Note alla storia

Long-Fiction: P R I S M_Element Power!

Note al capitolo

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DISCLAIMER: Questa storia è uno Spin-Off tratta dalla Fanfiction '' P R I S M_Element Power! ''

Ricordo che tutti i personaggi della saga di Harry Potter citati sono di proprietà di J.K.Rowling e che questa storia non ha alcun fine di lucro.

Invece i personaggi contenuti in questa storia sono tutti di mia esclusiva proprietà, dato che sono il frutto della mia fantasia e dunque ne rivendico la totale paternità.


Questa fanfiction è stata scritta per augurare a tutti voi lettori della fiction che sempre mi seguite e sostenete una BUONA PASQUA, perciò ho deciso di regalarvi questo piccolo frammento di vita di Casa Thamiel.

Il capitolo contiene moltissime informazioni che vi saranno utilissime per capire i prossimi capitoli di PRISM, mi raccomando!

Con questo... vi faccio nuovamente i miei Auguri e... resto in attesa dei vostri pensieri ;)

 

Buona Lettura!

~{Little Power Evils

 

 

Tracy Sharil Thamiel sapeva perfettamente che entro breve le urla di sua madre si sarebbero sparse per tutta Lux Manor, ma non se ne preoccupò più di tanto e rannicchiandosi nuovamente sotto l'enorme piumone blu tentò di riprendere sonno.

Mai tentativo fu così vano!

Dopo neanche cinque minuti la porta della sua stanza si spalancò ed un uragano chiamato Isabelle si fiondò nella stanza.

- Tracy! Sei ancora a letto! Dannazione è tardi! Gli invitati saranno qui fra poco! - urlò e la ragazza temette seriamente per l'incolumità della sua collezione di cristalli.

- Sta' zitta... lasciami in pace! - mugugnò infastidita, mentre sentiva la presenza della madre muoversi freneticamente nella stanza nel tentativo di destarla.

- Tracy hai 2 minuti, e dico 2 per alzarti!

- Spiegami cosa della frase ‘lasciami in pace' non ti è chiaro? - ribatté spazientita la ragazza, mentre faceva lievitare un cuscino in faccia alla madre nel tentativo di placarla.

- TRACYY! - sbraitò quest'ultima, mentre con un gesto della bacchetta le toglieva il piumone di dosso dandole fuoco.

- MADRE! - urlò in risposta Tracy, mentre osservava il suo piumone preferito prendere fuoco.

- CAZZO!

- Tracy, modera il linguaggio, signorina!

- Porca puttana il mio piumone! Ma ti sei fatta di Erba Gatta?

- Bada a come parli a tua madre o giuro che ti chiudo in casa fino alla fine dei tuoi giorni!

- Ti piacerebbe poterlo fare eh, - ribatté incazzata nera la ragazza, mentre si alza dal letto e si mette di fronte alla madre con le mani sui fianchi e lo sguardo minaccioso.

Erano ormai un paio d'anni che l'aveva superata in altezza, ma Isabelle Marlene Thamiel non se ne preoccupava più di tanto, dopo aver passato quasi vent'anni a litigare con Bastien gli scatti d'ira di sua figlia non la impensierivano neanche un po'.

- Ti sorprenderebbe ciò che posso fare, signorina! Ed ora muoviti. Hai meno di 20 minuti per prepararti. Ti voglio in salotto entro 15!

Tracy lanciò un'occhiata fiammeggiante alla madre, mentre i suoi occhi si schiarivano pericolosamente.

- E non ti azzardare ad usare i tuoi poteri contro di me, hai capito?!

Tracy sbatté furiosamente i piedi a terra e così com'era lasciò la stanza urlando di vera furia.

- Padre!

 

Bastien Louis Thamiel stava sorseggiando pacatamente il suo the speziato, mentre con l'altra mano sfogliava quasi svogliatamente un libro che lievitava proprio di fronte a lui.

Erano giorni che si era chiuso in quella sorta di trance riflessiva, aveva un assoluto bisogno di trovare quell'incantesimo oppure Cobaltus non l'avrebbe più fatto vivere!

Quando suo fratello minore s'intestardiva su qualcosa era praticamente impossibile fargli cambiare idea o quanto meno non farsi coinvolgere.

E così dopo numerose liti e altrettanti servizi di porcellana di sua moglie sacrificati, dietro la minaccia esplicita della sua bella strega aveva dovuto arrendersi all'inevitabile, ovvero aiutare quel folle di suo fratello nella ricerca dell'incantesimo dei Varchi.

