Cercala, ti ordinò la madre, cercala là dove il suo animo irrequieto trova conforto.
Trovala, ti pregò la donna morente, riportala da me ed avrai la sua mano.
Sarebbe diventata tua sposa, come avevi sempre sognato: non era il tuo desiderio più grande? Rinchiuderla nel tuo maniero, averla per te, piegarla al ruolo di madre, sposa, dama.
Partisti confidando in un facile successo, certo della tua forza. Come potevi temere un fallimento, sicuro del tuo nobile nome e del tuo purissimo sangue?
Partisti fiducioso, per mai più ritornare.
L'hai trovata, nascosta in foreste molto lontane da casa, e hai preteso che tornasse indietro con te per piangere al capezzale della madre, della donna a cui aveva rubato un tesoro inestimabile. Nulla, però, è andato come avevi previsto, poiché la tua dama si è rifiutata di obbedire.
Ha riso alla tua richiesta, proprio come cercavi di strapparle un sorriso con i tuoi patetici atti di galanteria; sapevi bene che non ti voleva, che non ambiva affatto a diventare tua moglie, eppure non hai voluto farti da parte.
Folle seguace di Slytherin, avresti dovuto intraprendere l'oscura via del tuo maestro, piuttosto!
Il sangue che hai versato era altrettanto puro ed ora ti macchia le mani, le vesti, ed il volto rigato da copiose lacrime.
Piangi sul corpo della donna che amavi alla follia, che per quella tua stessa follia hai ucciso barbaramente; geloso, eri tanto geloso della sua libertà da non poterla lasciare alla vita che tanto amava.
Che importa del gioiello che la fanciulla aveva trafugato, perso per sempre tra le radici di questi alberi maestosi?
Colei a cui volevi donare il tuo cuore ha ormai esalato l'ultimo respiro, e tu presto la seguirai nella morte.
Ancora non ti sei accorto di me, bestiale assassino, eppure io guarderò il tuo viso quando leverai la spada per la seconda volta e con essa ti toglierai la vita.
Mi riconoscerai come Helena, lo spettro della donna che hai brutalmente ucciso perché non voleva appartenere a te, e sceglierai la mia stessa sorte, un destino che non appartiene né alla vita né alla morte.
E dopo essere diventato uno spettro, tornerai con me al cospetto della madre mia che ti inviò a riprendermi, per raccontarle quanto è accaduto in questo luogo desolato.
Porterai per sempre i segni della colpa, grevi catene sulle tue spalle, implorando per un perdono che non ti sarà mai concesso. Un'assoluzione che non ti elargirò per nulla al mondo.
Perché così desidera la Dama Grigia, morta per mano tua dopo aver nascosto il prezioso diadema di sua madre nel tronco cavo di un albero; la sua unica vera colpa fu il desiderio di liberarsi dall'ombra materna della saggia Rowena, ed ha pagato con la vita la sua intraprendenza.
Perché così io desidero sia soddisfatta la mia sete di vendetta.
Osservo con gioia la lama ancora insanguinata della tua spada ti trafigge il petto.
È giunto il momento per mostrarmi a te e sentirti invocare pietà; abbandoni il mio cadavere, ora che la vita defluisce lentamente dal tuo corpo, sentendo le forze venire meno.
Sei in ginocchio, nella stessa posizione in cui ti sei posto per tanto tempo, cercando di colpirmi con i tuoi modi eleganti; ormai, però, la mia mano non ha più alcun valore e le mie spoglie mortali giacciono a terra rosse di sangue.
Sono caduta tra le tue braccia soltanto nel mio ultimo, fatale attimo, quando hai compreso la gravità del tuo gesto.
Sussurri qualcosa, invocando quella bontà d'animo che tanto apprezzavi in te, ma i tuoi mormorii scompaiono inghiottiti dalle mie risate.
Ho scordato il significato della parola misericordia non appena ho compreso quanto stavi per compiere, in verità; una creatura nuova è nata dalla mia morte, uno spettro malinconico e vendicativo: ora lasciati abbracciare dalla morte, per poi scioglierti con sdegno dalla sua pietosa morte!
Sotto i miei occhi il tuo corpo crolla miseramente a terra, ormai diventato un vuoto ammasso di carne, mentre il tuo spirito riappare in un tenue bagliore d'argento.
Ed io sorrido ancora, senza nemmeno ascoltare la tua voce supplichevole.
La via per tornare a casa, il luogo che più ho odiato in vita, è lungo, ma non per questo servirà a placare la mia collera.
