Roses











Le guardo ancora.




Sono così belle.




Posate dentro il grande vaso sul tavolo della sala da pranzo.




Hanno il loro effetto lì. Sono al centro della stanza.




Belle.




Nere, come la pece, come la morte, come me.




Perfette, come la mia vita, come la mia fedeltà per il mio Signore.




Pungenti, come il mio sarcasmo, come il mio odio verso i Mezzosangue, verso i traditori del loro stesso rango, verso Silente.




Sono me, per questo le adoro.




Rose nere, rare e pure, come il mio sangue nobile.




Splendide, come l’uomo che me le ha regalate. Lo stesso che adesso ne sta prendendo una e la sta appoggiando sul mio orecchio.

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