Realtà Opposte

"Lumos maxima" disse una voce misteriosa. Improvvisamente la stanza si illuminò. Egli si guardò intorno con uno sguardo sconcertato e incredulo, un pezzo di pergamena attirò la sua attenzione. Lo prese ed estrasse una piuma dalla sua tasca per iniziare a scrivere:

Caro Mark, ho un sacco di cose da raccontarti e scusami se non ti ho scritto ultimamente, ma i compiti di fine semestre mi hanno tenuto parecchio occupato. E a proposito sto andando piuttosto bene se non fosse per pozioni, non sono sicuro ma credo che il professor Piton ce l'abbia con me; per fortuna da qualche giorno siamo in vacanza e le cose vanno alla grande, beh quasi alla grande. Al momento sono chiuso nel ripostiglio delle scope, quello di fianco all'ufficio di Vitious. Ma di questo ne parlerò dopo, come avrai capito quest'anno sono rimasto chiuso a Hogwarts, mamma e papà sono andati in Irlanda per le vacanze. Papà voleva studiare i leprecauni, davvero non ho idea di cosa ci trovi di tanto interessante in quelle creature, quindi quando la McGranitt è passata per raccogliere i nomi di quelli che sarebbero rimasti a Hogwarts, mi sono fatto subito segnare. Pensavo che avrei passato delle belle vacanze tranquille dato che di solito in questo periodo la scuola si svuota ma a quanto pare questa volta nessuno è voluto andare via.

Ah! Probabilmente non lo sai ma quest'anno Hogwarts sta ospitando un evento chiamato "Il torneo tre maghi" potresti non conoscerlo dato che sono parecchi secoli che non viene più indetto,ma in breve si tratta di una competizione tra varie scuole magiche, infatti il giorno prima di halloween sono arrivate le delegazioni delle due scuole straniere: quella di Durmstrang è giunta in un vascello enorme, quella di Beauxbaton in un calesse trainato da cavalli alati.Tra l'altro uno dei campioni di Hogwarts è un odioso e sudicio Grifondoro e sarò costretto a fare il tifo per lui. Ad ogni modo una tradizione del torneo tre maghi consiste nel ballo del Ceppo che...Beh è un ballo che si tiene la sera di Natale, da qui puoi capire il perché di così tanta gente, non credo di aver mai visto Hogwarts così affollata a Natale e neanche così agitata. Perché, Sí,come potrai immaginare a questo ballo si va tecnicamente a coppie, quindi l'inizio delle vacanze è stato accompagnato da una frenesia collettiva per invitare ed essere invitati, le scenate sono all'ordine del giorno ovviamente. Giusto l'altro giorno quel perdente di Ron Weasley ha un po' perso i nervi e ha urlato contro la campionessa di Beauxbaton nel tentativo d'invitarla al ballo. Ehm.... Inutile riferire l'esito, te lo lascio immaginare. Ed ecco che il ballo si stava avvicinando e io non avevo ancora invitato nessuno, ma ci sarei andato comunque. La sera nella nostra Sala Comune gli argomenti di conversazione erano sempre gli stessi due: o si prendeva in giro quell'inutile Tassorosso di Edwar Davies perché era l'unico a essere stato invitato da una ragazza o si cercava di trovare una potenziale accompagnatrice per me. C'erano molte ragazze che desideravano accompagnarmi al ballo, ma non erano abbastanza interessanti e finivo per trattarle male. Intanto Erning Magmiller faceva il pomposo come suo solito e continuava a dire che non c'era niente di difficile nel trovarsi una ragazza per il ballo, ma in realtà nessuna aveva attirato la mia attenzione impressionandomi come lei. Inoltre nessuno aveva avuto il coraggio di dire a Erning che l'unico motivo per cui Giuly Caleel aveva accettato di andare al ballo con lui era perché sperava di far ingelosire Neville Paciock; non credo che il suo orgoglio avrebbe retto il colpo. Sempre se aveva un orgoglio. Io ascoltavo spesso i loro discorsi perché in realtà sapevo benissimo chi avrei voluto invitare ma non come l'avrebbero presa se avessi detto loro che volevo invitare una Grifondoro al ballo.

