Note al capitolo

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Titolo: Hallelujah
Autrice: Nasreen
Beta: Aleksej Larkey
Rating: PG15
Trama: Cosa accade quando anche l'Ultima speranza ci abbandona dietro un sorriso che se ne va? Cosa può spingerci a lottare ancora quando non abbiamo più NULLA per cui lottare? Basta veramente l'Amore per sconfiggere il Male...?
Forse, ma non sempre.

Note: Questa fanfiction si svolge in un tempo indefinito dopo il settimo anno di Harry Potter&Co. ma, dato che Voldemort è vivo e vegeto e non si parla dei Doni della morte ho inserito l'avvisto POST HPB.   


Disclaimer: I personaggi di questa storia appartengono a J. K. Rowling e a tutti coloro che ne detengono i diritti di copyright. La storia vera e propria appartiene alla sottoscritta.
Avvertimenti: Riferimenti a rapporti di tipo omosessuale, se la cosa ci desta fastidio non leggete. 

 

~.~.~.~.~.~.~.~.~.~.~

 

 

~{ Hallelujah

 

{Jeff Buckley _ Halleujah}

 

Il vento imperversava sbatacchiando e scuotendo tutto, senza lasciare alla terra un attimo di respiro.

Un nuovo sospiro si perse nella stanza, carico di angoscia, mentre una testa mora s'appoggiava stancamente alla grande e sporca vetrata di casa Black.

Era stanco, non ce la faceva più, sentiva le membra pesanti come il piombo e l'anima come morta, no...  Non avrebbe resistito a lungo e lo sapeva.

I grandi occhi verdi, in genere così vivi e brillanti, si rispecchiavano ora opachi e spenti nel vuoto buio della notte.

Non una parola, non un gemito... Semplicemente nulla.

Per cosa? Per cosa lottare?

Harry non lo sapeva, sentiva solamente il suo cuore, straziato ed esangue, continuare il suo lento e regolare battito ma senza forza, senza voglia... Senza vita.

Erano giorni ormai che non faceva altro che guardare, ascoltare e fissare il vuoto, perché era esattamente così che si sentiva in quel momento: irrimediabilmente vuoto.

Morto.

Serrò con disperazione gli occhi sforzandosi di non pensare, ma ogni volta che provava stupidamente in quest'impresa, i loro visi tornavano a passargli davanti.

Ogni miserabile volta.

Vedeva Bill sfigurato dagli artigli dannati dei licantropi.

Vedeva Cedric con quel mortale lampo verde negli occhi sgranati ed increduli.

Vedeva George cadere sconfitto, sotto il fuoco nemico pur di proteggere il corpo senza vita del fratello gemello.

Vedeva Sirius oltre quel maledetto Velo, mentre cadeva... Cadeva e ancora cadeva...

Ogni notte, ogni volta che chiudeva gli occhi poteva scorgere il barlume di vita abbandonare gli occhi del suo Padrino.

Ed il dolore tornava a tormentarlo. Non cessava mai, da anni. Era così stanco!

Semplice.

Inaccettabile. Ovviamente.

No, lui non poteva cedere, a lui non era permesso, lui non aveva diritto di arrendersi, no!

Lui era Harry Potter, Il Bambino Sopravvissuto, la Speranza del Mondo Magico e non...  Lui era lo stendardo di quella guerra assurda e sanguinosa che continuava a mietere vittime senza pietà.

Ma Harry?

Ma a Harry, al ragazzo di appena ventuno anni, che aveva perso nuovamente qualcuno che amava, non pensava nessuno?

Non aveva forse il diritto di piangere come tutti gli altri?

Non aveva forse il diritto di stringere al cuore un'ultima volta il corpo della sua unica ragione di vita?

Evidentemente no.

 

 

 

...I heard there was a secret chord

that David played and it pleased the Lord

But you don't really care for music, do you?

Well it goes like this:

The fourth, the fifth, the minor fall and the major lift

The baffled king composing Hallelujah

 

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah...

 

 

 

Poteva sentire chiaramente nella casa i lenti lamenti dei presenti, le lacrime, il dolore... Poteva sentire la Signora Weasley singhiozzare lentamente e tragicamente tutte le sue lacrime, le sue ultime lacrime.

