Note al capitolo

Ed ora entriamo nel vivo... o quasi XD
Capitolo uno: Nuove commissioni

Era una tranquilla giornata di primavera inoltrata e, stranamente, trattandosi di Londra, piuttosto assolata. Cornelia Lethifold uscì dal suo appartamento sbadigliando, pronta ad abbandonare il quartiere residenziale di Streatham e dirigersi verso Charing Cross Road, prima di sparire per la strada magica di Diagon Alley.
Non avendo fretta si concesse il lusso di prendere la metropolitana, come una babbana qualunque. Non era cambiata molto dai tempi in cui ancora frequentava la scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, quando la guerra incombeva su di loro come una nube minacciosa. Era stata, ancora molto giovane e come tutti i suoi amici, spettatrice involontaria di eventi che avevano stravolto la comunità magica in un decennio e più di violenza non tanto celata. Fortunatamente poi la nube di tempesta si era dissolta, portandosi dietro tutta la paura e il panico che aveva covato, ed anche numerosi morti.
Benché fossero passati quasi quattro anni dalla fine di quell’incubo le cicatrici erano ancora vive e dolorose; famiglie semicancellate ancora cercavano di ritrovare un posto nel mondo, o di dimenticare parentele ed amicizie poco felici. Eppure gli sconosciuti compagni di viaggio di Nel, gran parte dei quali nascosti dietro ai quotidiani appena acquistati, non davano segno di aver vissuto di fianco alla bocca dell’Inferno per un po’. E dire che di segnali, anche per loro, ce n’erano stati… Il detto non mentiva, non esiste creatura più testarda ed ottusa di un babbano, pensò Nel mentre approfittava del momento di sosta della carrozza della metropolitana per sistemarsi il rossetto. Ci aveva già provato mentre il treno era in corsa, e i risultati erano stati a dir poco clowneschi.
Diplomata con buoni voti, Cornelia aveva deciso di approfittare della sua ottima vista ed innata curiosità per il mondo, e di farne una professione. Per quanto ambiziosa la Gazzetta del Profeta le era sembrata, in un primo momento, la scelta migliore e più ovvia; ma il servilismo del giornale al potere nuovo che si stava instaurando durante la guerra, un certo snobismo per le nuove leve, e la presenza di Rita Skeeter, l’antigiornalismo fatto strega, l’avevano spinta a desistere. Per quanto la riguardava aveva ancora un orgoglio e un amor proprio sufficiente da impedirle di piegarsi alle scienze infuse dall’alto e non permettersi di essere paragonata ad una donna il cui ultimo bestseller era stato “Mangiamorte: maschera d’odio o circolo d’elite?” . Scartato quello non c’erano altre grosse scelte, per una giovane ragazza desiderosa di far carriera; il mondo magico era assai più piccolo di quello babbano. Così dopo un breve apprendistato a Strega Moderna e un paio di altri colloqui era approdata, finalmente, ad un altro quotidiano, meno famoso e blasonato, ma in cui si trovata assai bene: L’oracolo. Essendo meno letto, e con meno pretese, era più disposto a lasciare carta bianca ai suoi dipendenti. L’editore, Bertrand Chadwick, forse divertito dall’aria vagamente supponente e velenosa di Nel, l’aveva messa alla prova chiedendole di scrivere un articolo di costume, alla moda e d’impatto. Lei, per quanto un attimo interdetta e stupita che le si chiedesse di trattare un argomento tanto frivolo, aveva risposto con un piccolo aneddoto di vita famigliare di sua madre e suo padre, e del convivere tra babbani e maghi, con risultati esilaranti. Così era nata la rubrica Invasi dai babbani, e il redattore, Donovan, le aveva offerto un piccolo spazio settimanale tutto per sé, seguendo questo tema. In breve aveva ottenuto un lavoro semplice e che la divertiva: passeggiare per strada e vedere la realtà era di quanto di meglio si potesse desiderare.
Giunta finalmente a Diagon Alley, Nel si infilò in una stradina laterale, raggiungendo in breve tempo la sede del giornale, che occupava un vecchio e stretto palazzo color ocra, addossato a diversi altri, largo giusto quanto lo spazio di una porta e una piccola finestrella.
- Sono già arrivati gli altri? – chiese salutando la segretaria.
- No, mancano ancora Garth, che doveva fare delle foto per non so che servizio e Carla. Però Chadwick e Donovan e gli altri sono già in sala riunioni.