Ok! Ok! So che può sembrare strano ma fammi raccontare.

Era un venerdì di metà Novembre,l'ultima ora prima del weekend. Pozioni, come al solito stavo facendo casini. Dovevamo fare una pozione peperina, sai una semplice cura per il raffreddore, ora il professor Piton ha la simpaticissima abitudine di far provare le pozioni ai suoi studenti "preferiti" e quando io ho bevuto un sorso della mia pozione anziché far uscire fumo dalle orecchie com'era normale, ho cominciato a farlo uscire dalla bocca, sembravo una versione umana dell'espresso per Hogwarts, quindi sono stato spedito all'istante in infermeria dato che stavo praticamente trasformando l'aula nell'interno di una ciminiera e madama Chips mi ha fatto sedere in un angolo tra due finestre spalancate per permettere al fumo di uscire mentre mi preparava un rimedio, pensavo che l'infermeria fosse deserta, ma mi sbagliavo. Seduta su un letto c'era una ragazza, una Grifondoro per l'esattezza. Ripensandoci, ora, mi sento un po' in colpa per aver riso di lei, ma sfido chiunque a non farlo. Aveva la faccia da furetto e non per modo di dire nel senso che aveva un volto strano. Intendo che aveva letteralmente la faccia di un furetto, il fatto è che neanch'io ero un granché nelle mie attuali condizioni e lei mi lanciò un'occhiataccia come per dire:"Ehi! È inutile che ridi di me, stai vomitando fumo!"
Restammo in silenzio per qualche minuto, semplicemente a guardarci. Senza dire niente, poi ritornò madama Chips con due pozioni, io mandai giù la mia è pian piano sentii che il fumo cominciava ad affievolirsi mentre lei blaterava qualcosa sul rimanere ancora un po' in infermeria per assicurarsi che fossimo apposto. Quando fui di nuovo capace di parlare chiesi alla ragazza come fosse finita in quello stato e la sua risposta è stata; 
"Come ci sei finito tu in questo stato?"
Quindi sì! Le ho spiegato che il mio simpaticissimo responsabile della Casa mi aveva trasformato in una ciminiera, mi aspettavo sinceramente un qualche commento caritatevole tipico dei Grifoni ma invece lei non disse nulla anzi per un secondo era addirittura sembrata divertita "E' stato Draco Malfoy" disse lei all'improvviso, cosa che non mi stupì non poco.
"Sei stata aggredita da un mio compagno di Casa?" le chiesi con aria non stupita.
"Beh... Sì! Potter è l'ordine del giorno per lui! Ma immagino anche da voi sia così!" e in quel momento si fermò metabolizzando la mia risposta
"Ah, sei un Serpeverde. Voi siete solo capaci di dire:mio padre lo verrà a sapere, Potter qua e Potter di la!"
Al che io un po' offeso le dissi che non era vero e che non eravamo tutti così e le raccontai di quella volta in cui feci diventare un furetto Draco. Questo aneddoto la divertì e io ne approfittai per chiederle come mai questa volta Draco aveva preso lei di mira. Ricordo ancora con un certo divertimento le sue parole.
"Non l'ho mai sopportato! Malfoy, mio padre ha amicizie nel Ministero, mio padre questo e mio padre quello. Ma soprattutto Potter, Potter e Potter! E prima ero nei corridoi e stavo sentendo malfoy che voleva sapere dov'era Potter e già mi stava dando sui nervi, poi ha iniziato a vantarsi dicendo che lui aveva una miriade di ragazze che volevano andare al ballo con lui. Con al fianco quella vacca di Parkinson che lo guardava sognante, così io senza più riuscire a trattenermi gli ho detto: Beh! Forse al ballo ci dovresti andare con tuo padre dato che lo adori così tanto, semmai che in due riuscite a fare un mezzo prototipo di uomo! Ah! No! Anzi perché non vai con il tuo amato Harry Potter?" 
