Una positiva influenza di Severia
Vi siete mai chiesti come mai Bill sia diventato Spezzaincantesimi? Ecco la mia personale interpretazione.
Categoria: Post-DH Personaggi: Bill Weasley, Fleur Delacour, Nuovo personaggio
Era: Harry Post-Hogwarts (1998-)
Generi: Avventura, Introspettivo
Lunghezza: Oneshot (1000-?)
Pairing: Bill/Fleur
Avvertimenti: Nessuno
Sfide: Nessuno
Series: Nessuno
Capitoli: 1 Completa:Parole: 3792 Read: 2457 Pubblicata: 19/04/11 Aggiornata: 23/04/11
Note alla storia:
Questa storia si è classificata al terzo posto nel contest Hey, teacher leave them kids alone! che prevedeva di scrivere una storia su uno degli insegnanti di Difesa contro le Arti Oscure tra il 1957 fino all’arrivo di Harry ad Hogwarts, rimasto vittima della maledizione di Voldemort. Nella storia doveva comparire almeno una lezione del professore e la sua fine.
Capitolo 1 di Severia
Quel sabato mattina, Bill Weasley sedeva al tavolo della cucina, mentre il sole filtrava dalla finestra illuminando la stanza. La mano destra portava distrattamente alla bocca un toast con tonno e pomodoro, intanto la mano sinistra sfogliava lentamente le pagine della Gazzetta del Profeta. Da quando la guerra era finita, leggere il giornale era tornato ad essere un piacere, perché non si correva più il rischio di trovarsi di fronte a notizie di morti o sparizioni. Un articolo a pagina otto attirò l’attenzione del ragazzo, il quale cominciò a leggere avidamente, con un’espressione compiaciuta sul volto.

“Bounjour, mon amour. Notizie interessanti?”

Fleur entrò in cucina, facendo ondeggiare la chioma argentea e si sedette di fronte al marito.

“Buongiorno a te. Sì, il vecchio Zawash è tornato in pista!”

“Zawash?”

La ragazza chinò la testa di lato, aspettando una spiegazione.

“Andrew Zawash, non lo hai mai sentito nominare?”

Fleur scosse la testa con convinzione.

“È un famoso Egittologo e Spezzaincantesimi. Ha insegnato ad Hogwarts quando io ero al quinto anno.”

Bill passò il giornale alla moglie: Fleur si trovò a guardare la foto di un uomo corpulento con una folta barba grigia che gli incorniciava il volto abbronzato; dall’orecchio gli pendeva uno strano orecchino zannuto che assomigliava tanto a quello che portava il marito. Il titolo del’articolo recitava: Scoperta a Saqqara la collocazione di una nuova tomba egizia: dopo anni di ricerca, il noto Egittologo Andrew Zawash ritiene di aver individuato il luogo esatto della sepoltura di un faraone della IV dinastia.

“Lo conosci bene?” chiese la ragazza, incuriosita dall’uomo che sorrideva soddisfatto dalla pagina del giornale.

“Beh, è stato mio insegnante e ha decisamente influenzato la mia scelta di diventare Spezzaincantesimi. Anche quando ero in Egitto per conto della Gringott, ho avuto modo di lavorare con lui in un paio di occasioni.”

“Oh, è per questo Zawash che sei andato a lavorare in Egitto?”

“Già: quando insegnava a scuola aveva un potere magnetico e non riuscivi a staccare gli occhi da lui.”

“Anche l’orecchino è merito suo?” chiese Fleur, indicando la piccola zanna che pendeva dall’orecchio di suo marito.

“Questo è il simbolo degli Spezzaincantesimi: si può indossare quando si è perlustrata almeno una tomba. Naturalmente, io non vedevo l’ora di avere il mio! Per i capelli, invece, mi sono davvero ispirato a Zawash.” rispose Bill, esibendo un largo sorriso.