Poteva sentire il silenzio carico di dolore del buon vecchio Signor Weasley, oh se lo sentiva!

E come lo capiva... Li capiva come forse poche o troppe persone erano in grado di fare in quel periodo tormentato.

Lui sapeva che cosa voleva dire veder crescere qualcosa, piano piano, fra le avversità, fra il le atrocità della vita, volerlo proteggerlo con furia e determinazione con tutto il proprio essere per poi  vederselo portar via.

Nuovamente.

Ancora una volta. Un Nuovo dolore.

Si era accasciato lungo il muro come una bambola rotta, scomposto, con la testa appoggiata all'indietro e gli occhi mortalmente sgranati nel tentativo di scorgere nel soffitto risposte che, sa, non avrà mai.

I palmi a terra, rivolti verso l'altro, arresi.

Per la prima volta lui, Harry, il Ragazzo d'Oro, il ragazzo la cui forza risiedeva nei sentimenti, non aveva la forza né la voglia di andare avanti.

Niente rabbia, niente lacrime. Niente. Solo morte.

Ingoiò silenziosamente a vuoto, mentre quei suoi occhi grigi sfrecciavano nuovamente nella sua mente, i suoi occhi... La sua anima.

No, non ce la faceva... Egoista, bastardo, traditore, maledetto... Che dicessero quello che volevano, lui questa volta non ce l'avrebbe fatta.

Non aveva niente più per cui lottare, per cui valesse la pena sopravvivere una nuova giornata, era nuovamente solo.

L'aveva lasciato nuovamente solo. Bastardo.

 

 

...Well your faith was strong but you needed proof

You saw her bathing on the roof

Her beauty and the moonlight overthrough ya

She tied you to her kitchen chair

She broke your throne and she cut your hair

And from your lips she drew the Hallelujah

 

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah...

 

 

 

 

- E così il Principino viziato vuole essere protetto, eh?

- Oh, Sfregiato... Mi ci mancavi solo tu. Perché non te ne torni di là a giocare al Piccolo Eroe e mi lasci in pace?

Parole secche, stanche e cariche d'amarezza.

- Che ci fai qua, Malfoy? - no, lui no, non credeva nella sua redenzione.

Nonostante fosse l'unico ad averlo visto abbassare la bacchetta quella notte, lui non (gli) credeva.

 Stupido.

- Che vuoi, eh? Ora sei tu a capo di questo branco di idioti.

- Fottiti bastardo! Questo branco di idioti ti sta dando una cazzo di possibilità... Possibilità che, a quanto pare, neanche quel gran pezzo di merda di tuo padre è disposto a darti!

Un attimo, uno sguardo e Malfoy era su di lui schiacciandolo a terra col peso della disperazione mentre caricava il destro.

Destro che gli avrebbe fatto maledettamente male. Sicuramente.

Non lo seppe mai.

- Non mi seccare Potter, non mi interessa se hai bisogno di sfogarti con qualcuno... Ho già pagato e sto pagando il mio errore quindi smettila di tormentarmi.

- Risposta sbagliata, Malfoy.

Ed il colpo centrò in pieno il viso dell'ex Serpeverde facendolo atterrare di schiena, completamente stordito.

- Soddisfatto, Potter?

Le uniche parole che gli disse, mentre si leccava il rivolo di sangue che aveva preso a colargli all'angolo della bocca con un ghigno in volto.

 

 

 

 

 

No, non era stato soddisfatto, anzi... Lo aveva prima evitato poi cercato nei giorni seguenti, per tutta la base dell'Ordine.

A scuola.

Al vecchio Ministero, dove ormai non restavano che cumoli di polvere e detriti.

Lo aveva cercato, silenziosamente, con attenta indifferenza... Per giorni, ma di Draco Malfoy non seppe più nulla. Non voleva chiedere nulla, preferiva tacere, ma nessuno avrebbe saputo nulla.

Ed aveva taciuto finché un giorno era stato lo stesso Malfoy a farsi vivo.

 

 

Sfregiato. Attaccheremo. Questa notte. Evacuate.

 

 

Ed allora aveva compreso ed insieme alla comprensione era arrivata la rabbia.

Spia.