Mentre io scoppiavo a ridere lei continuò il suo racconto 
"Non gli è piaciuto, Oh,no! E ha tirato fuori la bacchetta. Ora credo che tu sappia che dopo l'incidente con Potter di qualche mese fa se l'è legata al dito e probabilmente cercava un modo di vendicarsi, quindi ha provato a trasfigurarmi in un furetto, solo che quell' imbecille non è in grado neanche di allacciarsi le scarpe da solo, figuriamoci di compiere una trasfigurazione completa e quindi eccomi qua, con una faccia da furetto!"
A questo punto sorridendo le dissi che non era poi così male ora che i baffi le stavano scomparendo. Lei arrossì sotto la leggera peluria che ancora le ricopriva le guance e mormorò qualcosa che suonò come 
"Uhm... grazie!"
Continuammo a discutere e scoprii un sacco di altre cose che neanche credevo possibili. Mi disse che per via del suo comportamento arrogante anche lei aveva problemi con Piton nelle ore di pozioni. Questa cosa non mi sorprese parecchio e lei aggiunse 
"Strano! Ho sempre sentito che Piton favorisce la tua Casa" 
Io le spiegai che lui faceva così soltanto nelle ore condivise con le altre Case per metterle in svantaggio per il resto era altrettanto crudele anche con i Serpeverde che non gli piacevano.
Mentre discutevamo la sua faccia stava lentamente tornando alla normalità, ora non aveva più peli sul volto, gli occhi piccoli e neri da furetto, ora erano grandi e di un castano autunnale, il muso era diventato un naso esile e leggermente appuntito, i capelli erano di un nero profondo e al contempo di un riccio leggero e delicato. Il ragazzo misterioso alzò per un secondo lo sguardo e con un sorriso "nostalgico" riprese a scrivere:
Credo che fosse la prima volta che parlavo con un Grifondoro in maniera oserei dire amichevole; di solito mi limitavo a insulti e prese in giro, sai com'è. Non ti nasconderò che quando madama Chips ritornò e ci disse che eravamo liberi di andare, mi dispiacque non poco. Una volta davanti la porta dell'infermeria, lei mi salutò con un cenno della mano e si voltò per andare via, all'improvviso le corsi dietro e mi trovai a dire cose che non pensavo fossero possibili per uno come me:
"Secondo me dovremmo fargliela pagare a Malfoy!" 
Lo so! Lo so! Ti starai già la lamentando per il mio comportamento e soprattutto starai pensando che è impossibile che un Serpeverde e un Grifondoro possano collaborare, ma ti ricordo la lite che ho avuto con lui al secondo anno, avevo anche io le mie buone ragioni. Ora non ho intenzione di entrare in dettaglio, ti basti sapere che la mattina dopo Draco Malfoy si è risvegliato urlando ed è schizzato nella nostra sala comune in mutande, ma non chiedere il perché. Ti racconterò, però della sera prima. C'è stato questo momento specifico che mi è rimasto particolarmente impresso nella mente. Eravamo davanti il portone d'entrata e lei teneva sotto il braccio un barattolo, stavamo per salutarci quando mi resi conto di una cosa
"Non so nemmeno come ti chiami" dissi un po' imbarazzato. Al che lei mi guardò e divertita mi rispose
"Chiara, Chiara Lock" tendendo la mano, gliela strinsi a mia volta"Mike Winter"

Credo che in quel momento io abbia capito qualcosa, credo che siamo troppo legati agli stereotipi della nostra casa, una Grifondoro può comportarsi male ed essere sleale, così come un Serpeverde può essere gentile e simpatico e quel giorno noi l'avevamo dimostrato. Ovviamente io non dissi niente ai miei amici, non sapevo come avrebbero potuto prendere la cosa. Il giorno dopo mentre stavo facendo colazione nella Sala Grande, un gufo nero come la notte lasciò cadere una lettera minuscola nel mio piatto. Diceva semplicemente "Vediamoci nella guferia fra mezz'ora" un po' sorpreso mi guardai intorno e non mi stupii dell'assenza di Chiara nel tavolo dei Grifondoro. Così finii di fare colazione e mi avviai verso la guferia, arrivai però un po' in anticipo e sentendo delle voci all'interno passeggiai per un po' nel prato innevato per non disturbare. Poco dopo vidi uscire quella che credo fosse la cercatrice di Corvonero seguita niente po po di meno da un Harry Potter, il quale sembrava avere un'aria un po' afflosciata. Inizialmente mi chiedevo come faceva ad essere lì, poi mi ricordai che Harry aveva finito di fare colazione prima di me e quindi ecco spiegato l'arcano. La guferia ora era deserta, a parte per la moltitudine di uccelli appollaiati nelle mura.Notai il gufo nero che mi aveva portato la lettera che guardava curioso uno dei piani più bassi e mi avvicinai per accarezzarlo.