Non sapeva chi avesse avuto la stoltezza di mettere in testa a quello psicopatico di apprendere quell'incantesimo andato perso ormai da secoli, ma di sicuro se gli fosse capitato fra le mani avrebbe fatto in modo di fargli perdere qualche arto.

Perché cazzo tutte le follie del fratello doveva scontarle lui?!

Come se essere ambasciatore del Mondo Demoniaco e crescere due figlie, di cui una Mezzodemone, non fosse un compito abbastanza gravoso.

NO!

Lui doveva fare anche il baby sitter a quello scriteriato di suo fratello!

L'aveva detto a sua madre, Signora di Gahata, che avere un altro figlio all'età di 3683 anni non era una cosa saggia!

Mentre stava portando nuovamente la tazza alle labbra un urlo a dir poco feroce glielo fece volare letteralmente dalle mani, mentre il libro si schiantava ai suoi piedi inzuppandosi completamente.

 

- Padre!

 

Ecco la voce soave della sua primogenita spargersi per tutto il Manor.

Abbassò lo sguardo sul libro ancora ai suoi piedi e con estrema lentezza e controllo tipico della sua razza lo raccolse e lo asciugò con un gesto della mano.

Inutile premura verso un libro altrettanto inutile, visto che non era in grado di decifrarlo.

Sospirò.

- Padre!

- Tracy sono qua, cosa sta accadendo? Perché stai cercando di svegliare l'anima del tuo povero bisnonno Orofis a furia di urla?

- Ah, ah! Non è divertente, padre!

Dalla cucina si sentì un leggero sghignazzo che fece infuriare nuovamente Tracy che senza pensarci due volte mosse una mano a mezz'aria con un ghigno pericoloso sulle labbra.

Dalla cucina le risatine cessarono con un ‘Ahi'.

- Così impari a ridere di me, Alexis!

- Stronza. - si sentì rispondere dalla fievole vocina.

Tracy ringhiò letteralmente, ma non poté fare nient'altro perché la voce di suo padre la freddò immediatamente.

- Azzardati nuovamente ad alzare mano o bacchetta che sia, su tua sorella ed allora faremo i conti!

Tracy seppe in quell'esatto momento di aver superato il limite concesso in casa Thamiel e si limitò a rimanere in silenzio, senza però abbassare lo sguardo, cosa che fece muovere un moto d'orgoglio nel petto del padre.

- Cosa è successo? Perché stai urlando come un'ossessa?

- Tua moglie mi ha bruciato il piumone! - rispose secca.

- Mia moglie è anche tua madre e solo per questo motivo dovresti portarle rispetto! - rispose sempre serio suo padre senza alzare la voce.

Lui non aveva bisogno di alzare la voce, lui non si arrabbiava mai... lui non ne aveva bisogno.

 

Lui era il Signore della casa.

 

- HA.DATO.FUOCO.AL.MIO.PIUMONE!

- E allora? Ti aveva detto di alzarti alle 7 mi pare, no?

- E la prossima volta che non ascolto che farà? Darà fuoco alla stanza? E' isterica quella strega! E' pericolosa! Falla ricoverare!

- Abbassa il tono, Tracy!

- Cazzo però!

- Tracy...

Tracy alzò gli occhi al cielo e, facendo un profondo respiro, cercò di riacquistare la calma, non le capitava mai di perdere la pazienza con sua madre o sua sorella, in genere si limitava a passare oltre.

Lei non era come loro.

Lei era diversa, lei era migliore... lei era Potente!

Guardò nuovamente suo padre e gli occhi le caddero sul libro che aveva in mano.

"Cazzo," pensò nervosa "Oddio, ma come l'ha scoperto! L'avevo nascosto!"

 

Il Libro Del Gran Demone dei Varchi del 472 a.C.

 

Le era capitato fra le mani un anno prima, mentre frugava nella libreria di Palazzo Thamiel e da allora non aveva fatto altro che cambiargli posto ogni volta che poteva, non voleva che cadesse nelle mani di suo padre.

All'inizio era stato difficile capire quello che vi era scritto, ma dopo qualche minuto le lettere avevano preso ad assumere un senso comprensibile di fronte ai suoi occhi ed allora aveva compreso che con ogni probabilità lei era una delle poche ad avere il dono di poterlo leggere e comprendere.

