Can you guess who's coming to dinner? di MalfoyThebest
“Rose, esci subito dal bagno! Dobbiamo solo andare da Harry a cena, non c’è nessuno, dai ma che ti fai bella a fare?” Gracchiò Ron battendo a tempo di orologio un piede. “Ma quanto sei stressante papà! Sei sempre il solito! E poi chi ti dice che non c’è nessuno?” replicò acida la ragazza, uscendo dal bagno

Cosa succederebbe se....


Categoria: Post-DH Personaggi: Albus Severus Potter, Astoria Greengrass Malfoy, Rose Weasley, Scorpius Malfoy, Sorpresa, [+] Next-Gen, [+] Tutti
Era: Diciannove anni dopo (2017-)
Generi: Commedia, Romantico, Sentimentale
Lunghezza: A Capitoli
Pairing: Altro, Ginny/Harry, Hermione/Ron, Rose/Scorpius
Avvertimenti: AU (Alternate Universe), Informazioni JKR
Sfide: Nessuno
Series: How I think about...
Capitoli: 5 Completa: No Parole: 4726 Read: 21648 Pubblicata: 08/02/08 Aggiornata: 23/05/08
Note alla storia:

 

Gente, non so se è stupido, ma ho letto che london se ne va, quindi vorrei tanto dedicare questa storia a lei, mi mancano già le sue Ff... Se la leggerai, London Beh mi manchi già! Baci a presto  Debby^^

1. Simply You di MalfoyThebest

2. Damn It! di MalfoyThebest

3. Faint di MalfoyThebest

4. Quarrel di MalfoyThebest

5. To dinner di MalfoyThebest

Simply You di MalfoyThebest

Dicembre 2022 

A casa Weasley era quasi ora di cena; in quel piccolo appartamento lo spirito natalizio la faceva da padrone.

“Rose, Hugo, siete pronti?” gridò Ron dal salotto.

“Ronald non urlare, per carità!” disse stizzita Hermione apparendo vicino al marito, che aveva già il cappotto in dosso. 

“Io sono qua, è Rose che ci mette un eternità! E’ un ora che è in bagno!” sbuffò Hugo.

Il ragazzo aveva più o meno quattordici anni, i capelli castani e due occhi azzurri come il cielo d’estate. 

“Rose, esci subito dal bagno! Dobbiamo solo andare da Harry a cena, non c’è nessuno, dai ma che ti fai bella a fare?” Gracchiò Ron battendo a tempo di orologio un piede.

“Ma quanto sei stressante papà! Sei sempre il solito! E poi chi ti dice che non c’è nessuno?” replicò acida la ragazza, uscendo dal bagno.

Rose, che aveva i capelli della madre eternamente ribelli, quella sera li aveva lisciati, lasciandoli cadere delicati, sulle spalle.

La ragazza aveva i capelli rosso fuoco del padre e gli occhi dorati e vivaci, oltre che il caratterino, della madre.

“Certo che non c’è nessuno, Rosie, siamo solo noi di famiglia!”  

“Sì, sì papà, come vuoi tu! Ora però andiamo che se no facciamo tardi!” disse allegramente la rossa mettendo il giubbotto.

Rose era davvero felice, Albus, il secondo figlio di Harry, aveva convinto il padre a far venire a cena il suo ragazzo con tanto di famiglia a carico. Direte che male c’è? Beh il male è che il suo ragazzo è il figlio del uomo che suo padre odiava di più in assoluto. 

******

Circa mezz’ora dopo a Grimmauld Place

“Vado io!” disse James avviandosi alla porta.

“Ciao, Jamie!”  gridò allegra Rose gettando le braccia al collo del cugino più grande che perse quasi l’equilibrio. 

“Ciao, Rose, Hugo, Zio, Zia! Dai, entrate.” disse facendo spazio per farli passare. 

“I tuoi James?” Chiese Hermione sorridendo al nipote. 

“In cucina, andate, noi stiamo qua…” replicò il moretto sedendosi sul divano e facendo segno ai cugini di seguirlo. 

Così Ron e Hermione si diressero in cucina lasciando soli i giovani.

“Rose!” gridò Albus sulla porta del salotto.

“Al! Non è ancora arrivato?” Chiese lei nervosa.

“No, ma lui come al solito si deve fare attendere, il principino!” Replicò sarcastico. 

“Sì, parla quello che insieme a il caro principino tra un po’ butta giù tutta la sala comune di Serpeverde!” disse strafottente la sorella minore di James e Albus, Lily.

“Ciao, Lil, come stai?” Chiese Hugo sedendosi sul divano vicino al camino. 

