La morte di un innocente

Finalmente era arrivato il giorno dell'ultima prova, le tre scuole magiche più grandi d'Europa erano riunite nelle tribune del campo da quidditch di Hogwarts trasformato in un grande labirinto.
Severus Piton era stufo di quello stupido Torneo tremaghi, non aveva senso guardare quattro ragazzi rischiare la loro vita e partecipare a frivoli festeggiamenti come il ballo del ceppo, quando era chiaro che il signore oscuro stava tramando qualcosa. Era dall'inizio dell'anno che il marchio nero bruciava, l'aveva detto a Silente, la sorveglianza su Harry Potter era raddoppiata, Malocchio Moody non gli toglieva occhi di dosso.
In più, come se l'imminente ritorno del signore non fosse già abbastanza, il ragazzo era stato inspiegabilmente coinvolto nel troneo e non c'era stato modo di farlo ritirare.
Severus era preoccupato, sentiva che stava per arrivare un'altra guerra probabilmente ancora più terribile della precedente. Questa volta il punto di riferimento del mondo magico sarebbe stato un ragazzino di quattordici anni che non era assolutamente in grado di gestire la situazione.
Avrebbe avuto bisogno di aiuto ma non lui non era la persona giusta per fargli da guida.
Non era neanche certo di riuscire a sopravvivere a lungo, non sapeva se il Signore oscuro l'avrebbe risparmiato dopo che era rimasto per tredici anni al servizio di Silente.

I quattro campioni erano entrati nel labirinto da lì a poche ore quella pagliacciata sarebbe finita.
Silente l'aveva organizzata per "riallacciare i rapporti tra il popolo magico" e pensava di farlo facendo entrare un mangiamorte a Hogwarts?
Severus sapeva benissimo di cosa fosse capace Igor Karkaroff, l'aveva visto uccidere e torturare senza battere ciglio sotto il comando del Signore oscuro.
Era stato scarcerato per aver tradito i suoi compagni mangiamorte, neanche lui sarebbe stato il benvenuto.
Fleur Delacour si era ritirata, ora Potter avrebbe avuto il suo solito colpo di fortuna, avrebbe trovato la coppa al centro del labirino e tutti sarebbero stati felici e contenti, finiva sempre così.
Ma qualcosa non andava, poteva sentire il marchio nero bruciare, era come avere un fuoco sotto la pelle, propabilmente stava anche sanguinando.
Seversu guardò Karkaroff, anche lui aveva un'aria molto preoccupata ma faceva di tutto per evitare il suo sguardo. Quell'uomo era un vigliacco, sicuramente sarebbe scappato al momento più opportuno. Lui invece era deciso a rimanere, non era un codardo, avrebbe combattuto fino al suo ultimo respiro.

Viktor Krum era uscito dal labirinto con un aria molto confusa, doveva essere sotto l'effetto di un incantesimo.
Gli studenti di Hogwarts erano euforici, la loro scuola aveva vinto, rimaneva solo da scoprire se il campione sarebbe stato il solito grifondoro o un eccezionale tassorosso.
Il tempo passava e i due ragazzi tardavano a comparire,
Poi Severus lo sentì, potente come non mai, chiuse la mente, non poteva urlare, il suo vecchio padrone lo stava chiamando. Non poteva smaterializzarsi per raggingerlo subito, doveva guadagnare un vantaggio strategico, altrimenti sarebbe morto. Un'ora di ritardo gli avrebbe potuto salvare la vita.
Qualcuno gli aveva messo una mano sulla spalla
"Severus, stai bene?" chiese Albus Silente preoccupato
L'uomo non poteva parlare apertamente, erano circondati da studenti, li avrebbe spaventati inutilmente.
"Ci è riuscito, non so come, ma l'ha fatto"
Non servirono altre parole, il preside si alzò, portò la bacchetta alla gola e stava per annullare la prova e rimandare tutti nel castello al sicuro quando due figure si smaterializzarono di fronte alla tribuna.
Severus rimase pietrificato mentre Silente corse verso i due ragazzi, erano entrembi a terra forse morti? La folla che all'inizio urlava di gioia ora urlava di terrore.

Uno dei due ragazzi si era alzato mentre l'altro rimaneva immobile, da lontano Severus non poteva capitre di chi si trattasse.
Potter era morto?
In quel caso erano tutti spacciati, il regno di terrore del signore oscuro non avrebbe avuto ostacoli. La sua missione, proteggergli la vita a qualunque costo, era fallita.
Si avvicinò insieme agli altri professori e tirò un sospiro di sollievo, Potter era vivo, in lacrime e avvinghiato al corpo senza vita di Cedric Diggory, ma vivo.
"E' tornato, E' tornato. Voldemort"
Per un secondo aveva temuto il peggio.
Le guerre iniziano sempre così, con la morte di un innocente, un ragazzo si era trovato sulla strada del signore oscuro ed era stato annientato.
Potter piangeva e urlava, era ferito ma non gravemente.
Tra lo scompiglio generale, l'uomo quasi non si accorse che il ragazzo veniva portato via da Malocchio, con lui sarebbe stato al sicuro.

Nel frattempo Amos Diggory era riuscito a raggiungere il corpo di Cedric e solo quando Severus vide l'espressione di quel padre che aveva appena perso suo figlio, capì di essere un idiota.
Come aveva potuto essere sollevato? Un ragazzo era stato ucciso, un ragazzo promettente, con degli amici e una famiglia. Non era una seconda scelta, la sua vita valeva tanto quanto quella del prescelto.
Era lì, morto, sotto gli occhi di tutti, esposto senza un minimo di rispetto.
La guerra era iniziata da pochi minuti e tutti avevano già perso la ragione.
Così Severus si tolse il mantello e coprì il corpo di quel povero ragazzo per dargli almeno un po' di dignità.
Forse quella notte notte anche lui sarebbe morto e probabilmente il suo decesso non avrebbe intristito molti, il cinico professore di pozioni, il mangiamorte traditore, il vigliacco doppiogiochista, non ci sarebbe stato tempo per lui ma doveva esserci per un innocente.
"Dov'è Harry? Gli avevo detto di rimanere qui" gli chiese all'improvviso un preoccupatissimo Albus Silente.
"L'ho visto andare via con Moody"
"Dobbiamo trovarli subito, il ragazzo non è al sicuro, non possiamo fidarci più di nessuno"
Così entrambi corsero verso il castello .

 

Ho da poco creato una pagina facebook in cui pubblico immagini sulla mia collezione a tema Harry Potter. Si chiama "My Potter Collection" dategli un'occhiata se vi va.

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