Note alla storia

L'ho scritta in poco tempo, quindi non è che sia venuta uno splendore...spero piaccia però! Buona lettura!
Era tutto buio in casa. Nessun rumore. Solo silenzio. Nella cucina della casa, però, c’era qualcuno. Era seduto davanti alla finestra. Accanto a lui, sul tavolo, una foto. La foto di due ragazzi identici. Stessi capelli rossi, stesso sguardo sveglio e vispo, stesso sorriso furbo. Ridevano dandosi pacche sulle spalle. Erano vestiti uguali, con la divisa di Hogwarts, ai tempi in cui la frequentavano. Ai tempi in cui erano conosciuti come i due gemelli più pestiferi di Hogwarts. Fred e George Weasley, famosi per i loro scherzi, per i loro divertenti esperimenti e per la loro fuga dalla scuola quando erano al settimo anno. A George mancavano quei tempi. Mancavano da morire…


Angelina si svegliò. Non sentì nessuno vicino a lei,nel letto. Si spaventò per un attimo, poi si calmò.
Calma, Angelina… sarà dai bambini… oppure giù in cucina, capita così tante volte, di cosa ti spaventi, stupida!
Angelina si alzò. Andò a guardare in camera dei piccoli per assicurarsi che non fossero svegli. Roxanne dormiva come un angioletto, immobile, i capelli neri come quelli della madre sparsi tutto intorno. L’altro bambino, un po’ più grande di Roxanne, Fred, si stava girando. Dormiva anche lui. Sembrava sognare. Aveva gli stessi capelli della madre e della sorella, ma gli occhi, ora chiusi, erano identici a quelli del papà perfino nello sguardo.
Angelina gli si avvicinò, gli carezzò la testa.
Somigli tanto a tuo padre… tuo zio sarebbe stato fiero di avere un nipote così... chissà se tuo padre si aspetta che diventi come lui? Che tu prenda il suo posto? Chi lo sa...
Lo baciò sulla testa e poi uscì.
Scese le scale. Evidentemente suo marito era in cucina.
Eccolo lì, infatti. Seduto vicino al tavolo, una foto davanti a lui.

“George, tesoro… sei qui?”
L’uomo seduto al tavolo si voltò.
“Sì, mi sono svegliato... Torna a letto, io vengo tra poco.”
Angelina si avvicinò. “è tutto a posto, George?”
George le accarezzò i capelli affettuosamente. “Sì, tranquilla”.
“George non puoi continuare così. Ormai ti ritrovo qui almeno una notte a settimana, devi riposare. Lo so che è triste ricordarlo, manca anche a me... non come a te, ovviamente, non mi permetterei mai… ma devi stare sereno. Lui apprezza sicuramente che lo ricordiamo, ma di sicuro non è felice vedendoti così. Rendilo fiero di te,George… rendilo fiero della vita che stai conducendo. Ti aiuterò io…” Angelina prese le mani di George nelle sue. “… ce la faremo insieme. Ora devi solo guardare avanti.”
George sorrise. “Sono fortunato ad averti, Angie.” la abbracciò. “E mi sento l’uomo più fortunato del mondo ad avere questa vita, con te, Roxanne e Fred. Ma è difficile… Non posso fare a meno di sentirmi…spezzato a metà.”
“è normale che tu ti senta così…” disse Angelina dolcemente. “Ma è coraggioso il modo in cui lo stai affrontando. Ti sei fatto una vita nonostante tutto, e tutto ciò è molto importante,più di quanto pensi. Ma…” esitò. “… è ora di pensare al futuro , George. Senza dimenticare il passato, certo. Hai la forza per farlo, e ne hai la volontà. Ci riusciremo insieme, George. Ti aiuterò io.” ripeté .
George le prese il viso tra le mani. “Grazie, Angie…” la baciò. “Ora torna a dormire, su. Almeno tu riposati.”
“Posso stare tranquilla?” chiese Angelina,incerta.
“Sì.” disse George sorridendo grato. “Buona notte, amore.”
Angelina sorrise. Poggiò una mano sulla guancia di George. “Buona notte, amore.” disse. Baciò George sulle labbra, stavolta più a lungo di prima, e poi, lentamente, uscì dalla cucina.
George la guardò andarsene e si disse che era fortunato ad averla sposata.
È davvero dolce… poverina… si fa in dieci per prendersi cura dei nostri figli e della nostra casa, lavorare e starmi accanto. E io la ricambio facendo l’ uomo vissuto a cui manca suo fratello... e facendola faticare ancora di più. Sono un ingrato.
George si sedette, maledicendosi per far sforzare tanto Angelina e per non riuscire ad essere superiore alla morte di suo fratello gemello nonostante fossero passati anni.
Prese in mano la foto. Che bei tempi erano…

“George… non devi abbatterti così…”

George si spaventò. Chi aveva parlato? Non era Angelina. Era la voce di un uomo, che tra l’altro gli era molto familiare.
“Chi c’è?” chiese preoccupato, sfoderando la bacchetta.

