Note alla storia

Rose e Scorpius alla vigilia di Natale, in uno dei loro mille litigi a Hogwarts.  

Note al capitolo

Bene, questa è la mia prima fanfiction su Acciofanfiction, e parla della mia coppia preferita: Rose/Scorpius.

Come Avvertimenti ho messo OOC, anche se la Rowling non ha detto nulla di loro...

Vorrei ringraziare chi leggerà questa storia, chi la recensirà, o la metterà nei preferiti.

Buona lettura, Mia

La neve aveva finalmente smesso di cadere copiosa dal cielo come piccoli pezzi di zucchero filato.
Rose era lì, distesa per terra, inerte, con gli occhi chiusi, respirando a mala pena. Se Scorpius non avesse saputo quanto fosse brava a star ferma come una statua si sarebbe chiesto se fosse viva o morta.
Scorpius si abbassò per poterle toccare i capelli così morbidi... profumavano sempre di fragola, socchiuse gli occhi per imprimere per bene tutto nella sua memoria, come se da un momento all'altro la sua vita potesse finire.
Quando le era accanto quella paura lo invadeva: aveva così terribilmente paura che lei lo avrebbe lasciato... allora tutto per lui sarebbe finito.
Dopotutto che cosa c'era di tanto importante in lui?
Cosa era lui in confronto a quell'angelo dai folti capelli fulvi e gli occhi castani come il cioccolato?
Scorpius, mentre era perso nei suoi pensieri, le accarezzava il volto, le guance, che a poco a poco diventavano paonazze, le palpebre, per poi disegnare il profilo del piccolo naso, e le labbra carnose.
In quel momento la perfetta statua si distrusse con un brivido che percorse la schiena di Rose.
"Hai freddo?" chiese Scorpius dolcemente, poggiandole la sua giacca sul grembo fin appena sotto il mento, non aspettando la sua risposta.
Rose, appena percepì il contatto con la giacca, fece leva sulle mani per mettersi a sedere "Sei forse pazzo?" gli chiese rimettendogli la giacca nelle spalle.
Scorpius gettò la testa indietro per ridere fragorosamente. "Ti trovo per terra in mezzo alla neve a -10° il 24 Dicembre e poi il pazzo sarei io?"
Rose fece una smorfia "Non posso sentire freddo," disse con le braccia incrociate.
Scorpius alzò un sopracciglio sorpreso e poi scoppiò a ridere "Cosa c'è? La magia di Natale  ti riscalda?"
La ragazza alzò gli occhi al cielo "Non solo questo," rispose lei in maniera misteriosa.
Lui parve non ascoltarla e, con estrema accuratezza depose una ciocca ribelle dietro l'orecchio di lei con la mano destra, e con la sinistra le massaggiò la spalla destra ghiacciata, nonostante fosse sotto un grosso maglione di lana (nato dalle sapienti ed esperti mani di nonna Molly, regalo natalizio dell’anno precedente).
"E dopo mi chiedi cosa mi possa riscaldare..." disse lei con voce bassa e lieve, rumorosa come la neve quando tocca terra, tenendo gli occhi chiusi.
Lui rise sottovoce "Cosa fai sdraiata per terra? Aspetti che ti arrivi un malanno?" chiese Scorpius con aria canzonatoria.
Lei non rispose e si rigettò per terra con le braccia larghe, muovendole creando delle ali di neve, facendo nascere un angelo nella neve, mentre lui la guardava e impacciato si sdraiò al suo fianco.
Nessuno li fissava, rimanevano a debita distanza come se un millimetro in più avrebbe potuto far esplodere un qualcosa nel labirinto del loro cuore e ogni istante, quando loro violavano quella lontananza, accelerava i battiti del loro cuore fino a farlo scoppiare.
Erano nei pressi del Lago Nero, e i pochi rimasti a Hogwarts erano nella sala grande a discutere di quanto fosse più magica la scuola semivuota. Tutti erano occupati, ed era il momento perfetto per passarlo insieme a Rose.
Nessun Serpeverde fastidioso che ti ronza attorno scostandoti da lei, o Grifondoro che ti ruba Rose per le solite stupidaggini scolastiche.
Eppure loro non parlavano, preferivano zittire le parole, che spesso sfociavano in litigi, con sguardi piuttosto lunghi dove lui si perdeva in quegli occhi a volte troppo grandi.
Andava benissimo così, non aveva bisogno d’altro.
Lui.
"Scorpius... ?" lo chiamò Rose.
"Mmm-mmm?"
"Non ti chiedi mai perché?"
Scorpius si girò da un lato facendo leva con il braccio destro, tenendo la testa nella mano destra, con un aria interrogativa. "perché cosa?"
"Perché noi. Perché non ci odiamo come i nostri genitori? Perché siamo così... così... "
Lui si avvicinò a lei e l’abbracciò tanto da strapparle il respiro, e poi si allontanò un po’ per guardarla in faccia "Così?" chiese lui.