- Perfetto, grazie.
Avere una rubrica di costume settimanale permetteva di non avere orari d’ufficio e una certa libertà d’azione, ma non le risparmiava le riunioni dello staff. Non appena la sala fu piena e l’incontro cominciato, annotò diligentemente quanto degno di nota e cercò di non annoiarsi; era difficile appassionarsi a dettagli tecnici come la scelta della grana della carta di stampa e il tipo d’inchiostro.
- E poi avrei una proposta per te, Lethifold…
- Davvero? – chiese, sorpresa.
- Sì. – riprese il redattore, affabile. – Mi sono reso conto che non sappiamo molto, o meglio nulla, di molti degli eroi che hanno collaborato alla sconfitta di Voi-sapete-chi. Ho letto milioni di articoli sui Mangiamorte, ma quasi mai nulla dell’Ordine che faceva capo a Silente.
- L’Ordine della Fenice?
- Sì esatto. Molti di loro credo siano tuoi coetanei, perché sono stati assoldati poco dopo il diploma, quindi penso potresti facilmente recuperare nomi e qualche dettaglio.
- Quindi dovrei farti da segugio? – domandò Nel. – Non sono sicura di avere contatti con persone che hanno fatto parte dell’Ordine, ma posso provarci. È questo che ti serve?
- In parte, vorrei che tu ne intervistassi uno.
Si diffuse un breve mormorio nella stanza e sia lei e Carla si chiesero perché non se ne occupava un reporter: - Le interviste non sono il mio lavoro, Donovan. Non credo che l’ironia vada bene per un argomento così delicato.
- Lethifold, non mi serve un articolo serio, per quello ho qui giornalisti con più esperienza di te, e per quanto delicato, penso ormai sia il momento di dare voce a chi a reso possibile la fine di un incubo.
Nel tacque, perplessa.
- In breve, - s’inserì Chadwick, - non abbiamo bisogno di uno strappalacrime racconto di guerra, ne scriveremo uno al prossimo Halloween, ma un ritratto delle persone che hanno concorso alla vittoria. Starà a loro fare bella figura o meno.
- Mi limiterò a por loro domande… - acconsentì Cornelia.
- Quel che conta è che sia sul tuo solito genere. La modalità sta a te. Se riesci a prepararmelo per la prossima settimana sarebbe fantastico. – concluse. – Quanto ai veri reporter mi chiedevo se non fosse il caso scrivere un editoriale su…
Era una richiesta strana, da parte del suo datore di lavoro, ma era uno stimolo per fare qualcosa di nuovo. In fondo, si poteva fare…
- Come pensi di placcare un membro dell’Ordine della fenice? Non sono molto inclini ad avere contatti coi giornalisti, dalla fine della guerra.
- E come dar loro torto, Carla? Alla Gazzetta erano sul punto di inneggiare a Tu-sai-chi. Non è un buon biglietto da visita.
- Be’, abbiamo tutte e due un bel lavoro da fare, a me tocca occuparmi di corruzione finanziaria, come se alla Gringott potessi andare liberamente in giro a far domande…
- Sempre meglio dei tempi in cui correggevo bozze per Strega Moderna e ci si preoccupava dell’acconciatura più glamour per le feste natalizie… - constatò ridendo.
Certo, lei aveva un vantaggio sulla sua collega. Conosceva più d’un membro del famigerato Ordine, e con uno in particolare aveva pure avuto intimi rapporti. Black, a conti fatti, era la vittima ideale per il suo esperimento, ma non avrebbe mai accettato, leggendo il suo nome. Ci rimuginò tutto il giorno, mentre completava il pezzo di scorta, nel caso non fosse riuscita nella missione di scrivere l’articolo entro la settimana. Le persone a cui poteva chiedere erano ben poche, a conti fatti: Remus, in quanto lupo mannaro, non meritava pubblicità, Lily e James ne avevano avuto già troppa, visto che casa loro era stata trasformata in fronte di guerra, dunque, non rimaneva che Black.
Era pur vero si erano riappacificati, da che si erano lasciati; quella sfuriata però se la ricordava ancora bene. Poteva farle un favore, dopotutto.
Verso sera vergò un breve messaggio molto mellifluo e a dir poco civettuolo, ben sapendo che Sirius era incline alla vanità; con le parole giuste lui avrebbe acconsentito, non era tipo da rifiutare una sviolinata. Sì firmò con uno svolazzo incomprensibile, certa che Sirius non si sarebbe dato troppa pena per scoprire la mittente della lettera. E con questo pensiero inviò la lettera, sperando in una rapida risposta affermativa; in fondo, doveva solo abboccare.