“George… non mi riconosci?”

George si voltò verso la finestra… per poco non gli cadde la bacchetta di mano: davanti alla finestra c’era una sagoma. Una sagoma umana. Non era un uomo: era sospeso in aria. E George lo riconosceva. Impossibile non riconoscere quel sorriso identico al suo… Soprattutto se visto su di lui. Suo fratello. Fred.
“George, cosa stai facendo?”
Fred gli sorrideva.
“Fred… sei tu? Davvero sei tu?”
“Non stai sognando, se è questo che ti chiedi. Sono tornato per parlarti.” Guardò verso la porta.
“Angelina è veramente adorabile con te... ringraziala da parte mia.”
Si voltò di nuovo verso George.
“George,Angelina ha ragione… da quando sono morto non ho smesso un attimo di guardarti… sono fiero di te,fratello, molto fiero, ma non devi restare legato a me. In passato siamo stati gemelli, eravamo legati più di ogni altra coppia di gemelli, ma quello era il passato. Ora io sono morto, George… sono in pace… lo so, è difficile, ma ,come Angelina ti ha gia detto, devi accettarlo… non essere inquieto. Torna a dormire, George. Non posso sopportare di vederti stare così per causa mia. Sarò morto, ma in colpa mi ci sento ancora!”
George si accorse con stupore che stava piangendo. Si asciugò le lacrime.
“Fred, mi dispiace… non volevo farti sentire in colpa… ma è difficile, incredibilmente difficile… mi manchi…”
“Anche a me manchi, George, mi mancano i nostri guai… Ma ora io sono morto, George… non restare legato a me… sciogliti da questo laccio… Hai una famiglia a cui badare… Una moglie che ti ama tanto da ricambiare… Vivi la tua vita, fratello mio… io ho finito la mia ma tu hai ancora tanto da fare in questo mondo… qui c’è chi ha bisogno di te…”
George si asciugò altre lacrime.
“Fallo per i tuoi figli, George, fallo per tua moglie… fallo per me.”
“Lo farò, Fred.” promise George. “Per la barba di Merlino, non so nemmeno se piango per la felicità di rivederti o per altro...”
“Tranquillo, non mi infastidisce… A proposito, Lobo Solitario” fece Fred con una strizzatina d’occhio, facendo sorridere suo fratello, “il negozio vende ancora molto? Sono stato un po’ dietro a mamma ultimamente, non ho potuto vedere…”
“Oh, sì, i ragazzi ne vanno ancora matti...” disse George ridendo.
“Sono contento” disse Fred ridendo anche lui. Quanto era mancata a George quella risata così simile alla sua…
“Ora però, ‘fratello romano’ , devo andarmene.” disse Fred strizzandogli di nuovo l’occhio. “Bacia mamma e papà da parte mia e abbraccia i nostri fratelli. Sono davvero fiero di te, fratello... e grazie per aver dato a mio nipote il mio nome. Spero solo che non diventi come me!” rise Fred.
“Troppo tardi!” disse George sorridendo.
“Saluta Angelina e Roxanne e raccomanda a tuo figlio di calmarsi!”
Fred fece un gesto di saluto con la mano, ricambiato da George, e poi sparì.
George lasciò fuggire un’ultima lacrima di felicità. Aveva rivisto suo fratello. Lui stesso gli aveva detto che era in pace.
Chissà come aveva fatto a tornare. Nella felicità non glielo aveva chiesto…
Ma adesso, almeno, sapeva che lui era sempre lì e vegliava su di lui, come Angelina gli aveva sempre detto.
Si ricorda ancora il soprannome che mi aveva affibbiato: Lobo Solitario… pensò George ridendo tra sé. Si tastò il buco che c’era al posto dell’orecchio.
Almeno so che sta bene.
Si sentiva in pace anche lui, ora. Adesso stava bene, era sereno, proprio come suo fratello.
Entrò in camera da letto, ancora sorridendo. Angelina lo aspettava seduta.
“George, ho sentito parlare. Eri tu o l'ho sognato?”
George esitò. Ma sì, in fondo lei era sempre così carina con lui, ed era stata amica di Fred. Aveva diritto a sapere.
“Sì,ero io…” disse, e le raccontò della sua conversazione con Fred.
Angelina rimase stupita.
“Ma come ha fatto a tornare?”
“Non ne ho idea…” ammise George. “Nella felicità non glielo ho chiesto…”
“Ma… tu come stai?” chiese Angelina.
“Io…” cominciò George. “Bene. Direi proprio di sì. Ora sto bene. So che lui c’è, che veglia su di me.” Aprì un braccio per invitare Angelina ad appoggiarsi a lui. Lei lo fece, e lui le cinse le spalle col braccio. “E che, come sempre, avevi ragione tu, amore. Sta bene, gli manchiamo ma sta bene. E ti saluta…”
Angelina alzò la testa. “Davvero?” disse, con gli occhi luccicanti.
“Sì…davvero…” disse George. Baciò Angelina, e poi disse: “Ti va, domani, di fare una bella gita?”
“Dove?” chiese Angelina.
“Al cimitero. Fred ancora non sa da dove viene il suo nome… non gli abbiamo raccontato tutta la storia…”
Era vero: Fred sapeva che il suo nome veniva da un parente lontano di suo padre.
“...è giusto che lo sappia. E credo che farebbe piacere a tutti e due conoscere un parente in più, curiosi come sono…” continuò George, “no?”
“Certo,amore…” disse Angelina. Baciò George. “Per una volta, hai ragione tu.” disse teneramente.
George rise e la strinse di più. Rimasero così , in silenzio, per un po’ di tempo, finché, a loro insaputa , il sonno si insinuò tra loro.

