Buonanotte bambino mio

Cosa sarebbe successo se Silente non avesse scoperto Harry davanti allo specchio delle brame la prima sera?

Hogwarts, notte di Natale 1991

 

Severus Piton non odiava il Natale come pensavano molti dei suoi studenti.
Aveva passato dei bei momenti con sua madre o con i suoi amici, le feste di Natale al Malfoy manor erano spettacolari. Tuttavia negli ultimi anni non aveva avuto motivo di essere felice o voglia di festeggiare.
Aveva accettato di fare il turno di perlustrazione notturno dei corridoi, molti professori erano a casa a festeggiare, persino il preside era andato a trovare suo fratello, mentre lui non aveva nessun posto in cui andare, era solo una notte come molte altre.
Gli studenti erano nei loro dormitori a digerire il banchetto natalizio fornito dagli elfi, sarebbe stata una serata tranquilla.
Non gli dispiaceva fare il turno notturno anche se quella sera faceva particolarmente freddo, aveva nevicato abbondantemente e il castello era gelido. Indossava il suo immancabile mantello nero a cui aveva aggiunto la sua vecchia sciarpa di serpeverde di quando era studente.
Avrebbe volentieri bevuto un sorso di whisky incendiario per riscaldarsi ma era consapevole di non reggere bene l'alcol, non era il caso di farsi vedere in giro ubriaco, la sua reputazione era già piuttosto cattiva. Non era mai stato un professore dolce e comprensivo ma era consapevole di essere stato particolarmente acido quell'anno e sapeva benissimo il perchè: Harry Potter, il bambino sopravvissuto, il salvatore del mondo magico era arrivato ad Hogwarts.
Un ragazzino arrogante e presuntuoso, ovviamente grifondoro, che si gongolava nella sua fama.
Severus si diede dello stupido da solo, quello era James Potter, suo padre, chi voleva prendere in giro? Era ovvio che il ragazzo non c'entrasse niente, non aveva quasi neanche conosciuto i suoi genitori. E come se questo non bastasse lui era uno dei motivi principali per cui Harry Potter era orfano, aveva rivelato al Signore Oscuro quella maledetta profezia e come al solito aveva rovinato tutto. Poi aveva cercato di rimediare e aveva peggiorato ulteriormente le cose nel modo più definitivo possibile.

Sovrappensiero Severus aveva vagato per il castello fino quasi a perdersi, aveva abitato in quel posto per molti anni ma era così grande che a volte gli capitava ancora di perdersi, comunque doveva trovarsi da qualche parte al quarto piano.
Stava cercando delle scale per scendere verso i sotterranei, voleva dare un occhiata alla sala comune dei serpeverde, spesso organizzavano dei festini non autorizzati durante le vacanze, quando si accorse di una piccola luce che proveniva da un'aula aperta.
Poteva essere un collega o uno studente che gironzolava nel castello di notte, decise di andare a controllare, dopotutto era il suo lavoro.
Entrò quindi in una piccola aula in disuso, non gi sembrava di esserci mai entrato.
La luce proveniva da una lanterna abbandonata in un angolo.
Severus si guardò intorno e per via del buio gli ci vollero un paio di secondi per riconoscere le sagome nella stanza. Poteva vedere un grande specchio con un'elaborata cornice dorata e davanti a questo un bambino acciambellato per terra, apparentemente addormentato.
L'uomo si avvicinò intenzionato a svegliare il ragazzino ma proprio prima di aprire bocca diede un occhiata allo specchio e subito ammutolì: Lily Evans era lì e lo stava salutando. Si girò di scatto ma era solo, ovviamente non c'era nessun'altro in quella stanza. Doveva trattarsi di un qualche artefatto magico, magia oscura probabilmente. Era forse di uno specchio costruito per fare soffrire chi vi guardasse dentro?
Poi si rese conto di un'iscrizione "Erouc li am otlov li ottelfir non", che lingua era mai quella?
Ma certo "non rifletto il volto ma il cuore," dopo tutto si trattava di un specchio.
Quindi vedeva ciò che desiderava: Lily ovviamente, Lily viva e felice.
Si era quasi dimenticato di quanto fosse dolce il suo sorriso, la sua Lily sorrideva sempre, trovava sempre un motivo per essere felice, esattamente al contrario di lui. Severus non piangeva facilmente ma in quel momento un paio di lacrime gli scesero dgli occhi. Lui l'aveva uccisa come poteva pretendere di amarla?