"Vedo che hai fatto conoscenza con Merlino" disse una voce alle mie spalle che riconobbi subito come quella di Chiara. Le dissi che avevo visto Potter nella sala grande e che sembrava più strano del solito e lei mi raccontò cosa gli era capitato la sera prima. Replicai anche del piccolo scherzo fatto a Malfoy e di come i miei compagni di casa lo stavano prendendo in giro.

Restammo nella guferia a chiacchierare fino all'ora di pranzo;ogni tanto sentivamo qualcuno salire per le scale, facevamo finta di cercare un gufo come se fossimo due perfetti sconosciuti. Mi piaceva parlare con lei, era come scoprire un mondo nuovo, lei mi raccontava quello che succedeva nella sala comune dei Grifondoro e io in quella dei Serpeverde, sembravano davvero due realtà diverse. Quel pomeriggio dopo pranzo andammo a giocare a palle di neve, ci allontanammo dal cortile centrale vagando un po' per i grandi prati ricoperti di bianco che sembravano un candido oceano. Anche se nessuno dei due lo diceva sapevamo entrambi che temevamo che qualcuno ci vedesse insieme, date le nostre differenze, ma Chiara ebbe un'idea geniale e con un rapido colpo di bacchetta trasformò i colori delle nostre sciarpe in blu e argento così da farci sembrare due Corvonero anonimi. Scoprii ben presto che era anche molto brava negli incantesimi, incantò la neve in modo che si raccogliesse da sola in delle palle perfette che cominciarono a inseguirmi per tutto il prato, l'aria era talmente fredda quel giorno che l'acqua si trasformava in neve all'istante e ci divertimmo a spararci addosso valanghe di neve usando a L'Aguamendi.
Mi insegnò addirittura un incantesimo che permette di animare la neve, quindi costruimmo un esercito di pupazzi che una volta incantati cominciarono a farsi guerra sui due fronti. Passai un pomeriggio davvero magnifico:mi divertì un mondo e mi sentii molto bene. Al tramonto ci incamminammo verso la sala grande per la cena e decidemmo di separarci prima di entrare per non dare sospetti. Durante il pasto i nostri sguardi si incontrarono numerose volte ma nessuno dei due fece alcun segno; i miei amici notarono che ero un po' assente con la mente, ma giustificai il tutto dicendo che ero un po' preoccupato perché ero indietro con i compiti di trasfigurazione. Quella sera non riuscii a prendere sonno, continuavo a rigirarmi nel letto pensando a lei e sorridendo nel buio. Da quel giorno io e Chiara abbiamo cominciato a vederci spesso di nascosto, ci incontravamo fuori dal castello e poi camminavamo per ore, costeggiando il lago, la foresta proibita e discutevamo della scuola, delle case, del torneo e del ballo. Chiara lo trovava sciocco
"Una stupida convenzione sociale" diceva ogni volta 
"Che finisce solo per creare problemi; guarda la frenesia che aleggia a scuola in questi giorni, sembrano tutti impazziti. La sera nel dormitorio delle femminile non parlano d'altro, ma solo del ballo, dei vestiti per il ballo e i ragazzi per il ballo. In fondo è solo uno stupido ballo, tutto qui!" Alchè io annuivo e borbottavo delle frasi senza senso per farle capire che neanche a me interessava. Ma intanto erano incominciate le vacanze e a distanza di poco più di una settimana sarebbe stato Natale e io non avevo la più pallida idea di come avrei fatto ad invitare quella che sembrava essere l'unica ragazza della scuola a non essere interessata al Ballo del Ceppo.
