La mia rosa è Rose di Mrs Weasley

Non sono brava a sintetizzare le storie, ma ci provo.
Rose Weasley è figlia di Ronald Weasley e Hermione Granger, nipote da parte di padre di Harry Potter e Ginevra Weasley. Ma nonostante i nomi importanti a cui viene associata, Rose è una ragazza ribelle, testarda, caparbia, che non accetta i suggerimenti e fa tutto ciò che gli dicono di non fare. Una "comune" adolescente. Che dovrà affrontare grosse conseguenze, sfidando la famiglia e le tradizioni dei maghi.
Sola contro tutti.


Categoria: Post-DH Personaggi: Rose Weasley, Scorpius Malfoy
Era: Altra Era (?-?)
Generi: Romantico
Lunghezza: A Capitoli
Pairing: Rose/Scorpius
Avvertimenti: AU (Alternate Universe)
Sfide: Nessuno
Series: Nessuno
Capitoli: 3 Completa: No Parole: 2122 Read: 10395 Pubblicata: 19/07/11 Aggiornata: 27/09/11

1. Capitolo 1 di Mrs Weasley

2. Capitolo 2 di Mrs Weasley

3. Capitolo 3 di Mrs Weasley

Capitolo 1 di Mrs Weasley

Ricordo ancora quando mio padre, mentre stavo per andare, per la prima volta, ad Hogwarts, mi mise in guardia su Scorpius Malfoy e da tutti i Purosangue: - Non dargli troppa confidenza, Rosie. Nonno Arthur non ti perdonerebbe mai se sposassi un Purosangue.
In quel momento mi voltai verso Scorpius. E lo vidi. Vidi per la prima volta il suo volto pallido, i capelli color biondo platino e ordinati, gli occhi tra il grigio e l'azzurro, a seconda del tempo, il naso appuntito, e la bocca rossa e sottile.
In quello stesso istante, anche lui si voltò per guardarmi. Fu solo il primo di tanti sguardi. Sguardi che parlavano, senza capire cosa dicevano. O forse cercando di ignorarlo, sapendo già cosa esprimevano.

 

*

 