“Parlami di lui.” chiese Fleur, ormai stuzzicata da questo personaggio bizzarro che tanto aveva influito sul marito.


*


Dodici anni prima.

Appena sceso dal treno, Bill si era affrettato a salire su una delle carrozze senza cavalli insieme ad alcuni compagni, per evitare la leggera pioggerellina che da qualche ora aveva preso a cadere. La carrozza avanzava faticosamente lungo il sentiero umido, sobbalzando e saltellando; Bill guardava attraverso il finestrino l’imponente castello di Hogwarts immerso nell’oscurità della sera: tra qualche minuto, sarebbe iniziato ufficialmente il suo quinto anno. Durante l’estate, sua madre si era raccomandata più volte perché si impegnasse a fondo negli studi, in modo da ottenere buoni risultati ai G.U.F.O.:

“I risultati che otterrai quest’anno condizioneranno tutto il tuo futuro!” gli aveva ripetuto quasi tutti i giorni. Essere il figlio maggiore comportava delle responsabilità maggiori, di questo Bill ne era certo: ci si aspettava che desse il buon esempio ai fratelli più piccoli e il ragazzo non poteva fare a meno di chiedersi se sarebbe stato all’altezza del compito.

Mentre saliva gli scalini di pietra, Bill fu raggiunto da suo fratello Charlie che gli assestò una gomitata al fianco e insieme entrarono nella Sala d’ingresso, illuminata da un centinaio di torce.

La Sala Grande era già gremita di studenti che chiacchieravano allegramente, felici di incontrarsi di nuovo dopo la pausa estiva.

Terminato lo Smistamento, i ragazzi poterono godere dello straordinario banchetto e, solo quando tutti ebbero finito anche il dolce, il Preside si alzò attirando l’attenzione e il silenzio:

“Come ogni anno, ci sono alcuni avvisi importanti che devo darvi: il nostro custode ha aggiornato la lista degli oggetti proibiti all’interno delle mura del castello; chiunque volesse, può consultarla nel suo ufficio. Ricordo a tutti gli studenti, e in particolare a quelli del primo anno, che l’ingresso nella Foresta Proibita è assolutamente vietato. Ora, voglio presentarvi il vostro nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure: il professor Andrew Zawash.”

Alle parole di Silente, un uomo corpulento e di media statura, con una lunga tunica color sabbia si alzò in piedi. Bill notò che aveva lunghi capelli neri, stretti in una coda che spuntavano sotto ad un turbante bianco, la carnagione scura e due occhi vivaci; tutto l’insieme appariva l’esatto contrario del giovane professor Piton, che gli sedeva accanto avvolto nel suo mantello nero, con la carnagione pallida e lo sguardo accigliato.


*


“Silente ci riassunse la sua carriera in Egitto: aveva scoperto alcune antiche tombe e contribuito ad arricchire molti musei.” continuò Bill, tornando a posare lo sguardo sulla moglie.

“E fu questo primo incontro a farti perdere la testa per lui?” chiese Fleur, fingendosi gelosa.

“No,” ribatté Bill prontamente. “Credo siano state le sue lezioni.”


*


Dodici anni prima

Quel pomeriggio, l’aula di Difesa contro le Arti Oscure era già stata occupata dagli studenti di Grifondoro e Serpeverde che rumoreggiavano più del solito: si trattava della prima lezione con il nuovo insegnante e tutti si domandavano quale metodo avrebbe adottato e quali strabilianti incantesimi avrebbe insegnato loro. La pioggia cadeva ancora, più fitta e rumorosa, a ricordare che l’estate era definitivamente terminata.

Il professor Zawash entrò in classe con passo deciso: aveva rinunciato al turbante, mettendo ancor più in evidenza i capelli lunghi e l’orecchino al lobo sinistro.

“Buon pomeriggio a tutti.” esordì, allargando le braccia con un gesto molto teatrale.

L’aula cadde nel silenzio.

