Note al capitolo

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Solitary Tear

 

 

 

Sento il rumore della battaglia, l’odore del sangue, il freddo della notte… sento la morte aleggiare intorno e su di me.

Ed io sono qua, abbandonato a me stesso, su questa dura erba intrisa di sangue e dolore.

Ed io sono qua ad osservare le stelle, mentre intorno a me le urla continuano a ferire il silenzio.

Ma io non le sento, non le ascolto più… io sono lontano da tutto questo.

Dopo mesi passati a combattere una guerra sono finalmente libero di guardare le stelle che, come lacrime di diamante, scivolano via nella notte.

10 Agosto.

Questa data sarà ricordata per sempre, io sarò ricordato per sempre… tutto questo sarà celebrato e studiato.

Ma nessuno saprà veramente, nessuno.

Nessuno saprà quanto fredda è stata questa notte.

Nessuno saprà quanto lunga è stata questa guerra.

Nessuno immaginerà quanto sangue è stato versato, quante lacrime.

Nessuno ricorderà quante vite sono finite.

Quanti padri vedranno cadere i loro figli?

Quante mogli non vedranno più il loro uomo tornare a casa?

Quanti figli non andranno più incontro al loro futuro?

Ma io so e ricorderò ogni istante, ogni attimo, ogni viso ed ogni anima in questo lungo ed infinito momento in cui sento la vita scivolare via ed abbandonarmi.

Il frastuono della guerra si attutisce ed io sento gli occhi chiudersi ed il corpo abbandonarsi al torpore del sonno eterno.

E sorrido, sorrido alla vista di una stella cadente… che il cielo stia piangendo per me?

Per quel bambino che avrebbe voluto conoscere il calore di un abbraccio?

Per quel bambino che avrebbe voluto incontrare anche solo per una volta gli occhi verdi di sua madre?

Per quel ragazzo che avrebbe voluto leggere orgoglio in quelli di suo padre?

Per questo ragazzo, che avrebbe voluto cancellare questa cicatrice, condanna e marchio di un destino già segnato?

Per questo ragazzo, che avrebbe voluto poter scegliere di non esser ne vittima ne assassino?

Per questo ragazzo, che mai avrebbe voluto mettere in pericolo la vita delle persone che amava?

Per questo ragazzo, che non avrebbe mai voluto vedere la luce abbandonare gli occhi di Cedric?

Per questo ragazzo già vecchio, che, impotente, ha visto scomparire dietro un velo colui che ha amato come un padre?

Allora? È per me quella lacrima solitaria?

È per me che stai piangendo?

No, non piangere per me, ma per il piccolo Teddy, che non conoscerà mai quali fantastiche persone fossero i suoi genitori.

Piangi per George che ha perduto metà della sua anima, ma non farlo per me.

Perché io oggi muoio osservando le stelle, che splendenti ci vegliano mute ed eterne.

Perché io oggi lascio qua questa vita da sempre segnata da un verdetto di sangue e morte.

Una vita che avrei voluto vivere ma che non mi è mai stato permesso.

Avrei voluto essere abbastanza forte da rialzarmi ad ogni mia caduta, ad ogni mio errore.

Avrei voluto essere stato più veloce, per vedere Voldemort cadere ed esalare il suo ultimo respiro.

Avrei voluto dire a Ginny quanto l’amo.

Avrei voluto rassicurare i miei amici con un sorriso perché da domani tutto andrà meglio… domani vi sarà la pace.

Avrei voluto abbracciare nuovamente Molly, per ringraziarla di avermi fatto da madre.

Avrei voluto salutare un’ultima volta zia Petunia e chiederle un ultimo e forse inutile perché.

Avrei voluto urlare a Piton che non aveva nessun diritto di odiarmi.

Avrei voluto salutare Hagrid, mio primo amico… quando ancora non sapevo nulla di me.

Avrei voluto crescere, amare, vivere e morire un giorno lontano fra le braccia della persona amata.

Ma soprattutto, avrei voluto non dover morire a diciassette anni.

 

 

 

 

Fine.

Note di fine capitolo

Spero che questa fiction vi piaccia, l'ho scritta di getto e cercando di immedesimarmi nei pensieri di Harry durante l'ultima battaglia nel momento in cui cade e si ritrova solo.

Solo come sempre d'altronde...

 

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Grazie

Nasreen :)

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