I suoi occhi, già bianchi a causa della collera, presero improvvisamente a velarsi di d'indaco sotto lo sguardo stupito del padre, che non aveva perso neanche una mossa della figlia, ma quando questa si rese conto di cosa stava accadendo si riscosse velocemente per poi scappare dalla stanza lasciando Bastien completamente allibito.

Sua figlia aveva visto il libro ed era scappata via come una furia dopo aver quasi perso il controllo di sé di fronte a lui.

Qualcosa gli diceva che con ogni probabilità la sua incapacità di decifrare le parole del libro del Gran Maestro dei Varchi non era dovuta alla sua ignoranza.

- Cosa è accaduto, amore?

La voce di sua moglie lo riportò al presente, la sua bellissima Isabelle lo stava osservando con le braccia incrociate, appoggiata allo stipite della porta avvolta in un bellissimo ed estremamente provocante vestito bordeaux.

Natale.

- Nulla piccola, credo che l'adolescenza stia creando qualche problemino a Tracy. Non l'ho mai vista perdere il lume della ragione per una sciocchezza di tale entità.

Isabelle si limitò ad assentire, mentre gli si avvicinava per baciarlo sulle labbra.

- Credo che molto dipenda dalla sua parte demoniaca, si sta risvegliando e lei si sente inadeguata.

- E perche dovrebbe? - chiese il demone, mentre alzava il sopracciglio che spiccava incredibilmente sopra l'occhio niveo.

- Si sente superiore a noi credo, ma allo stesso tempo inferiore al resto della tua famiglia. Non credo che stia vivendo troppo bene il suo essere metà e metà.

- Ma se è una tale fortuna! Grazie alla sua natura può integrarsi perfettamente in entrambi i mondi!

- Quando si ha 14 anni si vede sempre il bicchiere mezzo vuoto, Bastien, - gli rispose dolcemente la moglie, mentre lo prendeva sottobraccio e lo portava in cucina dove la piccola Alexis stava finendo la sua colazione silenziosamente in compagnia del suo cucciolo di Maride.

Isabelle ancora non si spiegava come avesse fatto sua figlia a convincere una creatura acquatica come i Maridi, famosi per la loro intelligenza superiore perfino a quella umana, a diventare il suo animale da compagnia.

Quello che però la Signora Thamiel non poteva sapere era che sua figlia Alexis in realtà non aveva convinto proprio nessuno e che se Valis aveva deciso di starle accanto era solo perché spinta dalla sua volontà, nessuno poteva catturare i Maridi che non si lasciavano neanche avvicinare.

Alexis e Valis si erano incontrate casualmente qualche anno prima, quando la piccola sportasi troppo verso il lago Asherd, vi era caduta rischiando di affogare, ed era stato allora che si era resa conto di essere in grado di comunicare con queste creature parlando il Marino, lingua che credeva di ignorare completamente.

Inutile dire che Valis aveva compreso subito che in quella piccola umana di 7 anni c'era molto più di quello che dava a vedere e perciò aveva deciso di seguirla.

Ovviamente perfino Isabelle ignorava l'enorme valore che aveva quell'atto, avere accanto un Maride era un grande onore e sintomo di grande potere.

 

Ma questo ancora nessuno poteva saperlo.

 

***

 

- Ehi, Mezzodemone! Che ci fai impiccata lassù?

Tracy abbassò lo sguardo cerulo ed incrociò quello scuro e profondo di Andrew William Caradoc, l'unico che avrebbe potuto chiamarla in quel modo e sopravvivere.

- Ciao Zannino, - rispose ghignando, conscia che quel soprannome era in grado di far uscire di testa l'amico.

 

Il suo unico amico.

 

- Stronza Mezzodemone, - ridacchiò l'altro, mentre si arrampicava facilmente sul grande albero che da un po' stava ospitando una Tracy molto, molto turbata.

- Che ci fai qua?

- Sono venuto ad augurarti Buon Natale, no? - ridacchiò nuovamente l'altro.

- E non bastava una telefonata? - rispose incolore la ragazza, mentre riportava lo sguardo sul panorama mattutino.

Andrew non si curò molto di quella fredda accoglienza, la conosceva da una vita ed ormai sapeva come era fatta quella ragazza che da piccola aveva avuto l'ardire di cercare di strappargli un dente con un paio di tronchesi Babbane.

Ridacchiò nuovamente al ricordo di quell'occasione in cui entrambi avevano compreso di non essere soli.

 

Di non essere unici.