“Bene, visto che io non tento il suicidio, prima di Natale!” rispose spensierata la rossa. Lily era tutta sua madre, gli stessi occhi scuri, i capelli lisci e ordinati, e una marea di lentiggini. 

“Tanto prima o poi lo avrebbero scoperto… E comunque i vostri hanno fatto storie per invitarli?” chiese Rose sedendosi vicino al fratello, incominciando a tormentarsi le mani.

“Un po’ ma li ho praticamente costretti… Speriamo che i genitori del tuo ragazzo non li facciano uscire dai gangheri…” disse pensieroso Albus.  

“Però! Rose, come sei bella questa sera” disse sorridendole James. Jamie era la fotocopia del padre di Harry, a detta della McGranitt, spavaldo, pieno di sé, ma imbranato con due occhini marroni e i capelli neri spettinati.

Tutti si voltarono a guardare Rose. Era vero quella sera era davvero stupenda, aveva un vestito nero che le fasciava la vita e le metteva in risalto la figura non più da bambina ma ormai da donna, le scendeva leggero fin sopra al ginocchio.

Semplicemente bella, come non lo era mai stata, delicata e pungente, proprio come una rosa. 

Rose sorrise arrossendo pudicamente.  

Il campanello di casa Potter suonò impertinente. 

“Oddio! E’ arrivato! Oddio! Sono morta!” iniziò a lagnarsi Rose balzando giù dal divano con occhi sgranati.  

“Andiamo noi!” gridò Lily precipitandosi, insieme alla cugina, alla porta di casa.  

“Zio, zia, venite in salotto e sedetevi, né avrete bisogno…” disse James entrando come una furia nella cucina, per trascinare  gli zii e i genitori in salotto.

Intanto, all’ingresso. 

“Rosie, tranquilla, ora fai un bel respiro e apri quella porta, andrà tutto bene! Saluta il tuo ghiacciolo e vedrai che il resto verrà da sé!” disse Lily facendo l’occhiolino a Rose tornando in salotto. 

Rose fece un gran respiro, chiuse gli occhi e aprì la porta d’ingresso. 

“Ciao, Rose!” la salutò un ragazzo di all’incirca la sua età. 

“Ciao, Scorpius!” rispose sorridendo timidamente.

Era assolutamente stupendo, i capelli biondissimi gli scendevano disordinati sugli occhi freddi come il ghiaccio, eppure per Rose erano gli occhi più dolci del mondo; il ragazzo sulle labbra aveva un sorriso sincero, di quelli speciali che regalava solo a lei. 

“Buona sera!" Disse un uomo, tanto somigliante a Scorpius, sicuramente il padre del giovane. 

“B-Buona sera, signore, io sono Rose, Rose Weasley. Piacere” rispose la piccola titubante, tendendo la mano al padre del suo ragazzo.

L’uomo la guardò dall’alto in basso, con fare altezzoso e freddo.

Rose notò che aveva gli stessi occhi e le espressioni di Scorpius.

Il padre del ragazzo la fissò come se la volesse studiare e poi, sulle sue labbra si aprì un sorriso, non di scherno come era solito fare, ma un sorriso dolce e sincero, quasi paterno. 

“Il piacere è tutto mio, piccola. Io sono Draco, Draco Malfoy e lei è mia moglie, Astoria.” disse Malfoy senior prendendo la moglie per la vita che sorrideva timidamente alla ragazza.  

Anche Scorpius sorrideva felice facendo saettare lo sguardo dalla sua ragazza ai suoi genitori. 

Rose sorrideva felice guardando gli ospiti.

La madre di Scorpius era bellissima e sembrava anche molto fragile, con i capelli neri come la pece e la pelle perlacea tanto in contrasto con i suoi grandi occhi azzurrissimi, a Rose sembrava poco più grande di loro, con il suo viso dai lineamenti dolci come quelli di una quindicenne.

“Ehm, prego, entrate, andiamo in salotto va bene?”  

“Sì, certo che va bene!” le rispose Scorpius sempre sorridendole mentre la prendeva per mano.

Pure lui, anche se non l’avrebbe mai ammesso, era agitato e Rose lo sapeva, lo conosceva e lo amava per quello che era: un bambino troppo cresciuto, assolutamente viziato e tanto, tanto coccolone quanto orgoglioso.     

 

Note finali:

Come vi sembra come primo capitolo? Secondo voi Ron come la prenderà? Baci a presto Debby^^

Damn It! di MalfoyThebest

Malfoy’s Manor era totalmente innevato, sembrava un castello delle fiabe… Silenzioso e magico; Magico senza dubbio, ma non poi così silenzioso… 

“Mamma! Ti prego, aiutami! Aiuto! Sono nei guai! Ti prego, corri!” gridò un ragazzo biondissimo, dalla sua stanza. 

