Note alla storia

La storia comincia dal momento esatto in cui termina il ricordo visto da Harry nel settimo libro con Severus che accudisce un Sofferente Albus che ha distrutto da poco l'anello dei Gaunt. La prima frase di questa FanFiction è la l'ultima del ricordo in Harry Potter e i Doni della Morte.
“Grazie, Severus.”


“Non c'è di che, in fondo devo solo ucciderti e molto tempo fa avevo pensato che mi sarebbe piaciuto farlo.”

Il minuto successivo passò in silenzio, Piton e Silente si guardavano, a volte distoglievano lo sguardo, ogni tanto Piton alzava la bacchetta e praticava qualche altro incantesimo al braccio necrotico dell'amico che rispondeva con una piccola smorfia di dolore e un sorriso di ringraziamento subito dopo.
“Non credo che riuscirai a salvarmi, Severus, ma ti ringrazio lo stesso per come ci stai provando.”

“Non lo sto facendo per te, maledizione. Non lo sto facendo solo per te.”

“Non credo però che riuscirai adesso in ciò che non ti è riuscito pochi minuti fa.”
Piton proseguì nel suo affaccendarsi muto, come se l'altro non avesse parlato; aveva appellato dalla sua stanza una serie di erbe e le stava pestando con cura nel mortaio d'argento che aveva evocato dinanzi a sé.

“Devi salvarti, Albus, non puoi morire, se tu dovessi morire chi impedirà al Signore Oscuro di impadronirsi della scuola.”

“Mi domandavo, Severus, se Lord Voldemort nominerà personalmente il Preside di Hogwarts."
Piton distolse per un attimo lo sguardo dal suo mortaio per palesare la sua sorpresa con lo sguardo.
"Intendo dopo la mia morte, naturalmente." Silente stava riconquistando il suo tono di voce tranquillo. "Magari potrebbe scegliere chi mi ha tolto di mezzo Severus e tu potresti proteggere la scuola molto meglio da Preside."
Piton non alzò lo sguardo, non solo la pozione che stava preparando richiedeva grande concentrazione ma l'argomento non era di suo gradimento.
Silente attese con calma e quando Piton alzò lo sguardo per parlare incontrò gli occhi dell'anziano mago pronti a riceverlo.
“C'è ancora del tempo, forse troveremo una soluzione migliore.”
“Sarebbe auspicabile, ma temo che non accadrà e sono quasi certo che lo sai anche tu.”

“Tu non devi morire, non puoi.”