“Come ben sapete, io sono il professor Andrew Zawash e sarò il vostro insegnante di Difesa contro le Arti Oscure; una materia complessa, delicata, affascinante, che vi porterà a scoprire aspetti della magia oscura che potrebbero attrarvi o ammaliare i vostri sensi. Io vi insegnerò a riconoscere la Magia Oscura e a difendervi da essa.”

Parlava con voce profonda, ferma e sicura, mentre passeggiava avanti e indietro tra i banchi; le teste degli studenti si giravano come fossero girasoli, per non perderlo mai di vista.

“Immagino che vi starete chiedendo che cosa possa insegnarvi un Egittologo sulla magia oscura, giusto?”

Alcune teste annuirono.

“Molto bene,” continuò Zawash, per niente infastidito dai dubbi dei suoi studenti. “Ma voglio ricordarvi che io sono anche uno Spezzaincantesimi: per entrare in una tomba egizia, bisogna essere pronti a tutto e occorre conoscere una miriade di contro incantesimi.”

Qui, il professore fece una pausa ad effetto.

“Dovete capire che gli Egizi erano maghi straordinari e hanno voluto proteggere bene il sonno dei faraoni e i loro preziosi tesori: ci sono maledizioni in ogni masso di pietra, in ogni corridoio o camera, in ogni sigillo che chiude una porta, perfino nell’aria. Bisogna tenere la bacchetta sempre pronta, non si possono commettere errori: quando si entra in una tomba, ogni passo può essere l’ultimo!”

Una ragazza di Serpeverde si lasciò scappare un piccolo grido: Zawash aveva parlato con enfasi, riuscendo a creare la giusta atmosfera e a far trattenere il fiato agli studenti.

“Signore, come mai ha lasciato l’Egitto per venire ad Hogwarts?”

L’espressione dell’insegnante cambiò repentinamente, facendosi seria.

“Non mi trovavo d’accordo con alcune prese di posizione dell’attuale governo egiziano in materia di reperti storici.” Affermò con tono freddo e distaccato. “Mia madre era di origine inglese, così ho pensato di venire in questo paese che vanta una comunità magica di notevole qualità. Poi, Silente mi ha offerto questo posto e io ho accettato ben volentieri l’opportunità di insegnare in una scuola tanto prestigiosa.”

Seguirono alcuni istanti di silenzio, poi gli occhi del professor Zawash tornarono vivaci come prima e riprese la parola:

“Basta, perderci in chiacchiere. Voi, siete qui per imparare e io per insegnare. Quindi, prendete il vostro libro e apritelo a pagina 15.”


*


Durante il racconto della prima lezione del suo insegnante, Bill si era alzato ed era andato a ammirare il paesaggio che si estendeva fuori dalla finestra: il mare, di un blu particolarmente intenso, si muoveva lento producendo un suono ritmico e costante. Per quanto il suo sguardo si spingesse lontano, non riusciva a capire dove finisse il mare e dove iniziasse il cielo.

“Doveva essere un buon insegnante.” mormorò Fleur, per riscuotere il marito e attirare di nuovo la sua attenzione.

“Forse il migliore che io abbia mai avuto. Le sue lezioni non erano mai noiose: a volte, avevi davvero l’impressione di trovarti dentro ad una piramide, tra corridoi, false camere, maledizioni e scheletri mutanti.”


*


Dodici anni prima

“Questa mattina faremo un piccolo ripasso degli incantesimi che abbiamo studiato.”

Come durante ogni lezione, gli occhi dei ragazzi del quinto anno di Grifondoro e Serpeverde erano puntati sul professore di difesa contro le Arti Oscure.

“Dunque, immaginiamo di essere in mezzo al deserto, nella Valle dei Re, di aver appena scoperto una nuova tomba e di doverla esplorare.” A queste parole, la luce nella classe diminuì, contribuendo a creare la giusta atmosfera; una porta di pietra comparve vicino alla cattedra, galleggiando a mezz’aria.