 

Da quel giorno avevano preso a frequentarsi sempre più spesso fino a che passare un giorno senza sentirsi, in qualsiasi modo, era diventato impossibile.

 

A dispetto di ciò che erano.

A dispetto della loro natura.

 

- Scherzi? Farti gli auguri per telefono? E poi come avrei potuto darti il mio regalo di Natale?

L'altra alzò un sopracciglio e volse la testa lentamente verso il compagno.

- Mi hai fatto un regalo?

- Certo!

- Io no.

- Poco male, ti rifarai con uno doppio per il mio compleanno.

- Forse, se non me ne scordo prima, - rispose pacata lei, mentre accettava il pacchetto che Andrew le porgeva con un sorriso furbo sulle labbra.

Lo scartò con la solita flemma che la caratterizzava, tipica della sua razza, sembrava che tutto ciò che fosse umano non interessasse a Tracy Thamiel, ma Andrew sapeva perfettamente come prendersi cura della sua parte umana, che invece scalpitava per avere quei piccoli attimi per l'appunto ‘'umani''.

Quando la carta rivelò una piccola scatola nera il ragazzo la vide sgranare leggermente gli occhi chiari ed il ghigno si spalancò ancora di più scoprendo i canini.

All'interno della scatola vi erano due piccoli bracciali di acciaio su cui erano incastonate due belle pietre nere lucide, ma non molto grandi.

Andrew non si aspettava una richiesta di spiegazioni, ma sapeva che l'altra non aveva capito.

- Sono Bracciali magici, sono due, uno per te ed uno per chi vorrai. Una volta indossato e pronunciata la formula magica ti permetterà di metterti in contatto con l'altra persona in qualsiasi momento e, in caso di bisogno, di teletrasportarla da te.

- Uao! - disse Tracy, mentre passava una mano su entrambi i bracciali con lo sguardo che le brillava letteralmente.

- Devono esserti costati una fortuna, Andrew, - e lei non lo chiamava mai in quel modo.

- Scherzi? Sono piuttosto ricco dovresti saperlo.

- Il tuo padre biologico lo è. - puntualizzò come al suo solito la Mezzodemone.

- Eh, vabbè... non rompere su, Mezzodemone. Non ti deve interessare quanto ho speso.

- Vabbè, visto che so perfettamente che hai speso un occhio della testa, uno dei due lo do a te, - disse con aria non curante, mentre gliene lanciava uno che fu afferrato prontamente dall'altro con una mossa fulminea.

Il sorriso del ragazzo si aprì nuovamente, scoprendo due bianchi e lucenti canini niente affatto rassicuranti che catturarono immediatamente l'attenzione della ragazza.

- Uff, non potrò più chiamarti ‘Zannino' ora!

- Mentre io potrò continuare a chiamarti Mezzodemone, bella la vita no? - rispose divertito, mentre si allacciava il bracciale che prese immediatamente a riflettere mille riflessi rossastri.

La stessa cosa fece Tracy, ma nel suo caso il bracciale prese a rispecchiare alcune sfumature d'indaco.

- Bello no? Ti sta bene...

- E mi sta bene, sì! - rise il ragazzo - Sennò di certo non l'avrei preso!

- Ah, e quindi sapevi che l'avrei dato a te l'altro? - chiese vagamente divertita lei, mentre continuava a rimirare il bracciale.

- E certo! Come sapevo perfettamente che ti saresti scordata del mio regalo di Natale! Così ho preferito risparmiare tempo e ne ho preso uno per entrambi, Mezzodemone smemorata!

Un sorrisetto impertinente si materializzò sulle labbra pallide della ragazza, mentre si decideva a rientrare in casa saltando agilmente dal ramo che l'aveva accolta fino a quel momento.

Sventolò in aria una mano e disse: - Ciao, ciao Zannino... Buon Natale poi stasera fammi sapere.

- Cosa? - chiese perplesso l'altro, mentre si preparava a sua volta a saltare giù.

- Vedrai... vedrai... - e con un ultimo schiocco sparì alla vista del ragazzo che sorridendo si lanciò giù dall'albero e prendeva a correre velocemente verso casa.

 

Nella camera del ragazzo nel frattempo come per magia era apparso un piccolo pacchetto dorato firmato ‘Mezzodemone'.

 

-Fine-

 

Note di fine capitolo

Grazie ancora! Vi ricordo che le altre spin-off dedicate alla saga potete trovarle :  QUA

 

A Presto!

 

Nasreen

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