Note alla storia

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ANNUNCIO:

Abbiamo trovato una nuova Betareader! Grazie Cloud Orion! Per questo motivo ho ripreso il postaggio dal primo capitolo (che trovate già online).

Per adesso seegnalerò qua, i capitoli aggionati. Nel frattempo ho mandato un'email all'Amministrazione per informarmi su come posso agevolarvi la lettura.

- Capitolo 1 aggiornato, corretto e ripostato
-
Capitolo 2 aggiornato, corretto e ripostato
- Capitolo 3 aggiornato, corretto e ripostato 
- Capitolo 4 aggiornato, corretto e ripostato

- Capitolo 5 aggiornato, corretto e in revisione

- Capitolo 6 aggiornato, corretto e in revisione

- Capitolo 7 aggiornato, corretto e in revisione

- Capitolo 8 in aggiornamento 

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Note Storia:

La storia è ambientata durante il settimo anno di scuola del Magico Trio. Tiene conto dei fatti avvenuti fino al Quinto libro (inclusa la 'morte' di Sirius), tiene parzialmente conto dei fatti contenuti nel sesto libro mentre non tiene conto del settimo dato che quanto l'ho iniziata a scrivere il sesto era ancora in fase di pubblicazione.

Questa storia si discosta nettamente dalla trama della Rowling ma nonostante ciò noterete che alcuni punti finiranno con il ricongiungersi con l'intreccio originale. Chiamatela preveggenza o semplicemente intuito, non saprei.

Diciamo che, almeno questi sono i miei piani, la trama si svolgerà in tre fanfiction che si susseguiranno accompagnando i nostri eroi negli anni del 'Dopo Hogwarts'.

Ripeto, i caratteri dei personaggi saranno fondamentalmente uguali a quelli della Rowling ma, ovviamente, seguendo un percorso diverso e vivendo esperienze diverse finiranno per ''crescere'' e risultare magari OOC .

 

 

Titolo: P R I S M … Element Power (Potere Elementare)
Autrice
: Nasreen
Betareader
: Cloud Orion
Rating
: PG13
Pairing
: Harry/Ginny, Hermione/Ron... Altre coppie: Sorpresa
Time
: AU

Credits: Ad eccezione dei personaggi da me inventati tutti appartengono alla Rowling e sono maggiorenni. La storia non è scritta a scopo di lucro.

 

***

Capitolo 1

Normalità

 

Era una normale mattina alla stazione di King's Cross, per quanto sia possibile definire normale il continuo rumore dei clacson, le grida dei venditori ambulanti, i saluti dei conoscenti e il continuo correre della gente da una parte all'altra nel tentativo disperato di raggiungere i luoghi più disparati. Dato che, in realtà, tutta questa follia era perfettamente regolare per King's Cross alle dieci di mattina, nessuno sembrava minimamente turbato dalla faccenda. Non che qualcuno avesse il tempo di chiedersi alcunché, dopotutto un'unica nota comune accomunava tutti i londinesi la  mattina: la fretta.

E Harry James Potter, ragazzo di diciassette anni con un dubbio gusto in questione di abbigliamento, non faceva decisamente eccezione e proprio come tutti gli altri abitanti di Londra era in ritardo pazzesco!

Correva disperatamente lungo il binario della stazione, tentando di non investire nessuno, spingendo a tutta forza il carrello sul quale erano abbarbicati i suoi pochi averi: il baule di Hogwarts e la gabbia della sua adorata Edwige, la civetta bianca delle nevi regalatagli da Hagrid per il suo undicesimo compleanno.

Quella mattina gli zii si erano rifiutati categoricamente di accompagnarlo alla stazione per prendere l'Espresso che lo avrebbe portato direttamente a scuola. Peccato che entrambi non si fossero curati di avvertirlo prima! Eppure era sempre stato convinto che i capricci fossero prerogativa dei bambini piccoli, invece con i suoi parenti non si poteva mai stare al sicuro da certi tiri mancini.

Suo zio Vernon, quello stronzo di suo zio Vernon, si appuntò mentalmente, aveva aspettato di vederlo attendere nervosamente davanti alla porta (già in disastroso ritardo a causa di quella dannata sveglia) per alcuni minuti prima di avere la buona idea di sghignazzargli davanti al viso un "Cosa ci fai li impalato ragazzo?". Inutile dire che alla faccia a dir poco sconvolta del nipote l'uomo fosse scoppiato a ridere sguaiatamente.

- Ragazzo, se vuoi andare a quella scuola di pazzi dovrai andarci a piedi!