La madre del ragazzo corse preoccupata verso la camera del figlio, con in mente le più atroci disgrazie. 

“Scorpius, tesoro  che è successo?” urlò la donna entrando nella camera del figlio, trovandolo in mutande, totalmente bagnato. 

“Mamma! Potevi bussare! Porca miseria, non mi va che mi vedi così!” replicò stizzito il biondino coprendosi con l’asciugamano. 

“Io?! No scusa, tu sei un idiota! Ma dai, gridi come un pazzo, aiuto, aiuto io corro a vedere il perché e poi vedo che non è nulla! Stupido! Non i provare mai più!” Replicò acida, sospirando, felice per lo scampato pericolo. 

“Che succede?” urlò a sua volta il padre del ragazzo entrando anche lui come una furia dentro la stanza di Scorpius. 

“Papà! Miseriaccia ho chiamato mamma!” urlò sbattendo i piedi come un bambino piccolo il giovane. 

“Ma cosa diavolo avevi da urlare come una femminuccia?” domando stizzito Draco, anche lui felice però che non fosse niente di grave. 

“Non so cosa mettere! Ho paura di non piacere alla sua famiglia, oltre che a quella del mio migliore amico, e compagno di dormitorio e avventura!” piagnucolò buttandosi sul letto, tanto ormai mammina e papino avevano visto tutto. 

“Ma per questo gridi come un aquila che sei nei guai? Ma sei scemo o cosa?” chiese il padre del giovane trattenendo a stento le risate. 

“Guarda che è un bel problema!”  

“No, che non lo è… Dai, ti aiuto a cercare qualcosa da mettere.” Disse la donna aprendo l’armadio del figlio e rovistandoci dentro. 

“Scorpius, tranquillo, se a lei vai bene, la sua famiglia deve attaccarsi, e poi non puoi fare una brutta figura, sei un Malfoy!” disse fiero Draco andando a spettinare il figlio, che era ancora completamente fradicio. 

“Scorpius, metti questo e asciugati, ti aspettiamo di sotto.” Disse la madre accarezzando delicatamente il viso del suo bambino, trascinando fuori il padre. 

Dieci minuti dopo… 

“Ehm, sono pronto, andiamo?” Chiese Scorpius, avvicinandosi ai genitori che erano seduti sul divano, a farsi le coccole. 

“Eh? C-Cosa? Sì, sì, andiamo.” rispose la madre mentre si allontanava dal marito, viola come una melanzana. 

“Certo che non riuscite proprio a stare lontani eh?” Domandò sarcastico il biondo. 

“Fatti gli affari tuoi mostriciattolo!” replicò il padre sistemandosi come meglio poteva. 

“Eheh troppo facile caro il mio paparino!” disse strafottente Scorpius. 

Astoria non riusciva a guardare il figlio in viso… Neanche fossero stati due liceali, si erano fatti beccare dal figlio, che stupidi… La donna stava per scoppiare a ridere. 

“Io ti distruggo moccioso!” urlò Draco iniziando a correre dietro al figlio. 

“E dai pà! Su, fai come mamma ridici su!”  

“Adesso basta. Andiamo o faremo tardi!” disse risoluta Astoria. 

“Ok!” 

“Dai muoviti, papà!”  

“Zitto e cammina sgorbio.” replicò Draco dandogli un buffetto sulla testa platinata. 

Scorpius rise felice, amava i suoi genitori, erano perfetti, simpatici e pazzi, meglio di così non potevano essere…  

“Tesoro, stai benissimo così.” disse la donna mentre uscivano dal grande maniero. 

“G-Grazie mamma.”  

“Di niente.” 

Draco fisso il figlio, era cresciuto tanto in fretta, sembrava ieri che lo avevano portato a casa dall’ospedale. Sua moglie aveva ragione stava benissimo, aveva dei jeans e una camicia bianca, aveva lasciato aperti i primi bottoni, lasciando intravedere la pelle perlacea. 

L’uomo sghignazzò. Possibile che sia così vanitoso?! Pensò 

“Dai, muovetevi!” disse il biondino correndo. 

“E’ nervosissimo, notato Dray?” chiese Astoria a voce bassa nell’orecchio del marito. 

Draco rise apertamente, una risata spensierata e felice. 

“Oh, sì che l’ho notato… Ma è troppo orgoglioso per darcela vinta…” 

Anche Astoria rise abbracciando il marito. 

Mezzora dopo… 

“Allora, vi prego non fate arrabbiare i genitori di Rose, per piacere, papà lo sai che i suoi non ti possono vedere vero?” Disse Scorpius incominciando a torturarsi l’orecchino. 

