandò: “Cerca di farti mettere a Grifondoro, dove siamo noi!” Irma alzò le spalle e uscì dicendo: “Vedrò.” La giovane tornò in mezzo ai Serpeverde, già tutti con le loro divise, immediatamente Regulus sbottò: “Dove sei stata? Hai detto che avresti fatto due passi e poi sei tornata solo ora, mi ero preoccupato!”

“Non abbastanza, evidentemente, se no mi saresti venuto a cercare.” ribatté apaticamente la ragazza. Lucius osservò: “Per una volta che eravamo riusciti a trattenere Sev…” poi si rivolse a Piton “Credimi, amico, ti ha solo fatto bene non andare a trovare quella schifosa mezzosangue della Evans.” Severus lo contraddisse: “Lily è diversa, lei è speciale!” a sentire quelle parole un quasi impercettibile lampo di stupore attraversò il volto dell’Italiana che avrebbe voluto chiedere qualcosa, ma non ne ebbe il tempo perché Rabastan le disse: “Irma è meglio che anche tu ti metta in divisa, ormai. Vieni con me ti faccio vedere dove puoi cambiarti.” Il Lastrange fece per alzarsi, ma la ragazza gli fece cenno con la mano di fermarsi e disse: “Non ne ho bisogno.” poi pronunciò un incantesimo: “Vestam verto.” Immediatamente i suoi abiti si tramutarono nella divisa scolastica. I ragazzi rimasero stupiti, senza parole, il prima a rompere il silenzio fu Rabastan che invitò Irma a sedersi accanto a sé, quasi in contemporanea Bellatrix domandò: “Ma dove hai imparato quell’incantesimo, a noi non l’hanno ancora insegnato.”

“Bha, l’ho improvvisato.” Piton sussultò e chiese: “Anche a te piace creare nuove formule magiche?”

“A dire il vero in Italia lo fanno tutti, voi no? Da noi i genitori insegnano gli elementi base, poi ognuno li compone a seconda del bisogno.” Parlò ancora un poco della magia italiana ai suoi compagni, poi il treno si fermò.

 

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