Harry si ritrovò a maledire nuovamente l'uomo e soprattutto a prendere in seria considerazione l'idea di tornare a casa dei Dursley, dopo il diploma, e di schiantarli ripetutamente uno dopo l'altro contro il muro, così, come passatempo prima di andare a dormire.

Per fortuna che il Nottetempo lo aveva scaricato non troppo lontano dalla stazione!

Sbuffò affaticato non appena intravide il muro che lo separava dalla parte magica della stazione, esattamente tra il binario 9 e 10. La barriera magica d'accesso al binario 9 e ¾ l'attendeva invisibile e vagamente minacciosa. Dopo il primo e traumatico viaggio al primo anno e lo scontro frontale al secondo a causa di Dobby aveva sviluppato una sorta d'avversione per quella dannata barriera. Mai sentito parlare di porte blindate e passepartout? Molto evidentemente i Maghi avevano la tendenza a complicarsi la vita.

Con un ultimo sforzo s'impose di spingere maggiormente il carrello ed Edwige sbuffò risentita per quel viaggio burrascoso. Inutile dire che lo sguardo minaccioso lanciatole dal ragazzo la placò immediatamente ma non le impedì di voltarsi dandogli la coda con regale sdegno.

Stupida sveglia! Stupida Sveglia... E maledetti Dursley!

Era ormai mezz'ora che continuava a ripetersi quel mantra e a imprecare contro tutto quello che gli capitava a tiro. Non sarebbe mai arrivato in tempo, ormai ne aveva la matematica certezza. Avrebbe perso il treno e Piton l'avrebbe fustigato a vita per un'altra "entrata da celebrità".

Appena formulato questo pensiero un ghigno sarcastico gli nacque sulle labbra: già s'immaginava un plotone di Auror che si catapultavano a cercarlo in giro per il mondo magico, senza rendersi conto che aveva solo preso il treno.

Ma come cavolo glielo spiego, quando mi trovano, che non sono stato rapito ma semplicemente non ha suonato quella stramaledettissima sveglia!? Forza che ce la fai amico... Corri maledizione, corri!

 

***

 

Nel frattempo davanti al treno due figure si guardavano intorno, una preoccupata e l'altra volutamente indifferente. Indifferente per modo di dire visto che, all'ennesimo sbuffo d'impazienza proveniente dalla sua sinistra, celare il moto di nervosismo era diventato praticamente impossibile.

Non c'è... Non verrà... Cosa sarà successo?

Pensò ansiosamente la più piccola delle due guadagnandosi uno sguardo indispettito da parte dell'uomo che stava al suo fianco, ormai al limite della sopportazione.

- Arriverà, non si crucci inutilmente - si limitò a dire lui ben conscio dell'inutilità delle sue parole.

Ma quando la smetterà di frugare nella mia testa? Non sono un fottuto baule dei balocchi! Che nervi.

- Ah, giusto, le vorrei altresì ricordare che questo tipo di linguaggio non è ammesso a scuola e, se ben ricordo, nemmeno tra le persone dotate di un minimo di buona educazione - rispose serafico l'altro alzando un sopracciglio nero mentre, la vista di quel solito ghigno beffardo, faceva saltare ulteriormente i nervi all'altra.

Aveva letto nuovamente la sua mente!

- Ma la vuole smettere! E poi parla di educazione a me? Io le vengo per caso a frugare nella testa ogni volta che mi salta il ticchio? - sbottò pur rimanendo perfettamente immobile, sapeva perfettamente che se si fosse mossa sarebbe stato solo per afferrare la bacchetta e, pur tristemente, doveva ammettere che non era proprio il caso.

- Le vorrei ricordare che deve tenere un comportamento consono alla sua posizione in mia presenza, le è chiaro? - rispose duro l'uomo scattando di fronte a quella provocazione - E inoltre, mi dica, cosa le fa pensare di essere anche lontanamente in grado di guardare perfino nei miei pensieri più futili?

La piccola figura al suo fianco alzò gli occhi al cielo prima di indirizzare verso l'uomo uno dei suoi ghigni migliori, consapevole di star tirando tremendamente la corda.

- Oh, ma io non penso di poterci riuscire! Io so di poterlo fare, è diverso... §Signore§*1 - concluse con un luccichio pericoloso negli occhi.

L'uomo al suo fianco vibrò, colto di sorpresa, serrando la mascella e con alterigia rispose: - Non provi mai più a rivolgersi a me in quella maniera, chiaro? Esigo rispetto! Mantenga il suo posto in mia presenza e non si azzardi mai più a giocare al serpentello con me... Ai serpenti io schiaccio la testa, mi creda.

- Come vuole signore.