Il silenzio tornò a regnare nello studio, Piton si affannava a fare incantesimi e preparare pozioni, Silente aveva ormai ripreso un buon colorito e indugiava nel gustarsi uno di quei ghiaccioli al limone che tanto gli piacevano.
Quando si decise a parlare la sua voce era calma e gentile come sempre ma l'improvvisa interruzione del silenzio fece comunque sobbalzare Piton.
“Pensi che ti arrenderei all'evidenza? Lo vedi anche tu che non riesci a ottenere alcun ulteriore miglioramento.”
“Se non ti interessa cercare di guarire mi domando perché mi hai chiamato.” Lo sguardo di Piton era pieno di disprezzo, quasi d'odio. Probabilmente un altro mago si sarebbe spaventato al suono di quelle parole, ma Silente rispose con la solita calma.
“Severus, io vorrei guarire, ma sappiamo entrambi che è impossibile, volevo solamente che tu non ti cullassi nell'illusione di riuscire a salvarmi. Ho davanti a me un ultimo anno di vita, non posso certo sprecarlo cercando di fare l'impossibile.”
Piton non rispose, la sua mente era totalmente occupata dal compito assegnatogli: avrebbe dovuto uccidere il suo “unico miglior amico”, come ormai definiva dentro di sé Albus Silente da quando era tornato a fare la spia tra i Mangiamorte. Ma era un altro il pensiero che lo opprimeva.
“Quindi Severus, possiamo tornare a parlare della nostra scuola?”
“Nostra, Albus?”
“Sì, Severus: nostra!” Il tono di Silente non ammetteva repliche che infatti non giunsero. “Quando io morirò, ti prego di non fare quell'espressione infastidita, dicevo quando morirò sicuramente Lord Voldemort scatenerà una guerra aperta con il Ministero per conquistare il potere assoluto.”
“Credi che diverrà Ministro della Magia?”
“Non lui personalmente, Tom Riddle non era interessato alla carriera da Ministro, solo al suo potere, nominerà un fantoccio ma prenderà lui personalmente le decisioni cui tiene di più e sono certo che il prossimo Preside lo sceglierà lui stesso.”
Piton, che aveva smesso di affannarsi in incantesimi e pozioni, guardava perplesso Silente, non pareva convinto.
“Tom Riddle ha sempre amato questa scuola, questo luogo per lui è l'origine stessa della Magia e, perdonami l'immodestia, credo di essere l'unico che lui mai dubitato di sconfiggere apertamente in duello, scegliere il mio successore dopo aver comandato la mia morte gli sembrerà un ineludibile preludio alla vittoria.”
“Uhm.”
“E questo ci porta al favore che sto per chiederti, Severus.”
“Favore? Credevo di averti già promesso più di quanto avresti dovuto chiedermi.”
Silente continuò a parlare come se Piton non avesse aperto bocca.
“Insegneresti Difesa contro le Arti Oscure quest'anno?”
“Cosa?”
Silente non ripeté la domanda ma attese.
“Capisco, io dovrò comunque andarmene il prossimo anno.”
“Esattamente, Severus, e se reciterai bene la tua parte di mago affascinato dalle Arti Oscure davanti ai Serpeverde sono certo che la scelta del Preside sarà del tutto naturale."
Piton non disse nulla e allora Silente aggiunse: "Inoltre capisci bene che quest'anno sarà cruciale che Harry e i suoi amici imparino il più possibile sulla Occlumanzia e sulla vera Difesa dalle Arti Oscure, Severus. Nono credo che il prossimo anno potranno frequentare la scuola."
"Come vuoi, Albus."
"Perfetto, Severus." il preside si alzò di scatto come se nulla fosse e si diresse verso la sua Fenice. "Cara Fanny, tornerai libera entro un anno." l'uccello emise un suono dolce e profondo. "A meno che tu non voglia legarti a chi mi ha mostrato una tanto incrollabile lealtà."
Fanny sbuffò, si levò in volo e fece un giro intorno a Piton che si ritrasse come per proteggersi da un assalto, dopodiché tornò ad appoggiarsi alla spalla di Silente. Il vecchio mago ricambiò i gesto affettuosi dell'uccello e sospirando disse; "Capisco."
Piton eruppe in un balzo e guardando con odio feroce Fanny urlò; "Cosa capisci, Albus, stai mettendo in dubbio la mia fedeltà per uno stupido uccello?"
"Fanny è un essere di grande sensibilità, Severus e non sta mettendo in dubbio la tua lealtà nei miei confronti, soltanto l'origine di questa fedeltà."
Piton rimase attonito a guardare la fenice che elegantemente tornava al suo trespolo e in un attimo vide Silente scendere le scale lasciandolo solo.
"Cosa ne sai tu? Sei solo un uccello!"
Fanny cinguettò allegra annuendo con la testa.
"Io non tradirò la fiducia di Albus."
Fanny fece un altro volteggio sopra la testa di Piton e lasciò cadere una lacrima sul capo di Piton e, quando questi sollevò il capo, una seconda goccia entrò nella bocca spalancata del mago.
Piton trattenne il fiato, un calore che aveva dimenticato lo pervase facendolo cadere in ginocchio. Rannicchiato a terra fu travolto da quelle lacrime che non si era mai concesso in quindici anni, trascorsi in una continua, estenuante, espiazione quotidiana, pagata mostrando al mondo il freddo volto del suo cuore inquieto e sofferente e obbligando il suo cuore ad ogni nuovo immeritato battito mentre i polmoni si riempivano di un'aria che aveva perso ogni odore.
Dopo un lungo istante Piton si volse alla Fenice che era tornata
"Senza Albus nessun altro si ricorderà di me e Lily e alla mia morte sarà come se non l'avessi mai amata."
Fanny emise un suono basso e melodioso, un canto profondo, una musica capace di lenire ogni dolore e alla fine del suo canto Piton ridiscese nell'ombra del suo studio con una nuova certezza nel cuore: i suoi ricordi non sarebbero dovuti morire con lui.

Note di fine capitolo

Il settimo anno è già finito, lo invierò a breve dopo un'ultima revisione, spero che la serie vi stia piacendo e spero che vogliate commentare questa storia.

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