Non ci sarà mai pace per noi, per tutta l'eternità.
Trovala, ti pregò la donna morente, riportala da me ed avrai la sua mano.
Sarebbe diventata tua sposa, come avevi sempre sognato: non era il tuo desiderio più grande? Rinchiuderla nel tuo maniero, averla per te, piegarla al ruolo di madre, sposa, dama.
Partisti confidando in un facile successo, certo della tua forza. Come potevi temere un fallimento, sicuro del tuo nobile nome e del tuo purissimo sangue?
Partisti fiducioso, per mai più ritornare.
L'hai trovata, nascosta in foreste molto lontane da casa, e hai preteso che tornasse indietro con te per piangere al capezzale della madre, della donna a cui aveva rubato un tesoro inestimabile. Nulla, però, è andato come avevi previsto, poiché la tua dama si è rifiutata di obbedire.
Ha riso alla tua richiesta, proprio come cercavi di strapparle un sorriso con i tuoi patetici atti di galanteria; sapevi bene che non ti voleva, che non ambiva affatto a diventare tua moglie, eppure non hai voluto farti da parte.
Folle seguace di Slytherin, avresti dovuto intraprendere l'oscura via del tuo maestro, piuttosto!
Il sangue che hai versato era altrettanto puro ed ora ti macchia le mani, le vesti, ed il volto rigato da copiose lacrime.
Piangi sul corpo della donna che amavi alla follia, che per quella tua stessa follia hai ucciso barbaramente; geloso, eri tanto geloso della sua libertà da non poterla lasciare alla vita che tanto amava.
Che importa del gioiello che la fanciulla aveva trafugato, perso per sempre tra le radici di questi alberi maestosi?
Colei a cui volevi donare il tuo cuore ha ormai esalato l'ultimo respiro, e tu presto la seguirai nella morte.
Ancora non ti sei accorto di me, bestiale assassino, eppure io guarderò il tuo viso quando leverai la spada per la seconda volta e con essa ti toglierai la vita.
Mi riconoscerai come Helena, lo spettro della donna che hai brutalmente ucciso perché non voleva appartenere a te, e sceglierai la mia stessa sorte, un destino che non appartiene né alla vita né alla morte.
E dopo essere diventato uno spettro, tornerai con me al cospetto della madre mia che ti inviò a riprendermi, per raccontarle quanto è accaduto in questo luogo desolato.
Porterai per sempre i segni della colpa, grevi catene sulle tue spalle, implorando per un perdono che non ti sarà mai concesso. Un'assoluzione che non ti elargirò per nulla al mondo.
Perché così desidera la Dama Grigia, morta per mano tua dopo aver nascosto il prezioso diadema di sua madre nel tronco cavo di un albero; la sua unica vera colpa fu il desiderio di liberarsi dall'ombra materna della saggia Rowena, ed ha pagato con la vita la sua intraprendenza.
Perché così io desidero sia soddisfatta la mia sete di vendetta.
Osservo con gioia la lama ancora insanguinata della tua spada ti trafigge il petto.
È giunto il momento per mostrarmi a te e sentirti invocare pietà; abbandoni il mio cadavere, ora che la vita defluisce lentamente dal tuo corpo, sentendo le forze venire meno.
Sei in ginocchio, nella stessa posizione in cui ti sei posto per tanto tempo, cercando di colpirmi con i tuoi modi eleganti; ormai, però, la mia mano non ha più alcun valore e le mie spoglie mortali giacciono a terra rosse di sangue.
Sono caduta tra le tue braccia soltanto nel mio ultimo, fatale attimo, quando hai compreso la gravità del tuo gesto.
Sussurri qualcosa, invocando quella bontà d'animo che tanto apprezzavi in te, ma i tuoi mormorii scompaiono inghiottiti dalle mie risate.
Ho scordato il significato della parola misericordia non appena ho compreso quanto stavi per compiere, in verità; una creatura nuova è nata dalla mia morte, uno spettro malinconico e vendicativo: ora lasciati abbracciare dalla morte, per poi scioglierti con sdegno dalla sua pietosa morte!
Sotto i miei occhi il tuo corpo crolla miseramente a terra, ormai diventato un vuoto ammasso di carne, mentre il tuo spirito riappare in un tenue bagliore d'argento.
Ed io sorrido ancora, senza nemmeno ascoltare la tua voce supplichevole.
La via per tornare a casa, il luogo che più ho odiato in vita, è lungo, ma non per questo servirà a placare la mia collera.
Non ci sarà mai pace per noi, per tutta l'eternità.
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