Malfoy non era venuto per chiedere protezione. Malfoy era venuto ad espiare la sua colpa.

Quella notte e quelle successive molte persone si salvarono ignare di dovere la vita a Lui, ad un  Mangiamorte, AL Mangiamorte.

Molti si erano salvati, ringraziando poi Auror e Ribelli, ma mai ringraziamenti furono più inutili visto che erano vivi solo grazie alle parole di un Traditore. Ma di quale parte?

Nessuno, nessuno sapeva e nessuno avrebbe dovuto sapere, questi erano gli accordi contro i quali aveva barattato la sua vita. Nessuno, Mai.

Perché lui era ancora il bastardo Serpeverde che odiava e disprezzava Mezzosangue e Babbanofili, ma non così tanto da volerli morti... Almeno non più così tanto.

I colpi di Cruciatus, le Maledizioni ed il Sangue avevano cambiato il pensiero di un bambino cresciuto all'ombra di un Padre, padre così folle, così... Maledetto.

E così quel bambino spocchioso aveva aperto gli occhi ed insieme a lui li aveva fatti aprire anche il Bambino Sopravvissuto, insegnandogli molto, o forse tutto?

Tutto.

 

 

 

 

 

...Baby I've been here before

I've seen this room and I've walked this floor

I used to live alone before I knew ya

I've seen your flag on the marble arch

And love is not some victory march

It's a cold and it's a broken Hallelujah

 

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah...

 

 

 

 

Ed ora? Cosa avrebbe fatto ora? Per chi avrebbe combattuto?

Si portò i palmi aperti agli occhi sfregandoli con forza, mentre percepiva chiaramente qualcuno salire le scale che portavano alla grande mansarda, nella quale si era rinchiuso da ormai due giorni.

Sapeva che sarebbero venuti.

- Harry? - la voce di Ron gli arrivò roca e dura spronandolo ad alzare lo sguardo verso l'amico di sempre.

Com'era vecchio, Ron, com'era stanco. Non sorrideva più neanche lui da tanto, tantissimo tempo.

Hermione era rimasta uccisa mesi prima, ad una settimana dal loro matrimonio.

Hermione, la sua piccola.

- Che c'è?

No, quella non poteva essere la sua voce, lui non aveva quella voce così cattiva.

- Amico, non è giusto. Non puoi fare così. Non essere egoista! - gli sibilò contro Ronald Weasley, mentre inconsciamente faceva scorrere il pollice sulla fede nuziale che portava ancora salda all'anulare sinistro.

Harry chiuse gli occhi sopprimendo un grido, no, lui non poteva essere egoista, lui non poteva essere umano. Lui non aveva il permesso di morire di dolore.

- Lasciami in pace...

- Harry! - il tono era duro, impaziente come quello di un padre che si vede costretto a riprendere un figlio litigioso.

- Ron, per favore. Vattene. - un sibilo, un solo sibilo carico di rancore a porre fine ad un'amicizia lunga dieci anni.

Ron strinse la mascella in preda alla furia e si voltò dando le spalle al vecchio amico, a Harry, il Salvatore.

- Sei un bastardo, lei t'amava! - e detto questo uscì sbattendo la porta, lasciandolo nuovamente solo con il suo dolore.

Sì, lei l'amava... Lei... La piccola, testarda e coraggiosa Ginny ora se ne stava là, adagiata in quella cassa, immobile, fredda...

Lei, la Fiamma Indomabile di casa Weasley era stata domata ed infine sconfitta, definitivamente.

Con un colpo di bacchetta la vita aveva lasciato i suoi vispi occhi nocciola lasciandoli morti e vuoti in un eterno grido di dolore.

Se chiudeva gli occhi poteva quasi vederla, vedere Molly accarezzare dolcemente la testa della sua unica figlia, mentre i famigliari le si stringevano intorno in segno di supporto.

Sì, poteva immaginare  quella scena che aveva già dovuto vedere ed affrontare fin troppe volte... I volti rigati dalle lacrime, i singhiozzi, le condoglianze, i discorsi, le promesse, la rabbia, il dolore, l'abbandono, la solitudine...

Lui tutte quelle cose non aveva bisogno di vederle nuovamente, non ce la faceva a vederle un'altra volta.