“Lo sospettavo… Scorpius, tranquillo, se loro non rompono io me ne sto buono, e smettila di torturanti l’orecchino.” Disse il padre ghignando malevolo. 

“No, papà tu stai buono comunque!” 

“Io sono adulto e so come comportarmi!” 

“Sì, ti comporti da bambino!” 

“Non ti permettere, sottospecie di vermicolo.”  

“Ora basta, sembrate due bambini di cinque anni, fatela finita, Scorpius, tu non offendere tuo padre, e tu Draco comportati civilmente e non da rincoglionito!” disse stizzita la donna. 

“Ok, mamma.” 

“Come vuoi tu tesoro!” 

“Smettila, non attacca Draco! Ti comporterai bene per tuo figlio e se non lo farai giuro che ti mando in bianco da qui alla fine dei tuoi giorni!” 

Draco deglutì mai contraddire Astoria, poteva sembrare delicata e fragile, ma non lo era per niente… E lo sapeva bene, purtroppo…

 

“Io, suono…”

Dopo qualche minuto sulla porta apparve una ragazzina sui quindici anni dai capelli rosso fuoco e gli occhi ambrati. 

“Ciao, Rose!!” la salutò. 

“Ciao, Scorpius!” rispose sorridendo timidamente. 

“Buona sera! Disse un uomo, tanto somigliante a Scorpius, sicuramente il padre del giovane. 

“B-Buona sera, signore, io sono Rose, Rose Weasley. Piacere.” rispose la piccola titubante, tendendo la mano a Draco. Draco la guardò dall’alto in basso, con fare altezzoso e freddo. La stava studiando.

 Non male la piccola… Ma guarda quanto assomiglia alla Mezzosangue… Eh piccolo mio questa ti terrà per le palle per il resto della tua vita… pensò prima di sorriderle.  

“Il piacere è tutto mio, piccola, io sono Draco, Draco Malfoy e lei è mia moglie Astoria.” disse Malfoy senior prendendo la moglie per la vita. 

Ma guarda che bella che è la fidanzatina di Scorpius, che faccino dolce, oddio che voglia di abbracciarla, che carina è arrossita… Pensò Astoria sorridendo timidamente. 

Anche Scorpius sorrideva felice facendo saettare lo sguardo dalla sua ragazza ai suoi genitori. 

Ok, e questa è fatta, vi prego non mi fate vergognare di essere vostro figlio… pensò.  

Anche Rose sorrideva felice guardando gli ospiti. 

Dio che bella quando sorride e arrossisce, me la mangerei di baci… Scorpius, un po’ di contegno, sei sempre un Malfoy… però ho voglia delle sue coccole, no, Scorpius, riprenditi! pensò sempre sorridendole.  

“Ehm, prego, entrate, andiamo in salotto va bene?”  

“Sì, certo che va bene!” le rispose Scorpius sempre sorridendole. 

Ok, sono partito per la tangenziale, e ora chi mi ripesca più? Andata senza ritorno per il diabete da coccole! Pensò mentre si impossessava della mano della fidanzata. 

Draco sorrise seguendo il figlio, era davvero sdolcinato, ma cosa ci poteva fare, povero piccolo? Aveva preso tutto da lui… 

Ah, le donne la rovina dei Malfoy… pensò baciando sulla fronte la moglie che aveva le lacrime agli occhi, nel vedere il figlio con la sua ragazza.  

Scorpius era nervosissimo, e sapeva che anche la sua Rosie lo era, aveva le mani sudatissime, e lo sguardo della ragazza saettava da destra a sinistra, fino a postarsi su una porta socchiusa. 

“Venite.” Disse con voce ferma la rossa. 

Uno, due tre… Ora mi ammazzano… pensò la ragazzina.  

“Mamma, papà, zio, zia, gli ospiti…” Disse Rose entrando nel salotto. 

“Lui è Scorpius Malfoy, il mio fidanzato…” annunciò Rose guardando il padre che svenne all’ istante.

Perfetto si incomincia bene pensò Scorpius.

 

Note finali:

OK, piccolo capitolo un pò scemotto!^^ Come del resto saranno anche gli altri, almeno fino a un certyo punto...^^ Muahahaha Baci a presto debby^^

Faint di MalfoyThebest

Ron e Hermione si diressero in cucina; erano appena arrivati e non vedevano l’ora di poter riabbracciare Ginny e Harry, gli erano mancati tanto in quei mesi in cui, tutti troppo presi dai rispettivi lavori, non si erano potuti vedere.