“Sono di fronte alla porta: è un muro di pietra, solido e resistente. Signorina Beck, come faccio ad entrare?”

“Userei un Incantesimo Reductor per far saltare in aria la porta.” rispose prontamente la Serpeverde.

“In questo modo distruggerebbe un reperto storico di grandissimo valore, signorina.”

Qualche Grifondoro non riuscì a trattenere una risatina alle parole del professore e la signorina Beck arrossì vistosamente.
“Qualche altra idea? Sì, signor Smith?”

“Si potrebbe provare prima con Alohomora.”

“Giusto: prima le cose semplici; se la porta non dovesse aprirsi, allora si passerebbe a metodi più drastici. Di solito, comunque basta un Alohomora.”

Il professore impresse un movimento fluido e deciso alla propria bacchetta e l’incantesimo fece aprire la porta producendo un sinistro cigolio.

“Vedete, gli Egiziani non si preoccupavano troppo di proteggere l’accesso alla tomba perché sapevano che chiunque fosse entrato, poi non ne sarebbe uscito.”

Il professor Zawash si concesse un sorrisetto compiaciuto: aveva una grande ammirazione nei confronti degli antichi maghi egizi.

“Bene,” riprese. “Ora siamo dentro la piramide.”

Improvvisamente, il soffitto della classe sembrò abbassarsi di un paio di metri e le pareti parvero restringersi. Alcuni studenti piegarono istintivamente la testa per evitare di restare schiacciati; una ragazza seduta in ultima fila si fece particolarmente pallida e incominciò a respirare con affanno, spaventata dall’improvvisa mancanza di spazio e di aria.

“L’incantesimo migliore,” continuò Zawash, come se nulla fosse successo. “L’incantesimo migliore a questo punto sarebbe un complicato Sortilegio Scudo contro la Magia Nera, Protego Horribilis, ma è una magia di livello molto avanzato e quindi la studieremo soltanto al settimo anno. Tuttavia, un Incantesimo Scudo come Protego vi dovrebbe permettere di avanzare all’interno, evitando le prime maledizioni. Poi, come procediamo?”

La mano di Bill Weasley scattò in aria, rischiando di colpire il basso soffitto:

“Usiamo un Incanto Quattro Punti per orientarci.”

“Molto bene, signor Weasley. Vuole essere così gentile da ricordare ai suoi compagni come funziona questo utilissimo incantesimo?”

“Si appoggia la bacchetta sul palmo della mano e, una volta pronunciato l’incantesimo Guidami, questa ruoterà fino ad indicare il Nord.”

Bill eseguì le azioni che aveva appena descritto e la sua bacchetta, dopo una veloce rotazione, puntò decisa verso il Nord.

“Ottima spiegazione e perfetta realizzazione: dieci punti a Grifondoro.”

L’assegnazione dei punti a Grifondoro suscitò qualche mormorio da parte dei Serpeverde.

“Signor Cooper,” disse il professore, rivolto verso uno studente della Casa verde argento particolarmente rumoroso. “Visto che ha così tanta voglia di parlare, perché non mi dice che cosa farebbe nel caso finisse in un corridoio cieco.”

Subito, davanti al banco di Marc Cooper si formò un alto muro di sabbia; il ragazzo, per nulla impressionato, estrasse la bacchetta e pronunciò:

Defodio!”

Un largo passaggio si formò nella sabbia, sufficiente perché un uomo potesse strisciarvi dentro e, nel caso, passare dall’altra parte.

“Dieci punti anche a Serpeverde.”

Frederich March assestò una pacca sulla schiena di Cooper per complimentarsi.