Come era previsto, io ero una Grifondoro e lui un Serpeverde, ma non era come tutti gli altri. O almeno, probabilmente non era come la sua famiglia.
Era gentile con tutti, non ha mai pronunciato la parola "Mezzosangue".
Ma comunque non avevamo alcun rapporto, se non quello di guardarci ogni volta che eravamo nella Sala Grande per mangiare. Lui spesso smetteva di ridere o di scherzare con i propri amici, per osservarmi. Proprio come facevo io. E spesso mio cugino James, con la sua solita arroganza e insensibilità diceva: - Piantala di guardare quel dannato Purosangue!
Proprio in quei momenti avrei voluto ammazzare mio cugino. Ma fortunatamente ho ripreso la pazienza di mia madre. No, forse non era quella di mia madre; mia madre era tutto fuorché calma. Quante volte mio padre ha raccontato a me, Hugo, James, Albus e Lily di quando se ne andò e ritornò raccontando dettagliatamente la reazione di mia madre. Non volevo essere nei suoi panni per nulla al mondo, mi bastavano le litigate che facevo a casa con lei, o addirittura per Strillettera!
No, non era proprio il tipo.
In un pomeriggio di aprile del mio quinto anno, in preparazione per i G.U.F.O., sommersa come al solito dai miei pensieri, andai a sbattere contro una persona, facendo cadere la mia borsa, con tutti i miei appunti e libri.
- Scusami, scusami tanto! - mugugnai a testa bassa, riprendendo tutti i libri che erano caduti, nascondendo il mio volto, rosso come un peperone, tra i miei capelli.
- Tranquilla, non è successo nulla. - mi tranquillizzò una voce soave e gentile. Non era una voce conosciuta, così, incuriosita, alzai lo sguardo.
E lo rividi, stupita, come se fosse la prima volta. Lui, Scorpius Malfoy, sorrise, forse un po' incuriosito, probabilmente chiedendosi che cosa c'era di strano.
Staccandomi a malincuore dal suo sguardo magnetico, continuai a rimettere in ordine le cose cadute per terra, ricordandomi della lezione di Trasfigurazione; ma Scorpius si aggregò mormorando: - Ti aiuto.
Si chinò anche lui per raccogliere i libri e quando furono divisi in due colonne io e Scorpius ci fissammo, a due centimetri di distanza. Non so quanto tempo passò, se cinque, dieci, quindici secondi, ma mi parvero un'eternità. Non mi beavo abbastanza della figura di Scorpius, come se non riuscissi a farne a meno.
Questa volta fu Scorpius a distogliere lo sguardo e a offrirmi la mano per rialzarmi.
La accettai, ben lieta. Lui domandò: - Dove stavi andando così di corsa?
- A Trasfigurazione. Non voglio che il professore mi rimproveri un'altra volta per i miei ritardi.
-Ti accompagno. - si offrì subito lui, correggendosi subito:- Tanto vado a Difesa contro le Arti Oscure.
Annuii silenziosamente, mentre lui mi stava dietro.
Stemmo zitti per un po', scossa un po' dai brividi dell'eccitazione, ma Scorpius ruppe presto il silenzio:-Ah, a proposito.
Fui costretta a guardarlo negli occhi. Stette zitto per due secondi, poi riprese, offrendomi la mano: - Piacere, Scorpius Malfoy.
Sfoderò un sorriso bellissimo, che mi elettrizzò particolarmente. Non avevo mai avuto tante emozioni, o meglio emozioni simili, per una persona.
Strinsi la mano a Scorpius e mi presentai: - Rose Weasley, ma tutti mi chiamano Rosie.
Scorpius mi guardò, ora impallidito e il sorriso svanito. Forse si era reso conto dell'errore.
Anche il mio di sorriso svanì e, per evitare altre conversazioni sgradevoli sussurrai: - Devo andare. - e scappai via, verso l'aula di Trasfigurazione senza voltarmi. Con troppi rimpianti.

Capitolo 2 di Mrs Weasley

Uscita dalla lezione di Trasfigurazione, proseguii al settimo piano, fino al ritratto della Signora Grassa quando borbottai distrattamente:- Moviola. 
E silenziosamente il ritratto si aprì.
Mi sedetti sul divano, aprendo il libro di Trasfigurazioni, sfogliando di tanto in tanto le pagine del libro, facendo finta di studiare. Già, facendo finta. E' vero leggevo, ma non capivo il senso né riuscivo a recepirlo. La mia testa pensava ad altro: pensava allo sguardo freddo e magnetico di Scorpius Malfoy, il sorriso a trentadue denti di uno stupendo bianco che mi affascinava. E poi il suo modo di camminare, così elegante e lento.
Non so quanto tempo passò prima che James entrò nella sala Comune dei Grifondoro, con il suo solito modo arrogante.
- Oh, Rosie. Com'è che stai qui?- domandò corrucciato. Era arrabbiato, molto arrabbiato, forse anche deluso. Che Hogwarts sapesse già dell'incontro con Scorpius Malfoy?
Il tono di voce di James, comunque, mi irritò molto, ma tentai di mantenere la calma ribattendo:- Cosa c'è, James?
- Nulla, cugina. Mi dà solo fastidio che la gente ti prenda per una puttana, che vai addosso alle persone che non conosci, o meglio, che NON DOVRESTI conoscere- mormorò tra l'irritazione e la cattiveria.
- Piantala, James. Non sono affari che ti riguardano- rimbeccai acida.
- Com'è così agitata? Vi siete già lasciati, nonostante non siete stati neanche a letto?- mi sfidò maliziosamente mio cugino.
- Vai a farti fottere, Jamie- tagliai corto per non andare oltre. Mi stava profondamente irritando, oltre che insultando.
- Ha ragione, James - concordò una voce da dietro, a me molto familiare.
Mi voltai e vidi Albus, in piedi al secondo scalino della scala del dormitorio maschile, appoggiato sulla ringhiera.
- Non ti mettere in mezzo, Al - lo zittì subito James prepotente come al solito.
- No, James, non ti mettere in mezzo tu! - replicò più incazzato che mai:- E' la sua vita e ne può fare quel che vuole e può frequentare chi vuole!
- Al, cosa ne vuoi sapere tu. Ne va del buon nome dei Potter!- urlò James orgoglioso:- Rosie è la rovina della nostra famiglia!
In quel momento Albus estrasse la bacchetta e, in un impeto di rabbia, puntò la bacchetta su James e urlò:- Rictusempra!
James prese in pieno il colpo mentre io ero come pietrificata. James, con il naso sanguinante, rispose all'attacco:- Levicorpus!
Il corpo di Albus lievitò in alto, capovolgendolo a testa in giù sul soffitto. Dopo pochi secondi cadde a terra e si graffio all'altezza della tempia.  Albus ripuntò la bacchetta contro James e formulò:- Exulcero!
A questo punto intervenni urlando dalla parte di James:- Protego!- e puntai la bacchetta verso quella di Al, urlando:- Expelliarmus!
L'incantesimo di Albus contro James, svanì, grazie alla mia protezione e disarmai uno stupefatto Albus.
Le lacrime salirono agli occhi e urlai:- Non avete un minimo di tatto! Siete due mostri!- rifugiandomi, così nella mia stanza.