Appena entrarono nella grande cucina trovarono Ginny intenta a cucinare, ed Harry, da bravo maritino, ad apparecchiare l’imponente tavolo.

“Ron, Hermione! Ciao, come va?” chiese Harry, mentre finiva di mettere i piatti in tavola.

“Bene e voi?” rispose Hermione raggiante abbracciando prima la cognata e poi Harry.

“Bene…” replicò evasivo Harry, sorridendo malignamente.

Bene… Ehehe, direi divinamente, visto che non sono io che molto probabilmente avrò Malfoy come suocero! Pensò il moretto evitando di incrociare gli sguardi di Ron e Hermione.

“Ma Harry, non sai più contare? Hai messo tre piatti in più!” Esclamò  Hermione con strafottenza.

“Ecco, Hermione, stiamo aspettando degli amici…” replicò evasiva quanto Harry, Ginny.

“Chi viene? Luna, Neville?” chiese innocentemente Ron.

“Ecco, no, non loro… Altri tipi di amici…” rispose Harry sentendosi morire; non era mai stato bravo a mentire, Ron e Hermione lo scoprivano sempre, per questo per questo odiava avere dei segreti con loro. 

“Non c’e la state raccontando giusta, voi due!” Disse sospettosa Hermione.

“Ma no, cosa vai a pensare!” rispose poco convinta la rossa, ridendo nervosamente.

Questi ci tirano il collo… Oddio ci Cruceranno a vita… pensò Harry deglutendo a fatica.

Hermione aveva notato il nervosismo di Harry e stava per controbattere, quando suonò il campanello.

“Andiamo noi!” gridò Lily dal salotto.

Pochi secondi e James si precipitò nella cucina, tutto trafelato.

“Zio, zia, venite in salotto e sedetevi, ne avrete bisogno…” disse James trascinando gli zii per un braccio, facendosi seguire anche dai genitori, che tirarono un sospiro di sollievo. Harry e Ginny non avevano mai amato il loro Jamie come in quel momento.  

Quando entrarono nel salotto trovarono Hugo e Lily a confabulare tra di loro, mentre Albus era appoggiato con la schiena al muro, con le braccia incrociate al petto, e fissava il fuoco scoppiettante, con un ghigno sulle labbra che non prometteva niente di buono.

Ron guardò il nipote con aria indagatrice.

“Al, frequenti troppo i Serpeverde per i miei gusti! Adesso hai pure il ghigno di Malfoy, lo sai bene come la penso!” esclamò contrariato Ron nel vedere il sorrisino made in Malfoy stampato sulle labbra dell’adorato nipotino.

“Ahah Zio Ron, lo ripeti in continuazione, sembra che tu abbia un disco rotto al posto della voce!” replicò perfidamente il minore dei Potter.

“Albus Severus Potter! Non mancare di rispetto a tuo zio!” sbraitò Ginny agitando le braccia come una scema, facendo ridere i quattro adolescenti.

“Non c’è niente da ridere!” replicò severo Harry, facendo tornare i giovani più o meno seri.

I quattro adulti si sedettero su uno dei due grandi divani davanti al camino, Ron e Hermione parlottavano tra di loro, tranquillamente ignari, mentre Harry e Ginny si guardavano preoccupati in giro, come a cercare una via di fuga.

Pochi attimi dopo Rose entrò nel salotto mano nella mano di un ragazzo dai capelli biondissimi scompigliati sugli occhi.

Ron e Hermione si scambiarono uno sguardo incerto, quegli occhi… I due sbiancarono all’istante. Non poteva essere, no…

“Mamma, papà, zio, zia, gli ospiti…” Disse Rose spezzando il silenzio imbarazzante che era caduto nel salotto.

Albus dalla sua postazione tratteneva a stento le risate salutando con un cenno della testa il biondino, mentre Lily, Hugo e James sorridevano ai due ragazzi appena entrati con fare rassicurante.

“Lui è Scorpius Malfoy, il mio fidanzato…” annunciò Rose guardando il padre con occhi quasi supplicanti.

Ti prego non fare scenate, ti prego ti prego… pensava, stringendo ancora di più la mano di Scorpius.

Ron guardò Hermione con gli occhi di fuori dalle orbite, respirando a fatica, la strega da canto suo provava a essere calma, ma anche lei era bianchissima e il suo petto andava su e giù pericolosamente piano; la donna fulminò Harry e Ginny con lo sguardo, come a dire: "io vi uccido".

Molto lentamente Ron si girò a squadrare per l’ennesima volta i due giovani che ora si stavano quasi abbracciando… Si sentì mancare quando sentì quella voce melliflua tanto odiata.

“'Sera, Weasley” disse Draco ghignando perfidamente davanti al viso bianco del suo nemico.