E i giorni passavano e continuavano le nostre escursioni fuori bande.
Una notte Chiara mi ha portato nelle cucine, ammetto che fino a quel momento non mi ero soffermato neanche una volta a domandarmi da dove venisse il cibo, avevo sempre accettato che comparisse magicamente sui tavoli. Lei invece mi ha mostrato il modo per accedervi, si deve fare il solletico ad una pera in un quadro nei sotterranei e così facendo questa si trasforma in una porta. È incredibile, la cucina era piena di elfi domestici ed erano tutti gentilissimi, ci hanno sommerso di cibo e bevande; siamo rimasti a fare festa fino a notte fonda insieme a loro. Erano circa le tre di notte, stavamo risalendo le scale verso le nostre sale comuni, quando mi sono deciso che glielo avrei semplicemente chiesto, ma non feci in tempo ad aprir bocca che girando l'angolo ci dormo imbattuti in Missis Poor, la gatta di Gazza, con un rapido sguardo ci siamo salutati e siamo schizzati nei nostri dormitori. Non ti preoccupare non ho incontrato nessuno per la strada, non so perché ma in seguito a quell'episodio fu come se avessi perso tutto il coraggio fino ad allora accumulato. Nei giorni successivi ho avuto decine e decine di occasioni per chiederglielo ma semplicemente non ce la facevo. Ed ecco che piano piano mancavano soltanto due giorni a Natale e io non avevo ancora combinato niente, ma poi, successe l'imprevedibile, il 23 pomeriggio eravamo seduti su un grande masso in riva al lago, lanciavamo sassolini cercando di farli rimbalzare sullo specchio d'acqua mentre non molto distante dalla riva, la piovra nuotava annoiata. Ero lì seduto che osservavo rapito i movimenti di Chiara, il braccio che si contraeva, la mano che si piegava, il polso che roteava e scagliava il sasso,quando all'improvviso lei si girò verso di me e semplicemente mi chiese
"Ti va di andare al ballo con me?" Io la fissai per un attimo perso, colto alla sprovvista da questa domanda totalmente improvvisa. Chiara probabilmente lo notò e credo che abbia interpretato male la mia espressione perché aggiunse in fretta 
"Lo so che hai detto che la reputi una cosa stupida e anch'io la penso come te; è solo che le altre ragazze continuano a prendermi in giro perché io sono l'unica a non andare al ballo e vorrei zittirle!"
Avrei potuto dire che in realtà avevo mentito, che avrei dato qualsiasi cosa per andare al ballo con lei, che non pensavo ad altro da settimane. Ma per qualche stupido motivo ho semplicemente risposto dicendo
"Si,perché no! Ho sentito che ci saranno le sorelle stravagarie, sarà interessante!" Ma lei sembrò piuttosto soddisfatta, quindi non aggiunsi nulla. Perciò in un modo o nell'altro ce l'avevo fatta, sarei andato al ballo e ci sarei andato con Chiara. Il mio problema, come al solito furono gli altri; fu una vera impresa evitare gli altri Serpeverde gli ultimi due giorni. Tutti continuavano a chiedermi con chi sarei andato al ballo e ogni volta cercavo di rispondere con un casuale "È una sorpresa"
Beh, infondo non stavo mentendo, per loro lo sarebbe stato eccome.