“Roxie! Sei pronta?”
“Sì, mamma, arrivo subito.”
“Devo salire ad aiutarti?”
“Mamma non ho cinque anni! Ho otto anni,sono grande oramai!”
George e Angelina si guardarono negli occhi e poi scoppiarono a ridere.
“Tutti loro zio e loro padre, questi due!” rise Angelina.
“Sì, due pesti!” disse George ridendo anche lui.
Finalmente, Roxie scese le scale.
“Eccomi, eccomi…”
“Fred! Vieni, andiamo!”
Fred arrivò correndo e si fermò sbattendo addosso al padre.
“Ahi!” fece George. “Piano, piccola peste!” disse accarezzando la testa al figlio.
“Dove andiamo?” chiese Fred impaziente.
“Lo saprai tra cinque secondi.” disse Angelina. “Tu prendi Fred, io prendo Roxie” disse poi al marito.
“Bene. Pronta?” chiese George ad Angelina stringendo il braccio di Fred.
“Pronta.” rispose Angelina prendendo la mano a Roxanne.
“Ora!” disse George. Sia lui, sia Angelina girarono su sé stessi. Cinque secondi dopo erano al cimitero dei maghi.
“Tutto a posto?” chiese Angelina, chinandosi a controllare che i suoi figli non si fossero spaccati.
“Sì, direi di sì.” rispose George. “Nessuna spaccatura. Andiamo?”
“Sì, andiamo.” disse Angelina rialzandosi.
“Che posto è?” chiese Fred guardandosi intorno.
“Questo, Fred, è un cimitero, dove vengono sepolti i morti” rispose George.
“E perché siamo venuti qui?” chiese Roxanne.
“Perché tuo padre vorrebbe raccontarvi una storia.” rispose Angelina.
Si incamminarono tra le file di maghi. Fred e Roxanne si guardavano intorno un po’ spaventati, probabilmente,pensò George, chiedendosi se qualche loro parente fosse lì.
Eccolo,dovrebbe essere lì…
Sì, era lì.
George si fermò davanti a una lapide. Sopra c’erano un nome, un cognome e due date. Vicino alle scritte c’era la foto di un ragazzo di circa diciotto anni dai capelli rossi e dallo sguardo vispo.
“Riesci a leggere cosa c’è scritto, Fred?” chiese Angelina.
Fred rimase in silenzio per un momento, concentrandosi per leggere. “Fred… We… Weasley. Ehi, questo tizio ha il mio stesso, identico nome!” esclamò Fred.
“Proprio così” disse George.
“E perché? E poi … chi è?” chiese Fred.
“Vedi… è proprio in onore a lui che tu hai questo nome, Fred” spiegò George con pazienza.
“Davvero? Lo conoscevi?” chiese ancora Fred, curioso.
“Ma certo che lo conoscevo, Fred. Vedi, questo era tuo zio. Ovvero mio fratello”, disse George ad un assai stupito Fred.
“Questo tizio… era mio zio? Tuo fratello?”
“Eh gia. Mio fratello gemello.” rispose George.
“E come è morto?” chiese Roxanne incuriosita.
Angelina spiegò ai figli la storia di Lord Voldemort. Poi George raccontò loro com’era morto Fred e, con suo stupore, si accorse di non sentire più il dolore di prima. Era sereno. Guardò la foto di suo fratello, che gli faceva l’occhiolino.
“Ora sono in pace” gli aveva detto Fred.
Già… e ora lo sono anch’io… pensò George felicemente. Poi continuò a raccontare, fiero di sé stesso e di suo fratello.

Note di fine capitolo

Bè? Cosa ne pensate? Okay, la trama non è un granché... ma spero che vi sia piaciuta! ^_^ Comunque, grazie a chi si disturba a leggerla! ;) Saluti!

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