Bum…

Ron non aveva retto, era svenuto… Evidentemente non l’aveva presa bene.

Hermione si precipitò dal marito, facendolo alzare e continuando a sventolargli una mano davanti al viso.

Albus, James, Lily e Hugo si stavano sganasciando dalle risate, mentre Rose si era nascosta dietro al biondino che fissava la scena con una faccia da ebete.

Draco e Astoria si trattenevano a stento le risate, ma provavano almeno per mostrare un po’ di rispetto. Ginny e Harry stavano fulminando i figli e il nipote.

“Rose, io ti distruggo! Ma sei scema? Ti avevo detto di non parlarci e invece me lo porti a casa? Ma io ti sigillo nella tua stanza! Ma come, cosa? I-Io non capisco!” Urlò Ron iniziando a fare avanti e indietro per il salotto senza degnare di uno sguardo la figlia.

Rose, nascosta dietro Scorpius ,aveva le lacrime agli occhi…

Quarrel di MalfoyThebest

Rose respirava a fatica cercando di trattenere le lacrime che minacciavano di scendere dai suoi occhi.

Scorpius fissava la scena allibito, mentre Ron urlava come un aquila per tutta la stanza.

“Ma come ti sei permessa! Ma io mi domando e mi dico! E voi due, brutti traditori, mi avete pugnalato alle spalle e io che pensavo che mi volevate bene! Oh povero me tradito dalla mia famiglia!”

“Ronald Bilius Weasley, non fare il tragico!” sbraitò stizzita Hermione.

“Ron, ti prego, calmati!” replicò con voce flebile Ginny.

“Calmarmi? No dico Malfoy! Per l’esattezza suo figlio! Ma siamo impazziti?”

“Ron finiscila, non è la fine del mondo!” Disse risoluto Harry avvicinandosi al rosso.

“E dai, zio hanno ragione, Scorpius è simpatico!” affermò Albus.

“Zitti voi! Che è anche colpa vostra! Dovevate tenere d’occhio la mia bambina e invece l’avete buttata tra le braccia di quella sottospecie di furetto!”

“Ora, Ron, finiscila!” urlò Hermione alzandosi dal divano avvicinandosi pericolosamente al rosso.

“Ha ragione, Weasley, per una volta dai retta a tua moglie, la guerra è finita e mio figlio è un ragazzo con i piedi ben piantati in terra!” disse con la sua voce melliflua Draco.

“Zitto, Malfoy, nessuno ti ha interpellato!” gracchio Hermione in preda a una crisi di nervi.

“Senti un po’, sottospecie di cespuglio umano, non ti azzardare più a trattare così mio marito, capito?” replicò Astoria con voce ferma.

“Ehi, moretta, non trattare così mia cognata!” replicò acida Ginny.

“Tu rossa, abbassa la cresta!” rispose sprezzante Draco.

“Malfoy, porta rispetto a mia moglie, ti ricordo che sei in casa mia!” abbaiò Harry.

Un silenzio imbarazzante calò nel salotto. James, Albus, Lily e Hugo guardavano la scena a metà tra il divertito e il preoccupato. Un singhiozzo ruppe il silenzio, ferendo Ron molto più che un offesa.

Scorpius si girò. Guardò Rose che era scoppiata in lacrime.

“Rosie… Non piangere, calmati…” le disse quasi in un sussurro abbracciandola dolcemente.

Rose alzò il viso e incontrò gli occhi del ragazzo, che la studiavano dolcemente; la ragazzina sorrise e gli gettò le braccia al collo.

“Bambini, tutti quanti!” esclamò in un sospiro appoggiando il viso alla spalla di Scorpius.

Il ragazzo fulminò i genitori.

“Mi avevate promesso di non comportarvi da emeriti idioti!” esclamò con voce falsamente calma, fulminando i genitori che abbassarono lo sguardo.

Astoria si avvicinò e accarezzò la testa del suo bambino.

“Perdonaci, ci siamo fatti un po’ prendere…!” disse la donna sorridendogli dolcemente.

“Non è a me che dovete chiedere scusa!” disse il ragazzo sciogliendo l’abbraccio, andando ad abbracciare la madre.

Rose si allontanò dal biondo e fissò con uno sguardo omicida il genitori e gli zii.

“Ma cosa vi costava comportarvi bene!”

“Rose, ma lui… Tu… Non siete compatibili!” disse Ron disperatamente.

La rossa guardò la madre e gli zii.

“Scusa, Rosie, da parte di tutti noi…” disse con voce dolce Hermione.

Rose la guardò, notò che anche la madre aveva le lacrime agli occhi, si sorrisero e si abbracciarono.