 

*

 

Fui svegliata di soprassalto dalla professoressa McGranitt, che sussurrò:- Signorina Weasley, lei è stata convocata in presidenza con i signorini Potter.
Mi condusse in presidenza assieme ai miei cugini, che si squadravano in malo modo, ignorando totalmente la mia presenza. Notai nel frattempo che Albus aveva un cerotto sulla tempia. Questo significava che Albus e James erano stati da Madama Chips e dalla sua assistente Ashley Linger.
Il preside era il professor Pittef, uno che si vantava di essere un ex Corvonero.
- Professor Pittef, è permesso?- mormorò la McGranitt, con un'insolita vocina.
- Ah, professoressa McGranitt- sussurrò il professore con la sua voce bassa e stanca:- No, no, non disturba affatto. Cosa vi porta qui?-.
- Professore, i signorini Potter e la signorina Weasley, poco tempo fa, hanno fatto una rissa. E' vero che la signorina Weasley è quella che ha placato i due giovani, mentre duellavano, ma dobbiamo comunque avvisare i genitori!- concluse la professoressa McGranitt, convinta.
Spalancai gli occhi, come fece Albus mentre James rispose annoiato:- Sai che novità.
- Per noi è una novità!- replicammo io e Albus insieme, aizzandoci.
- Ragazzi, ragazzi!- esclamò il preside, tentando di placare gli animi. A quel richiamo tacemmo.
- Dunque, per il signorino James Potter, penso che sia il caso di convocare i genitori, oltre che una grossa e sonora punizione...
- Cosa?!- urlò James incazzato nero, pestando i piedi:- Io mi sono solo difeso dall'attacco di Albus!
- Ma tu hai insultato nostra cugina!- si difese Albus come un avvocato.
- Ora basta!- tuonò il preside per la seconda volta:- In quanto al signorino Albus Potter e la signorina Weasley, i genitori saranno avvisati degli atti compiuti attraverso lettera. E ora tutti a dormire, su!
Ringraziai il cielo di avermi graziato e silenziosamente sgattaiolammo tutti e tre nei propri dormitori.

