Note alla storia

 

Gente, non so se è stupido, ma ho letto che london se ne va, quindi vorrei tanto dedicare questa storia a lei, mi mancano già le sue Ff... Se la leggerai, London Beh mi manchi già! Baci a presto  Debby^^

Dicembre 2022 

A casa Weasley era quasi ora di cena; in quel piccolo appartamento lo spirito natalizio la faceva da padrone.

“Rose, Hugo, siete pronti?” gridò Ron dal salotto.

“Ronald non urlare, per carità!” disse stizzita Hermione apparendo vicino al marito, che aveva già il cappotto in dosso. 

“Io sono qua, è Rose che ci mette un eternità! E’ un ora che è in bagno!” sbuffò Hugo.

Il ragazzo aveva più o meno quattordici anni, i capelli castani e due occhi azzurri come il cielo d’estate. 

“Rose, esci subito dal bagno! Dobbiamo solo andare da Harry a cena, non c’è nessuno, dai ma che ti fai bella a fare?” Gracchiò Ron battendo a tempo di orologio un piede.

“Ma quanto sei stressante papà! Sei sempre il solito! E poi chi ti dice che non c’è nessuno?” replicò acida la ragazza, uscendo dal bagno.

Rose, che aveva i capelli della madre eternamente ribelli, quella sera li aveva lisciati, lasciandoli cadere delicati, sulle spalle.

La ragazza aveva i capelli rosso fuoco del padre e gli occhi dorati e vivaci, oltre che il caratterino, della madre.

“Certo che non c’è nessuno, Rosie, siamo solo noi di famiglia!”  

“Sì, sì papà, come vuoi tu! Ora però andiamo che se no facciamo tardi!” disse allegramente la rossa mettendo il giubbotto.

Rose era davvero felice, Albus, il secondo figlio di Harry, aveva convinto il padre a far venire a cena il suo ragazzo con tanto di famiglia a carico. Direte che male c’è? Beh il male è che il suo ragazzo è il figlio del uomo che suo padre odiava di più in assoluto. 

******

Circa mezz’ora dopo a Grimmauld Place

“Vado io!” disse James avviandosi alla porta.

“Ciao, Jamie!”  gridò allegra Rose gettando le braccia al collo del cugino più grande che perse quasi l’equilibrio. 

“Ciao, Rose, Hugo, Zio, Zia! Dai, entrate.” disse facendo spazio per farli passare. 

“I tuoi James?” Chiese Hermione sorridendo al nipote. 

“In cucina, andate, noi stiamo qua…” replicò il moretto sedendosi sul divano e facendo segno ai cugini di seguirlo. 

Così Ron e Hermione si diressero in cucina lasciando soli i giovani.

“Rose!” gridò Albus sulla porta del salotto.

“Al! Non è ancora arrivato?” Chiese lei nervosa.

“No, ma lui come al solito si deve fare attendere, il principino!” Replicò sarcastico. 

“Sì, parla quello che insieme a il caro principino tra un po’ butta giù tutta la sala comune di Serpeverde!” disse strafottente la sorella minore di James e Albus, Lily.

“Ciao, Lil, come stai?” Chiese Hugo sedendosi sul divano vicino al camino. 

“Bene, visto che io non tento il suicidio, prima di Natale!” rispose spensierata la rossa. Lily era tutta sua madre, gli stessi occhi scuri, i capelli lisci e ordinati, e una marea di lentiggini. 

“Tanto prima o poi lo avrebbero scoperto… E comunque i vostri hanno fatto storie per invitarli?” chiese Rose sedendosi vicino al fratello, incominciando a tormentarsi le mani.

“Un po’ ma li ho praticamente costretti… Speriamo che i genitori del tuo ragazzo non li facciano uscire dai gangheri…” disse pensieroso Albus.  

“Però! Rose, come sei bella questa sera” disse sorridendole James. Jamie era la fotocopia del padre di Harry, a detta della McGranitt, spavaldo, pieno di sé, ma imbranato con due occhini marroni e i capelli neri spettinati.

Tutti si voltarono a guardare Rose. Era vero quella sera era davvero stupenda, aveva un vestito nero che le fasciava la vita e le metteva in risalto la figura non più da bambina ma ormai da donna, le scendeva leggero fin sopra al ginocchio.

Semplicemente bella, come non lo era mai stata, delicata e pungente, proprio come una rosa. 

Rose sorrise arrossendo pudicamente.  

Il campanello di casa Potter suonò impertinente. 

“Oddio! E’ arrivato! Oddio! Sono morta!” iniziò a lagnarsi Rose balzando giù dal divano con occhi sgranati.  

“Andiamo noi!” gridò Lily precipitandosi, insieme alla cugina, alla porta di casa.  

“Zio, zia, venite in salotto e sedetevi, né avrete bisogno…” disse James entrando come una furia nella cucina, per trascinare  gli zii e i genitori in salotto.

Intanto, all’ingresso. 

“Rosie, tranquilla, ora fai un bel respiro e apri quella porta, andrà tutto bene! Saluta il tuo ghiacciolo e vedrai che il resto verrà da sé!” disse Lily facendo l’occhiolino a Rose tornando in salotto. 

Rose fece un gran respiro, chiuse gli occhi e aprì la porta d’ingresso. 

“Ciao, Rose!” la salutò un ragazzo di all’incirca la sua età. 

“Ciao, Scorpius!” rispose sorridendo timidamente.

Era assolutamente stupendo, i capelli biondissimi gli scendevano disordinati sugli occhi freddi come il ghiaccio, eppure per Rose erano gli occhi più dolci del mondo; il ragazzo sulle labbra aveva un sorriso sincero, di quelli speciali che regalava solo a lei. 

“Buona sera!" Disse un uomo, tanto somigliante a Scorpius, sicuramente il padre del giovane. 

“B-Buona sera, signore, io sono Rose, Rose Weasley. Piacere” rispose la piccola titubante, tendendo la mano al padre del suo ragazzo.

L’uomo la guardò dall’alto in basso, con fare altezzoso e freddo.

Rose notò che aveva gli stessi occhi e le espressioni di Scorpius.

Il padre del ragazzo la fissò come se la volesse studiare e poi, sulle sue labbra si aprì un sorriso, non di scherno come era solito fare, ma un sorriso dolce e sincero, quasi paterno. 

“Il piacere è tutto mio, piccola. Io sono Draco, Draco Malfoy e lei è mia moglie, Astoria.” disse Malfoy senior prendendo la moglie per la vita che sorrideva timidamente alla ragazza.  

Anche Scorpius sorrideva felice facendo saettare lo sguardo dalla sua ragazza ai suoi genitori. 

Rose sorrideva felice guardando gli ospiti.

La madre di Scorpius era bellissima e sembrava anche molto fragile, con i capelli neri come la pece e la pelle perlacea tanto in contrasto con i suoi grandi occhi azzurrissimi, a Rose sembrava poco più grande di loro, con il suo viso dai lineamenti dolci come quelli di una quindicenne.

“Ehm, prego, entrate, andiamo in salotto va bene?”  

“Sì, certo che va bene!” le rispose Scorpius sempre sorridendole mentre la prendeva per mano.

Pure lui, anche se non l’avrebbe mai ammesso, era agitato e Rose lo sapeva, lo conosceva e lo amava per quello che era: un bambino troppo cresciuto, assolutamente viziato e tanto, tanto coccolone quanto orgoglioso.     

 

Note di fine capitolo

Come vi sembra come primo capitolo? Secondo voi Ron come la prenderà? Baci a presto Debby^^

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