Note alla storia

Pensavo di scrivere questa storia da tempo. Come tutti credo che abbiate capito, si concentra su Sirius, dal momento in cui decide di evadere da Azkaban. Spero di fare un buon lavoro.
Dicono che Azkaban sia un luogo orribile. E hanno ragione.
Peccato che nessuno sappia veramente com'è esserci dentro ogni giorno, ogni ora. Lo sa bene Sirius Black, che è lì dentro da dodici annni.
Sarebbe già impazzito... se non sapesse di essere innocente.
Ma che importa, ormai? Il mondo lo crede un assassino, un alleato di Voldemort, lui è l'unica persona a conoscere la verità e la prova della sua innocenza è sparita, portandosi via la verità.
Un Dissennatore passa vicino alla sua cella, affamato. Sente la sua disperazione, e non perde l'occasione di sfamarsi...
Ed eccoli, il freddo, il gelo... Sirius si accascia a terra, sa cosa sta per succedere... E ricorda, ricorda sua madre che lo picchia, i McKinnon, sono morti i McKinnon, le macerie di casa Potter a Godric's Hollow, i corpi di James e Lily, le bare celanti i loro corpi, il pianto di Harry la notte della loro morte... Peter che lo accusa davanti a tutti, una strada piena di cadaveri... un'altra volta...
Sirius urla, urla finché non perde la voce... e il Dissennatore se ne va, si dirige altrove, da un altro prigioniero. Sirius lo sente gridare.
Poi una voce lo riscuote.
"Salve, Black".
Sirius volta la testa. Caramell.
"Ti ho sentito urlare. Magari ti serve una distrazione. Prendi" dice sprezzante; gli lancia qualcosa e se ne va.
E' La Gazzetta del Profeta.
Sirius la prende. Se non altro, ha qualcosa da fare.
In prima pagina c'è una foto. Una decina di persone, una famiglia, che salutano allegri. Sirius sbuffa: lui quasi non sa più neanche cosa sia, sorridere. I suoi muscoli facciali oramai conoscono solo la contrazione per il dolore.
Li guarda tutti. Una volta era come loro... felice, come il ragazzo allampanato... pieno di sogni, di voglia di avventure, di voglia di fare...
Quasi sorride: l'unica cosa che a lui mancava, da giovane, era il topo.
A proposito del topo... Ha qualcosa di familiare. L'ha già visto, ne è certo. La zampa: ha un dito mozzato.
In quel momento, la mente di Sirius inizia a lavorare freneticamente. Il topo, la zampa, il dito. Minus. Quello è Peter Minus, altro che topo! Non può sbagliarsi, l'ha visto trasformarsi per troppo tempo per non riconoscerlo.
La sua memoria torna a dodici anni prima: il dito di Minus per terra... è la prova: è lui.
Non è affatto morto. Ha fatto credere a tutti il falso, ha fatto passare Sirius per colpevole. Aveva visto giusto, Felpato, dodici anni fa: lui è dalla parte dei cattivi. Lui è la causa di tutta la sua sofferenza, della sua prigionia. Vuole ucciderlo, vuole strangolarlo, distruggerlo. E poi la coscienza gli batte un colpo in testa: Harry.
Se Minus è in libertà, Harry è in pericolo.
Afferra di nuovo il giornale: dice che i più giovani della famiglia -i Weasley- torneranno a Hogwarts a Settembre.
Hogwarts... se il ragazzo va a Hogwarts, il topo andrà con lui. Non può permettere che faccia del male a Harry.
Lui è il suo padrino. Proteggerlo è suo dovere e lo farà, lo ha promesso quando è diventato suo padrino.
Deve esserci un modo per andarsene da quel maledetto posto, deve. Sirius fruga nella sua mente, cerca disperatamente un'idea. La speranza gli illumina finalmente i pensieri: lui è un Animagus. Può trasformarsi in un cane. Da cane può attraversare le sbarre della sua cella. I Dissennatori non aggrediscono gli animali, trasformato è al sicuro. Dovrà andarsene a nuoto, ci vorrà del tempo, ma ce la può fare. Ce la farà.
Ora, però, non ha la forza di trasformarsi. Deve accumulare forze. Poi se ne andrà, e Minus desidererà di essere morto dodici anni fa.

Note di fine capitolo

So che non è un granché, ma... è un tentativo. Per il continuo ci vorrà del tempo. Grazie per aver letto, a tutti.

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