***

E Sirius abboccò con una facilità disarmante. Mai stanco di farsi viziare dal genere femminile, da lui compreso così bene, secondo la sua stessa opinione, aveva letto con piacere la missiva, parlandone con gli amici con fare casuale.
- Però non è firmata Sirius, e se fosse la Skeeter? – chiese gentilmente Lily.
- Non vorrei trovare in libreria una cosa tipo “L’eroe gentiluomo”, “Il casanova che salvò il mondo tra un letto e l’altro” o scemenze del genere. – commentò Remus, facendo scoppiare a ridere di gusto gli altri presenti.
- Cos’è un casanova?
- E’ Sirius ogni volta che è troppo occupato per passare a salutarci. – spiegò James.
- Hai un gusto tremendo in fatto di titoli, Lunastorta, sono raccapriccianti. – disse Sirius, ignorando lo scambio di battute precedente.
- Resta il fatto che potrebbe essere chiunque, anche una pazza furiosa…
- Quelle sono le più facili da gestire, non temere.
- Quindi sei così curioso da non resistere alla tentazione di andare? – chiese James.
- Precisamente. – annuì Sirius, convinto.
- Mi porti con te? – domandò Harry, entusiasta.
- Vorrei tanto, Harry… - iniziò il mago, mentre Lily lo fulminava con lo sguardo. Mai lasciare un bambino con Sirius e una donna nei paraggi, neanche morta. – Ma tua madre mi incenerirebbe, se lo facessi.
La signora Potter sospirò soddisfatta.
- Dunque tienici informati, Felpato, moriamo dalla voglia di sapere chi è questa misteriosa giornalista. – concluse Ramoso, sorridendo.

***

- Nel, per favore, ho proprio bisogno che tu mi tenga Alice, domani.
- Violetta lo vorrei, ma come faccio? Ho un appuntamento di lavoro verso le undici, ed è piuttosto importante. – Merlino, doveva vendicarsi di Sirius, era di importanza vitale! Non potevano appiopparle la nipote così, a tradimento.
- Io e Conrad siamo oberati di lavoro, gli altri anche, e Connie ha già il suo bel da fare col suo bebè.
Il bambino scodellato a sorpresa, oh sì. Lei e John non ci erano certo andati cauti…
Nel ci pensò su, dubbiosa: le due attività di giornalista e babysitter le parevano inconciliabili.
- Hai detto che hai appuntamento al parco, no? Alice non ti darà problemi, te la potrai portare dietro; è brava, lo sai.
Oh, lei non dubitava di sua nipote, quanto di lei medesima e Sirius. C’era il rischio di innescare un conflitto mondiale, ma se sua cognata si fidava…
- Se trovi che Brompton cemetery non sia troppo macabro per me penso andrà bene.
- E’ lì che hai appuntamento per intervistare Black? – domandò Violetta, sorpresa.
- E’ pur sempre un parco reale, tante lapidi, ma anche tanto verde. – si giustificò Nel, con un sorriso. – E ci sono sempre un sacco di persone, per la gioia dei poveri ospiti, se non ti fidi.
- Di solito me la riporti viva e in salute… - rise Violetta. – E’ che ora sono in dubbio se chiederti di comportarti bene o meno…
- Stai prendendo troppe abitudini di Conrad, il che è molto male. – considerò la strega. – A che ora vengo a prendere la bambina?
- Te la porterà Conrad mentre va al Ministero, non preoccuparti.
E così fu, Alice si ritrovò la mattina presto tra le braccia di una zia ancora in pigiama e non del tutto sveglia.
- Nel, datti una mossa o ci penserà lei, chiaro? – fu il cortese saluto del fratello, che mollò la bambina e andò via come un tornado.
- Uomini. – commentò la ragazza rivolta alla porta chiusa, con Alice che si preoccupava di darle un rumoroso buongiorno.

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