Infine arrivò la sera del ballo, io indossai il mio vestito e scesi all'ingresso della sala grande. Una marea di studenti e studentesse nei vestiti più colorati e variopinti si aggiravano ovunque, cercando i propri partner o i loro amici, ma io li sorpassai tutti ed uscì fuori nel cortile centrale, dove un via vai di carrozze stava portando gli ultimi ballerini al castello. Come nostro solito avevamo deciso d'incontrarci al di fuori delle mura, mi stavo guardando intorno cercandola fra le numerose teste, quando la vidi sbucare da dietro una colonna. Il ragazzo prese un bel respiro e continuò a scrivere su quella pergamena:
Mark credimi se ti dico che la notte prima ci avevo messo ore ad addormentarmi perché continuavo a pensare alla sera del ballo, come sarebbe stata lei, come sarebbe stata vestita, come si sarebbe comportata, ma le mie fantasie non si avvicinavano neanche lontanamente allo splendore di Chiara quella sera. Indossava un semplice vestito lungo color nero che le metteva in risalto gli occhi e aveva i lunghi capelli ricci raccolti in uno stretto chignon, era semplice eppure bellissima. Credo che senza nemmeno farlo apposta mi sia fatto sfuggire un 
"Sei stupenda" mentre la prendevo per mano e lei mi ringraziò arrossendo. Ero così abituato ai suoi atteggiamenti un po' burberi e testardi che vederla arrossire in quella maniera così dolce e innocente mi faceva provare una fortissima tenerezza nei suoi confronti.

Ormai tutte le coppie erano dentro al castello, in fila che attendevano il loro turno per entrare nella sala grande e quindi nessuno sembrò notarci mentre chiudevamo la fila. Io la guardai iniziando a sentirmi un po' nervoso, non ero un grande ballerino, avevo paura di combinare qualche casino come mio solito e non era tanto la paura di fare qualche stupidagine a preoccuparmi, quanto di farla davanti a Chiara. Era come se in quel momento l'unica cosa che mi importava al mondo fosse di apparire perfetto ai suoi occhi, il cuore iniziò ad aumentare il battito e cominciarono a sudarmi i palmi ma Chiara semplicemente mi sorrise e mi strinse più forte la mano mentre la fila davanti a noi iniziò a muoversi. Entrammo nella sala grande. Per un attimo la meraviglia mi fece dimenticare ogni cosa, la sala era irriconoscibile, il pavimento era diventato una liscia pista da ballo argentata, tutto intorno ai lati erano disposti i tavoli riccamente banditi, in fondo alla sala torreggiavano tre alberi di Natale che arrivavano quasi al soffitto dal quale una fitta neve cadeva lieve soffermandosi a mezz'aria. Lungo tutte le pareti pendevano decorazioni e sculture di ghiaccio; le fiamme di un azzurro vivace bruciavano nelle lanterne. I campioni e i loro partner avevano già dato inizio alle danze sulle note di un valzer che risuonava ovunque nella sala e man mano si stavano unendo le altre coppie al centro della pista da ballo 
"I miei mi stanno guardando"dissi notando le facce incredule di Ezio e Connor
"Anche le altre vacche!" Disse Chiara indicando con un sorriso le sue compagne Grifondoro.
"Ehm... hai idea del perché Vincent Tiger mi sta guardando come se volesse trasformarmi in un pugno di metro polvere?" Le chiesi mentre ci avvicinavamo al centro della sala
"Ehm... potrebbe avermi invitata al ballo e potrei averlo rifiutato in maniera non proprio gentile, dicendogli che sarei andata con uno che avrebbe saputo distinguere la differenza tra un trol e il suo riflesso nello specchio?" Mi rispose lei un po' preoccupata, notando a sua volta l'espressione di Tiger. Occupato com'ero e discutere non mi ero nemmeno reso conto che eravamo già arrivati nel centro della pista; guardai per un attimo Chiara con sguardo preoccupato, ma lei intrecciò la sua mano alla mia e io in automatico le cinsi il fianco e la strinsi a me e senza nemmeno rendermene conto stavamo ballando. E ti giuro Mark in quell'attimo infinto, mentre eravamo su quella pista a volteggiare mi dimenticai di tutto e di tutti; in quel momento esisteva soltanto Chiara e la leggera musica che ci circondava caldamente ed era tutto così facile. Il mio corpo sembrava muoversi in automatico, le sorrisi e lei mi sorrise a sua volta e sembrava tutto così ovvio come se avessi sempre saputo quel che dovevo fare: semplicemente mi sporsi verso di lei e le mie labbra trovarono le sue. Ci baciammo in un istante che non sembrò finire mai, tanto che quando le nostre labbra si staccarono fu come rinascere improvvisamente al mondo, fu come essere investiti all'improvviso dai suoni,dagli odori,dalla vista delle altre persone attorno a noi.