Accondiscendenza e un respiro profondo, ecco meglio. Merlino, quanto è odioso quando ci si mette... Ma come avrà fatto a sopportarlo da tutti questi anni! No, meglio: come avremo fatto a non ammazzarci a vicenda? Uffa, ma dov'è? Stupido di un Potter!

Inveì nuovamente fra sé e sé cercando disperatamente fra la folla una chioma color ebano.

 

***

 

Quando finalmente Harry riuscì ad attraversare il passaggio senza incidenti mortali (la sua mente frecciò nuovamente verso un certo elfo domestico di sua conoscenza nella speranza che per quell'anno non avesse deciso di salvargli la vita) si mise immediatamente alla ricerca dei suoi amici, tentando di sfuggire al contempo ai soliti assalti della gente. Sarebbe mai finita quella storia? Eppure erano sette anni che lo vedevano passare per prendere il dannato treno per Hogwarts!

Il treno emise il primo sbuffo per avvertire dell'imminente partenza e il ragazzo fece vagare nuovamente il suo sguardo nella disperata ricerca degli altri due membri del Trio.

Ron e Hermione.

Ecco le sue certezze, probabilmente le sue uniche certezze da quando Sirius se n'era andato oltre quel maledettissimo velo.

Hermione con quel suo cervello ineguagliabile e con quella sua aria severa e materna che non la smetteva mai di preoccuparsi per lui. In realtà finiva per disperarsi anche per un quantità inconcepibile di cose, non ultimi i suoi voti scolastici. Non capiva perché, ma da un anno a quella parte Hermione si era unita alla Signora Weasley nella sua missione "Non facciamo deperire Harry Potter". Il problema era che mentre la Signora Weasley finiva per tartassarlo solo per un certo periodo dell'anno, Hermione invece ce l'aveva praticamente sempre intorno... Che si fossero messe d'accordo? Qualunque cosa mangiasse non era mai abbastanza, anzi, si sorprese che fino a quel momento non avesse messo su peso!

E Ron... Beh, Ron era semplicemente Ron. Non c'era molto da dire per definire la persona che per lui rappresentava un fratello, un amico, un compagno d'avventura e, soprattutto, di guai. Lunatico e cocciuto come e forse più di lui, era l'Amico che, era certo, non l'avrebbe mai tradito. Avrebbe dato la vita per lui e l'aveva dimostrato negli anni.

Il Magico Trio, il Trio Dorato... Aveva perso il conto di quante volte la gente si era rivolta a loro come se fossero un'unica entità. E forse era proprio così, loro tre, insieme, erano un'unica realtà.

Sorrise quando riuscì a scorgere gli amici poco lontano da lui guardarsi intorno ansiosamente: era certo che stessero cercando proprio lui!

- Finalmente amico! Pensavamo che non volessi prendere il treno quest'anno! - affermò il giovane Weasley vedendolo arrivare trafelato per poi rifilargli una zampata da record sulla spalla facendolo ondeggiare pericolosamente in avanti.

- Smettila Ron, come al solito non si sarà svegliato! - rise divertita Hermione alla vista del suo migliore amico con il fiatone e tutto rosso per la corsa e per il benvenuto di Ron.

- Sai, per una volta voi due potreste fare una gara fra chi è pettinato in maniera più disastrosa! Non saprei chi scegliere come esemplare maschile peggiore - affermò Hermione scrutandolo ora con aria calcolatrice mentre Harry bofonchiava un lamentoso "Io non mi sono pettinato", facendola ridere.

- Ehi, lascia in pace i miei capelli Hermione! Piuttosto vedi di riconsiderare il tuo concetto di delicatezza! - rispose piccato Ron, prendendo a sfregare una mano fra i capelli nel vano tentativo di abbassarli.

- Ma finiscila, saresti ancora praticamente in pigiama, se non ti avessi buttato giù dal letto con un incantesimo!

- Eh?! Ma non è vero! Che diavolo dici...

Ecco che ricominciano... Merlino, aiutami tu!

Pensò Harry, tra il divertito e il disperato, vedendo i suoi due migliori amici beccarsi come avevano sempre fatto. Scene come quelle finivano sempre col causargli non pochi mal di testa, ma erano assolutamente esilaranti. Fino a quando non veniva tirato in ballo, allora avrebbe preferito andare a fare il babysitter ad uno Schiopodo Sparacoda.

Anche due o tre, ad essere sinceri.

Sospirando nuovamente, si passò una mano fra i capelli corvini per ravvivarli nel tentativo di dargli un senso. Vana e sciocca speranza! Come poteva ancora illudersi dopo tutti quegli anni?

Chissà perché cavolo ancora mi do false speranze! Papà ma si può sapere da chi cavolo hai preso?