 

 

Che Merlino abbia pietà della sua anima.

Che chiunque abbia pietà di lui per ciò che stava pensando.

 

 

Un tonfo secco, delle urla.

Ginny era stata chiusa, sigillata, per sempre. Era morta, anche lei.

E lui non l'aveva nemmeno salutata, ma lui non poteva scendere, no, non poteva vedere quella cassa chiudersi ed inghiottire per sempre il fragile corpicino di quella che per lui era una sorella.

Lui non poteva piangere su quella bara quando la sua amina si dilaniava per qualcuno che non era in quella bara.

Per qualcuno che non sarebbe stato in nessuna bara.

Per qualcuno che non avrebbe mai avuto una bara.

Per lui, per l'unica ragione della sua vita, che non aveva potuto nemmeno baciare un'ultima volta.

Che non aveva potuto guardare negli occhi prima dell'Addio.

Che non avrebbe mai più potuto sfiorare, mai più. Un ultimo tocco negato.

Perfino quello.

L'uomo della sua vita, l'Eroe della sua vita, il Bastardo arrogante che aveva salvato vite, più e più volte, era stato ucciso. Gliel'avevano portato via.

Maledetti.

Neanche il corpo, nemmeno quello aveva... Perfino piangere sul corpo dell'uomo che amava gli era stato negato da quel Dio sadico che da sempre aveva mosso le fatalità della sua esistenza.

Maledetto.

 

 

 

- Sei un bastardo, lei t'amava!

 

 

 

Anche io, Ron, anche io l'amavo. Amavo entrambi, ma lui... Lui, che hai ucciso, lui era la mia vita.

 

 

 

...There was a time when you let me know

What's really going on below

But now you never show that to me do ya

But remember when I moved in you

And the holy dove was moving too

And every breath we drew was Hallelujah...

 

 

 

 

- No, non puoi. Devi smetterla. Devi venire all'Ordine.

- E perché mai Potty? - il ghigno era sarcastico come al solito, ma gli occhi avevano  brillato come solo con lui sapevano fare.

- Perché dovrei abbandonare la mia copertura di spia?

- Perché ti uccideranno se ti scoprono!

- Smettila Harry, è più facile che sia uno dei tuoi ad ammazzarmi, lo sai. - rassegnazione.

- Appunto! Devi smetterla, dobbiamo spiegare a tutti... Ti prego, Draco.

- Lupin è morto e tu vieni a letto con me, nemmeno il tuo essere il Salvatore li convincerà.

Un bacio prima che le tue mani si arpionassero alla sua giubba nera.

- Ti prego, che altro devo fare? Ti sto implorando Draco, dannazione!

Ma lui scosse la testa ridacchiando mesto prima di baciarti famelico le labbra.

Un bacio affamato d'amore.

Un bacio intriso di disperazione.

- The show must go on Harry, must go on.

- Draco...

Un nuovo bacio, leggero, veloce, d'affetto e con un lampo sparisce.

Di nuovo.

Per sempre.

 

 

 

The show must go on, Draco. Hai ragione, amore mio, hai ragione.

 

 

 

Quella sera il vento soffiava violentemente fuori da Grimmauld Place, violentando con perfidia il mondo.

Mentre tutto taceva, un lampo, un solo lampo, filtrò dalla finestra più alta della vecchia casa dei Black solamente accompagnato da suono rotto di un singhiozzo perso nel vento.

Un unico lampo si disperse illuminando la notte di un verde carico di morte e sconfitta...

Quell'unica folgore verde carico di Speranza e serena disperazione.

 

 

 

 

 

 

...Well, maybe there's a God above

But all I've ever learned from love

Was how to shoot at someone who outdrew ya

And it's not a cry that you hear at night

It's not somebody who's seen the light

It's a cold and it's a broken Hallelujah

 

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah,

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah...

 

Note di fine capitolo

Il finale, diciamo, è piuttosto asperto^^ 

Spero di non ricevere troppi pomodori *_* E' la mia prima slash 'seria', le altre sono shot di poco conto ma sicuramente non così...drammatiche.

Spero che non sia proprio un buco nell'acqua ^^ Attendo opinioni, buone o cattive... tutto fa crescere ^^

 

Grazie!

Nasreen

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