“Finora ve la siete cavata bene; però, al’interno di una tomba egizia, il pericolo non è soltanto quello di perdersi tra le centinaia di cunicoli: vi sono maledizioni e creature malvagie contro le quali dovete proteggervi. Le vostre difese dovranno essere immediate e flessibili: avrete pochi secondi per capire che cosa vi sta davanti e agire. Prontezza di riflessi e abilità con la bacchetta sono caratteristiche imprescindibili per uno Spezzaincantesimi che si rispetti. E naturalmente, una buona dose di sangue freddo.”

“Professore, è vero che all’interno delle piramidi si nascondono anche degli Inferi?” chiese uno studente di Serpeverde, con tono scettico.

“Sono rari, ma non impossibili da trovare: io stesso ne ho dovuto affrontare un gruppetto all’interno della piramide di Thusmosis II. Per chi non lo sapesse, un Inferius è un cadavere, riportato in vita attraverso l’uso della magia oscura. Alla morte di un faraone, era possibile che alcuni suoi servitori o coloro che avevano contribuito alla costruzione della tomba fossero uccisi e poi trasformati in Inferi, perché proteggessero il sonno del loro padrone e lo aiutassero nella vita futura. Per quanto spaventosi possano sembrare, gli Inferi non sono poi così difficili da eliminare: ciò che li ferma è il fuoco; un Incendio ben assestato può togliervi dagli impicci, tuttavia è necessario essere rapidi e non lasciarsi prendere dal panico.”

La classe, che aveva temuto di trovarsi davanti ad un vero e proprio Inferius, tirò un sospiro di sollievo quando l’insegnante annunciò che sarebbero passati ad altro.

“Invece degli Inferi, è molto più probabile imbattersi in scheletri mutanti.”

Di nuovo la classe trattenne il fiato.

“Gli scheletri mutanti si presentano come un mucchietto di ossa abbandonate a terra, al quale non si presta neppure molta attenzione; si può credere che siano appartenute ad un ladro che ha tentato di rubare il tesoro, ma poi si è perso e non è riuscito ad uscire dalla piramide. Fino a quando rimangono inermi non si può intervenire; nel momento in cui si animano, assumono la forma di uno scheletro umano e iniziano ad attaccarvi: possono afferrarvi e trascinarvi sotto terra, oppure colpirvi con un osso. Un Incantesimo di ostacolo può regalarvi il tempo necessario per prendere meglio la mira ed utilizzare un Incantesimo Polverizzante. Chi di voi se la sente di affrontarne qualcuno?”

La prova era ardua: nessuno sapeva esattamente a cosa sarebbe andato incontro. Una timida mano si levò verso il soffitto, arrivando di nuovo a sfiorarlo: il professor Zawash guardò lo studente con aria soddisfatta e lo invitò ad alzarsi. Bill Weasley lasciò il suo banco, bacchetta alla mano e si avvicinò al professore con passo deciso per non tradire il timore del momento.

“Signor Weasley, in questa classe si celano alcuni scheletri mutanti; il suo compito è quello di ispezionare tutta la stanza e neutralizzarli. Prego, cominci pure.”

Con un gesto della mano, il professor Zawash si fece indietro, lasciando campo libero al ragazzo. Bill cominciò ad aggirarsi tra i banchi con la bacchetta che tremava leggermente nella mano. L’oscurità rendeva ancor più difficile il suo compito e il ragazzo dovette fare appello a tutto il suo coraggio Grifondoro per affrontare la situazione. All’improvviso, un fruscio alle sue spalle lo fece girare di scatto, con la bacchetta alzata e pronta a lanciare un incantesimo.

“Buh!”

Si levarono alcune grida, mentre Marc Cooper scoppiava a ridere, evidentemente divertito dal suo scherzo; il cuore di Bill era schizzato fino alla gola, eppure il giovane non aveva tradito alcuna espressione di paura.

“Non si lasci distrarre dalle stupidaggini dei suoi compagni, signor Weasley.”