Ma nulla si comparava allo sguardo allegro e spensierato di Chiara che mentre volteggiava mi guardava sorridendo di quello stesso sorriso che senza ombra di dubbio era dipinto anche sul mio volto. Il ragazzo si fermò a pensare a quegli eventi e con un sorriso a trentadue denti e scuotendo leggermente la testa continuò a scrivere:
All'improvviso il valzer si interruppe e dal nulla emerse un palcoscenico e sopra comparvero le sorelle Stravagarie. Io e Chiara ci liberammo dal nostro abbraccio e cominciammo a ballare come degli scatenati sulle note di "Fire Ippogrifo" mentre la folla si accalcava tutta attorno a noi; alcuni studenti hanno addirittura sollevato il piccolo professore Vitious e lo stavano facendo scorrere sopra la folla e tutto attorno, la frenesia prendeva il sopravvento. Non ho idea di quanto tempo io e lei abbiamo passato a ballare, mi stavo divertendo troppo per preoccuparmene finchè, ad un certo punto mi sporsi verso di lei e le dissi che sarei andato a prendere qualcosa da bere. Mi feci spazio tra la folla perché i tavoli erano vicino all'entrata, stavo riempiendo il secondo bicchiere di succo di zucca quando sentii afferrarmi la spalla da qualcosa di simile a una zampa di un orso, in un attimo mi vidi trascinato fuori dalla sala grande nel freddo corridoio deserto. Fui sbattuto al muro e mi ritrovai la faccia di Vincent Tiger a circa a due centimetri dalla mia. Non è un'esperienza che consiglio. E subito dietro c'erano Gregory Goyle e quel simpaticissimo di Draco Malfoy. Credo che Malfoy abbia paura di girare per la scuola senza le sue balie.
Ora potrei riportare una replica esatta delle parole di Tiger ma più o meno possono essere riassunte con
"Uh! Tu rubato, GRR, mia rragazza,Uh,per ballo!"
Cercai di divincolarmi e di raggiungere la bacchetta che avevo infilato in tasca ma ovviamente non potevo niente conto due armadi della stazza di Tiger e Goyle. E così sono stato trascinato dentro il ripostiglio delle scope. Quindi eccomi qui a scriverti questa lettera su un pezzo di pergamena dimenticato da qualcuno.

Il ragazzo alzò il capo e sospirò per poi continuare a scrivere:
Credo che abbiano bloccato la porta con qualcosa perché ho provato con l' "alohomora" e non sono riuscito comunque a smuoverla in più le gambe cominciano a farmi male per la posizione scomoda. Sarà già passata una buona mezz'ora da quando sono stato chiuso qui dentro, ma ad essere sinceri non è stata una serata niente male dopo tutto, anzi credo che sia stata una delle serate migliori della mia vita, mi spiace solo aver dovuto interrompere il tutto così all'improvviso, chissà che fine avrà fatto Chiara, magari avrà pensato che l'ho abbandonata: spero proprio di no, perché questi giorni sono stati fantastici, uno più sorprendente dell'altro; mi è sembrato di aver scoperto così tante cose sugli altri tanto quanto su di me. Perché a dirtela tutta credo proprio di essermi innamorato di lei e non mi importa se è una Grifondoro, non mi importa di quello che diranno gli altri o di quante botte dovrò prendere da Tiger e la sua banda. Direi che per lei ne vale proprio la pena, non lo pensi Mark?
La porta del ripostiglio delle scope si aprì improvvisamente e la luce del corridoio illuminò il mio viso e con un sorriso dissi
"Ciao Chiara!"

Posta una recensione

Devi fare il login (registrati) per recensire.