Era in piedi di fronte allo specchio, fece qualche passo in avanti per toccare la donna che gli sorrideva quando urtò qualcosa con il piede.
Ma certo il ragazzino, se ne era quasi dimenticato.
Era un bambino magrolino, probabilmente del primo anno, indossava un vecchio pigiama a righe decisamente non della sua taglia, ma non riusciva a riconoscerlo al buio.
"Lumos"
Potter, maledetto piccolo Potter, cosa ci faceva lì da solo al freddo?
Doveva essere rimasto incantato dallo specchio, forse anche lui vedeva Lily.
Era solo un bambino che passava la notte di Natale addormentato di fianco ai suoi genitori o perlomeno a qualcosa che ci assomigliava.
Non poteva svegliarlo bruscamente e sgridarlo, non di fronte a Lily.
Così Severus, in un raro, se non unico, momento di dolcezza prese in braccio Harry e, dopo aver dato un ultimo sguardo allo specchio, lo portò fuori da lì.
Come faceva a essere così leggero ad undici anni?
Forse i Dursley non gli avevano dato abbastanza da mangiare?
Petunia non aveva mai amato particolarmente sua sorella ma non poteva credere che avesse maltrattato l'ultima parte rimasta di lei.
L'uomo riuscì a trovare le scale e si diresse verso la torre di grifondoro.
La Signora Grassa lo fece passare senza chiedergli la parola d'ordine, dopotutto era un professore.
La sala comune era deserta, ci era entrato raramento in veste di insegnante, non gli piaceva molto: era più piccola di quella di serpeverde, troppo rosso e oro per i suoi gusti. Spesso si era chiesto come sarebbe andata la sua vita se fosse stato smistato in grifondoro, forse sarebbe addirittura stato amico di Potter, forse non avrebbe perso Lily per sempre. Discorsi inutili, doveva mettere il ragazzo a letto e andarsene velocemente da lì.
Avrebbe decisamente bevuto più due dita di whisky quella sera.

Salì la piccola rampa di scale che portava al dormitorio del primo anno, aprì lentamente la porta ed entrò nella piccola stanza circolare. Si sentiva un leggero russare da quattro dei cinque letti, si avvicinò all'unico vuoto e vi pose il ragazzino che coprì come potè, non aveva molta esperienza con quel tipo di cose.
Harry non si era svegliato durante il tragitto almeno così gli era sembrato.
Era così piccolo e indifeso. Come aveva potuto sconfiggere il signore oscuro?
Stava per andarsene quando sentì una vocina: "Mamma?"
Dopo tutta la fatica che aveva fatto, Potter si era svegliato?
L'uomo si sporse leggermente in avanti, no stava ancora dormendo, doveva essere un sogno o forse un incubo?
Doveva fare qualcosa? Gli venne in mente solo quello che avrebbe fatto sua madre in quella circostanza, quindi Severus si riavvicinò al letto, si chinò, diede un leggero bacio sulla fronte a Harry e sussurrò: "Buonanotte bambino mio".
Poi se ne andò a passo sostenuto, non era abituato a quella sdolcinatezza, solo Lily avrebbe potuto fargli fare una cosa del genere e così era successo.

Severus Piton non cercò mai più lo specchio delle brame e non ne parlò mai con nessuno.

 

Note dell'autrice:
Non sono riuscita a trovare il luogo esatto in cui si trovava lo specchio della Emarb a Hogwarts nel 1991, ho quindi improvvisato.

 

Ho da poco creato una pagina facebook in cui pubblico immagini sulla mia collezione a tema Harry Potter. Si chiama "My Potter Collection" dategli un'occhiata se vi va.

Posta una recensione

Devi fare il login (registrati) per recensire.