Harry e Ginny a loro volta sorridevano, mentre Ron aveva ancora il muso lungo.

“Papà… Ti prego…”

“Non lo so! Ho fame! Andiamo a cena?” replicò stizzito rivolgendosi a Harry e Ginny.

“Ehm, si…” rispose Ginny.

Astoria fissò il marito; Draco sbuffò.

“Scusate…” disse poco convinto il biondo.

“Sì, scusate… Io, sono Astoria, la madre di Scorpius.” Disse la donna porgendo la mano a Hermione, la quale da prima la guardò sospettosamente, poi prese la sua mano.

“Io sono Hermione, la madre di Rose, lui è mio marito Ron, e lui è Hugo, l’altro mio figlio.” Rispose la riccia indicando Ron e il figlio.

“Io sono Ginny, lui è Harry, mio marito, e quelle tre pesti sono i miei figli, James, Lily e Albus.” Disse la rossa porgendo la sua mano alla donna.

“Piacere, non c’è bisogno che vi presenti mio marito, da come vi guardate penso che già vi conosciate.”

“Sì, ci conosciamo.” Rispose Harry.

“Ehm vogliamo andare a tavola?” chiese Ginny sorridendo alla donna.

“Con piacere.”

In pochi secondi il salotto si svuotò e in rigoroso silenzio si diressero tutti in cucina dove era stata già servita un’abbondante cena.

Rose guardò sottecchi il padre e guardò il fidanzato.

“Perdonalo…” gli sussurrò in un orecchio.

“Non fa niente, Rose, speriamo solo che a tavola si comportino più civilmente…” rispose sorridendole incoraggiante il biondo.

Ma purtroppo i guai non vengono mai da soli…

Note finali:
Ok, scusate tanto... ci ho messo una vita per mettere questo cap ma purtroppo ho un pò di problem con le cose divertenti... Non sto passando un bel periodo e per questo le cose comiche mi riescono ancora più difficili... Potete perdonarmi?? Kiss a presto Debby
To dinner di MalfoyThebest

Ginny servi in fretta il primo piatto e si sedette accanto al marito, guardandosi intorno, Draco e Ron non si guardavano neanche, Hermione stava massacrando un povero tovagliolo, Harry guardava a destra e a sinistra senza posare mai lo sguardo sul cognato, mentre Hugo e Lily si lanciavano occhiatine furbe insieme a James: Albus, Scorpius e Rose si erano seduti vicini, Rose come la madre stava stropicciando il proprio tovagliolo, mentre Albus stava per scoppiare a ridere e Scorpius guardava tralice i genitori; Astoria a differenza di tutti era calma e rilassata.

Ginny decise di smorzare la tensione cominciando a parlare.

“Allora, Astoria, tu venivi a Hogwarts?” chiese la rossa mentre serviva il primo.

“Sì, sono cinque anni più piccola di Draco.” Rispose sorridente la donna.

“In che Casa eri?” Chiese Hermione.

“Corvonero… Tutti mi dicevano sempre che sarei stata molto meglio a Serpeverde, ma pur di togliermi di mezzo mia sorella ho preferito Corvonero.” Rispose allegra.

“Chi era tua sorella?” Domandò interessata Hermione.

“Daphne Greengrass.”

“Ah, già… Daphne…” disse soprappensiero la riccia.

“Già, Daphne, era davvero terribile” replicò la donna sorridendo.

“Non era poi così terribile… Era un po’ agitata” affermò Draco, Astoria lo fissò in tralice, il marito insisteva a non voler parlare con il padre di Rose.

“Infatti, almeno lei non si comporta da bambina!”

“Stai alludendo a qualcosa?” sibilò l’uomo

“No.”

“Ehm, come vi siete conosciuti?” chiese Ginny, infondo era davvero strano che Malfoy non avesse sposato un Serpeverde.

“A scuola, ma non tra i banchi… Lui era venuto a fare da professore di Pozioni ed io face l’ultimo anno.” Rispose la ragazza continuando a guardare male il marito.

“Già, mi ricordo, noi venivamo periodicamente a controllare la sua bacchetta!” affermò Harry.

“Ma guarda, Potter sa usare il cervello!” replicò stizzito Malfoy.

“Sta zitto Malfoy!” disse Ron guardando l’ ExSerpeverde con il suo migliore sguardo omicida.

“Sta zitto tu, Lenticchia.”

“Draco! Finiscila!” urlò Astoria nell’orecchio del marito.

“Ria, ma sei scema? Mi vuoi fare diventare sordo?”