Anche se il cuore non aveva ancora cessato di martellargli nel petto, Bill riprese a girare per la stanza e finalmente individuò in un angolo, un mucchietto di ossa: era immobile e sembrava completamente innocuo. Bill, ricordando le parole del suo insegnante, sapeva di non poter agire fino al momento in cui le ossa si fossero animate. Mentre si concentrava sull’incantesimo che avrebbe dovuto pronunciare, un rumore sordo e alcune grida dei suoi compagni lo fecero voltare e si trovò a pochi centimetri da una lunga mano scheletrica che cercava di afferrarlo alla gola; Bill avvertì il freddo di quelle lunghe ossa sfiorargli la pelle e temette di essere perduto.

Impedimenta!” urlò istintivamente.

La mano dello scheletro si immobilizzò per qualche istante, dando il tempo al Bill di gridare:

Reducto!”

Una violenta esplosione polverizzò le ossa; il Grifondoro ebbe appena il tempo di riprendere a respirare, quando un secondo scheletro gli si fece incontro. Di nuovo, alcune ragazze urlarono terrorizzate. Con maggiore convinzione e due rapidi movimenti di bacchetta, Bill Weasley bloccò e distrusse l’avversario. Quando si fu liberato anche del terzo scheletro, l’insegnante applaudì felice l’impresa del suo allievo.

“Se l’è cavata egregiamente, signor Weasley. Cinquanta punti a Grifondoro!”

Bill sedette al proprio banco, ancora tremante; mentre la tensione si scioglieva, la soddisfazione prendeva lentamente il sopravvento nel suo cuore.


*


“Vedi Fleur, già da qualche mese stavo pensando di diventare uno Spezzaincantesimi, ma superare quella prova, sconfiggere gli scheletri e guadagnare cinquanta punti per la mia Casa mi hanno convinto del tutto. Da quel momento in poi, ho sempre avuto ben chiaro il mio futuro.” spiegò Bill alla moglie, la quale aveva seguito il racconto del marito trattenendo il respiro.

“Sei stato molto coraggioso, mon amour!”

Fleur si alzò e lo raggiunse alla finestra per scoccargli un bacio sulla guancia.

“Il tuo professore doveva essere molto orgoglioso della scelta che avevi fatto.” continuò la ragazza, abbracciando il marito.

“Beh, Zawash lo era, anche se mi avvertì che si trattava di una carriera lunga, difficile e pericolosa. Invece, la McGranitt cercò in tutti i modi di dissuadermi, durante i colloqui di orientamento professionale: altri studenti si erano presentati da lei con quell’idea in testa e si era convinta che si trattasse solo di una moda passeggera e non di una vera convinzione. Avresti dovuto vedere la sua faccia quando ho insistito: era seria e mi guardava con assoluta diffidenza; signor Weasley, mi ha detto con il suo tipico tono che non ammette repliche, la smetta con tutti questi grilli per la testa e inizi a pensare seriamente al suo futuro! Poi mi mise in guardia sul pericolo di farmi condizionare troppo dal nuovo insegnante e mi consigliò una carriera più sicura al Ministero. Sai, con mio padre che già lavorava lì, non mi sarebbe stato difficile trovare un buon posto. Non credo che la McGranitt stimasse molto il professor Zawash, forse proprio a causa dei capelli lunghi e dell’orecchino.”

“A me piacciono!” affermò affettuosamente Fleur.

“Lo so!” le rispose compiaciuto il marito, sfoderando un sorriso sornione.

“Per quanti anni ha insegnato ad Hogwarts, Zawash?” chiese Fleur curiosa.

“A dire il vero, non ha nemmeno terminato l’anno. Sparì circa un mese prima degli esami.”