Si chiese stizzito alzando gli occhi al cielo, sorridendo leggermente immaginando il sorriso sfacciato del padre rispondergli di rimando.  Dopo un istante, però, il suo viso si adombrò mentre un pensiero lo colpiva duramente. Non si era mai soffermato troppo su quel particolare, ma, alla fine, cosa ne sapeva lui della sua famiglia? In pratica sapeva che sua madre, Lily, era nata da una famiglia di Babbani e che suo padre, James, era invece figlio di Purosangue. E poi? Cos'altro sapeva delle famiglie d'origine dei suoi genitori? In quel momento si vergognò quasi di se stesso, ma come aveva potuto essere così superficiale? In fondo era un Potter, avrebbe dovuto conoscere le origini della sua famiglia, perlomeno quella paterna dato che ne portava il cognome...

- Harry! Harry... Ehi, amico?... Pronto?! Harry James Potter! Rispondimi maledizione! - un urlo catturò finalmente la sua attenzione distraendolo dalle sue riflessioni.

- Che c'è Ron! Non urlare, che mi sta scoppiando un mal di testa della Umbridge! Ti avevo sentito alla seconda!

- Certo, come no. Ci crediamo tutti amico...

Una risata cristallina irruppe fra i tre amici.

- Ginny! - esclamò il moro vedendola arrivare; cavolo se era migliorata durante l'estate! Era diventata proprio bella... Non che prima non lo fosse, ma ora che la guardava, mentre avanzava verso di loro, Harry si rendeva conto che riusciva davvero a "vederla", forse per la prima volta, non  più come la sorellina di Ron ma come Lei, Ginny, semplicemente.

 - Harry! Che bello rivederti! Anzi... Aspetta un po'! Ma che hai fatto quest'estate? Merlino! Sei più alto! - affermò la più piccola di casa Weasley, scherzando. L'altezza di Harry era ormai la barzelletta del dormitorio Grifondoro, tutti lo prendevano in giro per quei centimetri in meno che lo mantenevano alla stessa altezza delle ragazze. I primi tempi il ragazzo se la prendeva, nonostante la sua costituzione mingherlina gli avesse permesso di essere un ottimo Cercatore! Dopo qualche tempo aveva smesso di dare ascolto alle battutine di Seamus e Dean e tutto era tornato a posto. Ora che ci faceva caso si rendeva conto che guardava Ginny e Hermione leggermente dall'alto! Che il complimento di Ginny fosse tutt'altro che uno scherzo?

La guardò per un attimo, fresca e sorridente mentre salutava Hermione, e si convinse che no, sicuramente era uno scherzo: la cotta di Ginny per lui era ormai storia vecchia. In passato la ragazza non riusciva neanche a dire due parole davanti al Bambino Sopravvissuto, adesso invece le cose erano cambiate e Ginevra Weasley rideva e scherzava con loro con una naturalezza tale che non poteva che confermarlo.

Nonostante la convinzione che l'amica stesse giocando, Harry non poté fare a meno di arrossire leggermente.

- Ma smettila Gin, sono sempre lo stesso! Non ho fatto proprio nulla... - e dicendo questo si indicò i capelli, come al solito maledettamente scarmigliati.

Una risata esplose spontanea nel quartetto, attirando l'attenzione di una figura appostata poco lontana da loro che osservava in silenzio la scena con gli occhi blu cobalto che brillavano pericolosamente.

In quel momento solamente due sentimenti irruppero nella sua anima: Rabbia e... Invidia.

 

 

 

*1 I pezzi che vengono messi fra §…§ sono ovviamente in un’altra lingua. Ben presto capirete quale, se non l’avete già capito. Vediamo chi indovina prima?

 Continua...

Note di fine capitolo

Edit 2012: Come vi avevo già anticipato sul forum, ho intenzione di riscrivere tutte la fanfiction con l'ausilio di una betareader e così sto facendo. Sono già arrivata al sesto capitolo, avendoci rimesso seriamente le mani solamente a Natale. Non siamo messi così male, vero?
*si china per schivare una ciabatta*
Va bene, va bene... Mi do una mossa. Prometto!

Ad ogni modo spero che il nuovo capitolo sia migliore del precedente e che vi piaccia. Personalmente vi consiglio di seguire gli aggiornamenti perchè sto modificando alcune cose... Magari potrebbero interessarvi.

Ringrazio tutti coloro che leggeranno, coloro che stanno attendendo e chi mi sta - gentilmente - minacciando per avere i capitoli nuovi.

Grazie di cuore, seriamente, non avrei mai pensato che questa storia potesse essere importante per qualcuno.

Nasreen

 

EDIT 2011: CAPITOLO AGGIORNATO E CORRETTO!

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