“Draco Lucius Malfoy, ora ti zitti e mangi mi sono spiegata, sai benissimo cosa potrei fare!” disse ora più calma la moretta che ghignava malignamente.

Dopo la lavata di testa che Astoria propinò a Draco il silenzio si fece di nuovo spazio nella cucina, fino a che Albus non iniziò a parlare con Scorpius.

“Scorpius, quando abbiamo gli allenamenti?” domandò quasi fulminato il moretto.

“Ehm, ancora non ho deciso niente.” rispose il biondo.

“Rose, tu sei il nuovo capitano di Corvonero?” domandò James, sapendo già la risposta, ma voleva assolutamente evitare che cadesse di nuovo il silenzio… James Sirius Potter odiava il silenzio.

“Sì, Jamie.”

“Ahah, quest’anno vi batteremo a tutti!” disse Lily.

“Certo, contaci!” replicò Scorpius facendole la linguaccia.

“Tassorosso alla ribalta!” disse Hugo prendendo la mano della cugina e alzandola verso il soffitto in sego di vittoria.

“Come no!” disse James.

“Ha ragione Jamie, infatti a vincere saremo noi Serpeverde!” replicò Al dando una pacca sulla schiena a Scorpius che iniziò a tossire come un matto.

“Potter, provati di nuovo e io ti macino!” disse appena ebbe un po’ di fiato.

“Se se tu parli ma tanto non mi faresti nulla!”

“Dici?” replicò il biondo con uno sguardo che non prometteva nulla di buono.

Rose, Lily, Hugo e James iniziarono a ridere contagiando anche gli adulti… Tutti tranne Ron.

“Avete visto con che sguardo ha guardato Al! L’ho sempre detto io, è come suo padre!” sbraitò il rosso abbassando poi lo sguardo e le voce, aggiungendo:

“Lurido figlio di un Mangiamorte.”

Draco si alzò dalla sedia e sbatté le mani sul tavolo facendo rovinare per terra il bicchiere che Harry stava riempiendo.

I sei adolescenti si fecero piccoli piccoli nelle loro sedie, non presagivano niente di buono, Harry guardava stralunato Malfoy e Ron che a sua volta si era alzato e aveva sbattuto le mani sul tavolo, facendo sussultare le tre donne.

“Come hai detto Weasley?” domandò sibilando Draco.

“Papà… Lascia…”

“Stai zitto Scorpius, e Astoria non ti azzardare a mettere bocca!” disse freddo, come non era orami da anni, l’uomo.

“Lurido figlio di un Mangiamorte.”

“Stupido traditore di sangue, come ti permetti?”

“Meglio traditore che assassino!”

“Non sono un assassino!”

“Schifoso Mangiamorte!”  

Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso. Draco tirò un pugno in pieno viso a Ron che cadde a terra, ma si rialzò all’istante, avventandosi sul biondo tirandogli un pugno nello stomaco.

“Papà sei uno stupido! Scorpius stava solo giocando con Al, fanno sempre così! Non capisci niente! Ti odio!” urlò Rose sbattendo la porta della cucina seguita qualche secondo dopo da quella del ingresso, segno che la rossa era uscita dalla casa.

“Siete due bambini! Papà ti avevo chiesto un favore! Rosie ha ragione, non si può fare altro che odiarvi!” per la prima volta in cinque anni che lo conosceva Albus sentì Scorpius gridare e  offendere delle persone per fargli veramente male, di solito il ragazzo era calmo ed equilibrato, era molto difficile vederlo perdere le staffe, detto quello il biondo usci dalla cucina e seguì fuori dalla casa la ragazza.

Ancora una volta quella sera in casa Potter era caduto un silenzio imbarazzante. Le donne guardavano allibite Ron e Draco che si erano immobilizzati al sentire le dure parole pronunciate dai figli. Harry li stava fulminando con lo sguardo, mentre Lily, James, Hugo e Albus si guardavano come storditi.

Nel giardino, intanto.

Rose era seduta sul primo gradini delle scale di marmo davanti a Grimmulde Place, aveva freddo, perché non si era messa il cappotto, ma non aveva intenzione di rientrare in quel covo di matti.

Neanche cinque minuti dopo e sentì la porta aprirsi e richiudersi velocemente.

“Mettiti il cappotto, o prenderai freddo.” Disse con voce dolce Scorpius.

Rose prese il suo cappotto e se lo mise.

“Posso sedermi?”

La rossa vece segno di assenso con la testa. Scorpius le si sedette accanto passandole un braccio sulla spalle abbracciandola dolcemente; la ragazzina a sentirlo così vicino si sentì protetta e iniziò a piangere.

Questa storia è stata archiviata alle http://www.acciofanfiction.com/viewstory.php?sid=2523