“Come mai?” domandò Fleur, particolarmente sorpresa: a Beauxbatons non era mai accaduto che un insegnante non terminasse l’anno. Bill si prese qualche istante prima di risponderle:

“Non so spiegartelo con precisione: un giorno si presentarono a scuola un paio di Auror che lo cercavano, ma lui se ne era andato. I giornali scrissero che il governo egiziano lo aveva accusato di essersi impossessato illegalmente di reperti storici e per questo era scappato dal paese. Quando le autorità egiziane seppero che si era rifugiato in Inghilterra, chiesero che fosse rispedito al suo paese per essere processato. Così, il Ministero mandò gli Auror ad Hogwarts per prelevarlo, però lui se l’era già data a gambe. Anche Silente passò qualche guaio con il Consiglio d’Amministrazione, perché aveva assunto Zawash senza prima informarsi meglio sul suo conto; lo accusarono anche di averlo aiutato a fuggire, ma non poterono dimostrare nulla e quindi tutte le accuse contro Silente caddero.”

“L’hanno arrestato, alla fine?”

“Zawash? Non lo so con certezza: io lo incontrai di nuovo circa tre anni dopo, in Egitto ed era al lavoro. Penso avesse risolto i suoi problemi con il governo e avesse riottenuto il permesso di scavare. Credo che si sia trattato di un grande equivoco: Zawash non era un ladro, ma probabilmente si trovava in disaccordo con il governo che imponeva strani divieti e regole assurde in materia di ritrovamenti storici; non avrebbe mai rubato nulla: era il primo a volere che i reperti recuperati dalle tombe finissero in un museo; ci rimase male quando seppe che lavoravo per la Gringott e che i tesori che scovavo finivano in camere blindate, sotto terra; mi chiese che senso avesse riportare alla luce antichi tesori, farli riemergere dalle sabbie del deserto per poi metterli di nuovo sotto chilometri di terra. Il suo discorso mi fece sentire un po’ in colpa, ma a quel tempo ero molto giovane, avevo bisogno di lavorare e la Gringott mi aveva garantito un ottimo contratto.”

“Non devi sentirti in colpa: hai fatto quello per cui eri pagato.” lo consolò la moglie, con dolcezza.

“Già.” concluse Bill, con una nota di rammarico nella voce.

Dopo una piccola pausa durante la quale marito e moglie perdettero i loro sguardi nell’immensità blu del mare, Bill riprese:

“Comunque, Zawash è stato uno dei migliori insegnanti di difesa che io abbia mai avuto. Anche se non ha finito l’anno, quasi tutti gli studenti hanno ottenuto punteggi molto alti agli esami.”

“Ti piacerebbe ritornare in Egitto con lui?” chiese Fleur, guardando negli occhi suo marito.

“Sì,” rispose sinceramente Bill. “Ma la mia vita adesso è qua, con te. Niente potrebbe farmi allontanare.”

Bill baciò sua moglie con estrema dolcezza, perché fosse certa delle sue parole; dal canto suo Fleur si abbandonò a quel bacio consapevole che Bill non l’avrebbe mai abbandonata: era un ottimo marito e sarebbe stato anche un buon padre, di questo era assolutamente sicura.

Mentre la moglie riassettava la cucina con alcuni colpi decisi di bacchetta, Bill tornò a leggere il giornale; si fermò di nuovo davanti al viso sorridente del suo vecchio insegnante e per un momento si immaginò di nuovo sotto il sole egiziano, davanti alla porta sigillata di una tomba ancora da esplorare; poi si vide affrontare scheletri mutanti e polverizzarli, come ormai aveva imparato a fare bene, ricevendo i complimenti del suo maestro. Il suo spirito fremette per l’emozione e una vocina leggera gli sussurrò:

“Parti, torna in Egitto. Soltanto qualche mese, per aiutare Zawash con la nuova tomba.”

Bill sollevò lo sguardo sulla moglie che lo ricambiò sorridente, accarezzandosi la pancia ormai arrotondata dalla gravidanza:

“No,” rifletté Bill. “Niente potrà allontanarmi di qui adesso.”

Dopo questo pensiero, ripiegò il giornale soddisfatto.

Note finali:
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