Capitolo 3 di Mrs Weasley

 

Mi riposavo sulla panchina del lago. Assaporavo quei istanti, da sola. C'era uno splendido sole caldo che illuminava tutto il parco. Ma c'era qualcosa di strano. Sentivo che mi mancava qualcosa, non sentivo alcun battito dal cuore e mi sentivo osservata.
Mi guardai intorno per capire che stava succedendo e, nascosto dietro un albero ecco, che con il suo passo elegante, il suo sorriso smagliante e gli occhi che brillavano, arrivò Scorpius Malfoy.
- Malfoy! - esclamai, balzando in piedi, stordita e imbarazzata.
- Per favore, chiamami Scorpius - chiese cortesemente con la sua voce suadente.
- Fa lo stesso. Che ci fai qui? - domandai un po' agitata ed emozionata. Scesi verso la riva, per guardare in alto, verso il lago. Sopraggiunse Scorpius che mi cinse la vita e mi baciò a fior di labbra il lato del collo.
I brividi per l'eccitazione percorsero ogni parte del corpo. Mi voltai e lo baciai e con ardore, rispose al bacio.
Finito di pomiciare, ci abbracciammo e mi sussurrò all'orecchio: - Accetta il mio amore, ti prego. Ho paura di impazzire. Sono anni che ti desidero, dal primo momento che ti ho vista. Ti prego stammi vicina. Voglio sentire ogni giorno il profumo della tua pelle. Ti prego, amami.
E sentii il cuore che mi restituiva i battiti.
Spalancai gli occhi, colpita da un raggio di luce a seguito di uno strato di polvere. Era sabato. E tutto era un sogno. Un sogno troppo bello per essere vero.
Guardai l'orologio che segnava le dieci passate. Mi alzai e mi stiracchiai. Andai in bagno e mi sciacquai il viso e con il viso ancora bagnato mi guardai allo specchio.
Avevo la forma del viso di mia madre, pallido, i capelli lunghi, castani e mossi, gli occhi azzurri come quello di mio padre, il naso lungo sempre come mio padre e il sorriso dolce di mia madre.
In quel momento qualcuno bussò alla mia porta.
- Avanti! - sussurrai un po' sorpresa. Entrò una Lily sconvolta, gli occhi spalancati, incredula.
- Lily? - chiesi un po' incerta.
- Non hai idea di chi ti sta cercando! - esclamò Lily tra l'eccitazione e la preoccupazione.
- Chi? - domandai sempre più ansiosa.
- Scorpius Malfoy! - mormorò. E svenni.

 

*

 

Schiusi gli occhi piano, vedendo tutto sfocato. Vidi una figura alta su un muro bianco. Non appena fui in grado di distinguere la forma, mi trovai di fronte ad uno Scorpius Malfoy molto preoccupato dentro all'infermieria.
- Tutto bene? - domandò lui, facendo lunghi passi lenti verso il mio letto.
- Non saprei - risposi semplicemente: - Come mai sei così preoccupato?
Lui sorrise divertito: - Beh, se una ragazza sviene quando sono dietro la porta della sua camera.
Spalancai gli occhi incredula: - E come hai fatto ad entrare?
- Tua cugina Lily mi ha fatto entrare nella Sala Comune e mi ha fatto attendere fuori. Volevo parlarti - spiegò con estrema calma.
Cadde un silenzio imbarazzato. Avevo paura di sapere cosa voleva dirmi. Ma Madama Chips, con il suo solito tempismo, arrivo e mi pose una pozione sul comodino.
- Hai avuto solo un collasso, ma preferisco tenerti sotto controllo ancora per una notte. Nel frattempo beviti questa pozione - concluse Madama Chips distrattamente: - Ah, niente emozioni forti, giovine!
Eh già, perché non mi ero resa conto di quanto Scorpius si era avvicinato. Aveva messo la mano sopra la mia, che era distesa lungo il mio fianco e l'accarezzava. Il viso era pericolosamente vicino al mio. Resami conto dell'errore, divenni paonazza e Scorpius si allontanò lentamente, anche a malavoglia.
Si alzò e lentamente dirigendosi verso la porta, mi fece l'occhiolino e promise: - Ci vediamo presto.
E uscì dalla porta, facendomi rimanere allibita e con la curiosità incerta di sapere cosa voleva dirmi.

 

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