Scorpius non aspettò una risposta e posò le sue labbra su quelle di lei con dolcezza, e dopo con più passione finché i respiri si velocizzarono. Lei si staccò per riprendere fiato e tese le mani nel petto di lui per mettere un divario, e, con il respiro ancora corto, gli disse: "Non hai risposto"
Lui rise con i suoi sorrisi che erano soliti per farla sciogliere come fragile neve al sole.
"Secondo te, se sapessi perché mi fai quest’effetto, me ne starei seduto nella neve a -10°? Sei un continuo mistero per me, Rose," le spiegò Scorpius mentre giocava con i suoi ricci ribelli come lei.
Le guance di Rose diventarono ancora più rosse. Era così tenera e piccola, mentre rideva imbarazzata.
"Pensavo di essere l’unica a non capire," disse lei in un soffio.
"E' tanto importante capirci qualcosa?" le domandò con voce rauca Scorpius con le labbra nell’orecchio di lei, facendole sentire una dolce scossa elettrica che le attraversò la schiena.
"Per me sì... " disse piano con la voce più sottile di quel leggero soffio di vento.
Lui la strinse di nuovo a sé coprendola con la sua giacca, che ora conteneva sia lui che lei, cullandola come una bambina che doveva addormentarsi. Nel frattempo le accarezzava i boccoli indefiniti cosparsi da fiocchi di neve tenendo il mento sopra la testa di lei per non guardarla negli occhi.
Lei nascose il suo viso nel collo di lui inspirando il suo profumo forte e dolce, che le metteva sempre sicurezza. Aveva le mani immobilizzate nel petto di lui.
"Io non trovo importante il perché," continuò Scorpius, soffocando una risata tra i capelli rossicci di lei "Ma è inutile parlarti: testarda come sei non mi ascolterai, e dovrai trovare per forza una ragione."
Rose strinse i pugni e cercò di allontanarsi per guardarlo in faccia.
"Hai una pessima idea di me, Scorpius Hyperon Malfoy, mi disegni come una testarda calcolatrice secchiona!"
"Ora sei tu che sbagli, Rose Weasley: non ti trovo calcolatrice."
Rose fece un smorfia offesa incrociando le braccia in grembo tenendo un broncio terribilmente perfetto in ogni angolo.
Lui le baciò le guance, gli angoli della bocca per poi soffermarsi nella bocca rossa e perfetta. Lei si scostò immediatamente e lo guardò con uno sguardo truce.
"Ma testarda e secchiona sì," non era una domanda.
Era impossibile per loro passare un qualsiasi momento insieme senza litigare, era un bisogno naturale, come respirare, ma tra i litigi c’era un non si sa che cosa che li legava. Un'attrazione, non solo fisica ma qualcosa di più forte.
Amore?
Possibile che dopo generazioni e generazioni di odio tra Weasley e Malfoy, per colpa di una rossa donna-bambina bellissima nella sua tenerezza, si potesse dimenticare tanto astio?
Possibile che tra loro si stesse instaurando più forte di qualsiasi odio, anche di quello delle loro famiglie?
"Stiamo di nuovo litigando, avevamo detto che per Natale c’era la tregua..." le ricordò lui.
"Oggi è il 24, Natale è domani," precisò lei.
Lui rise sotto i baffi "Mi stai invitando al duello?"
"I patti sono chiari," rispose lei.
Lui diventò serio tutto d’un tratto e la guardò intensamente negli occhi.
"C... che c’è?" gli chiese lei diventando sempre più rossa in volto.
"Niente, cose stupide," ribadì lui sperando di frenare la curiosità di Rose piuttosto imbarazzato.
"Lascia decidere a me se sono cose stupide," disse lei morendo dalla curiosità.
"Niente d’importante," spiegò lui alzando le spalle.

Allora lei lo guardò negli occhi con quell’espressione dolce e contrita a cui lui non potè dire di no.
"I tuoi occhi... non te lo so spiegare bene, ma... è stato strano vedere la mia immagine riflessa nei tuoi occhi, era... " mai Rose aveva visto così in difficoltà Scorpius, mai aveva visto quei occhi di ghiaccio densi di... confusione?
Era l’immagine più bella che poteva avere mai visto in vita sua, decise di conservare quell’immagine nel profondo del suo cuore, quell’angelo dagli occhi di ghiaccio carichi di delicatezza, per terra nella neve, lo rendeva quasi come tutti gli altri ragazzi, piuttosto normale.
"Bella, tutto quello che vedo nei tuoi occhi è meraviglioso," disse velocemente Scorpius, che Rose fece fatica a capire cosa avesse detto.
"Hai trovato le tue risposte?" le chiese ridendo Malfoy, cercando di cambiare argomento.
"Hai ragione tu. A volte ci sono cose senza senso, il bello di queste cose è questo: perché la ragione umana non li tocchi e le rovini."

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