La sala comune di Grifondoro è deserta.
Tutti gli studenti sono già andati a dormire.
Unico rumore è dato dal fuoco che scoppietta allegro nel camino davanti a me.
Osservo quelle sottili lingue di fuoco gialle e rosse con aria assorta.
Chiudo gli occhi.
Affondo i denti nel labbro inferiore reprimendo a fatica un gemito di dolore.

Lentamente distolgo lo sguardo dal fuoco e lo punto su Fred seduto proprio davanti a me.
Ho passato un'intera settimana in punizione nell'ufficio della Umbridge.
Quella vecchia megera!
Mi ha fatto scrivere non so quante volte la frase " non devo aggirarmi per la scuola in piena notte".
Invece dell'inchiostro però, ho usato il mio stesso sangue.

Osservo le mie mani.
Sono piene di tagli più o meno profondi, vesciche e croste.
La Umbridge ha approfittato del fatto che sono ambidestra per rendere la sua punizione ancor più dolorosa.
Ad ogni taglio che si apriva sulle mie mani lei sorrideva soddisfatta.
Le piaceva vedere le persone soffrire.

Io però non sono caduta nella sua trappola.
Ho continuato a scrivere, nonostante il dolore.
Non mi sono mai lamentata o fatto uscire dalle mie labbra un solo gemito.
Sarei morta piuttosto che darla vinta a quel vecchio rospo avvizzito.

Però non sono pentita di quello che ho fatto.
Anzi se potessi tornare indietro rifarei ogni cosa.
Non potevo lasciare che Gazza scoprisse Fred e George mentre si introducevano nel ufficio della Umbridge per riprendersi gli scherzi che la professoressa aveva requisito a gli studenti.
Il passaggio segreto che dovevamo usare per scappare era troppo stretto per contenere noi tre, più i vari scatoloni.
Gazza stava per arrivare ed io ho deciso di "sacrificarmi" per lasciare ai gemelli il tempo di scappare.

- Non avresti dovuto farlo Winny.

Sorrido.
Osservo Fred che si prende cura delle mie povere mani martoriate.
Vederlo così concentrato ed allo stesso tempo preoccupato per me, mi scalda il cuore.
Tolgo le mani dalla soluzione di tentacoli di purvincoli filtrati in salamoia in cui le ho immerse poco fa.
Fred inizia poi ad asciugarle con un panno concentrandosi nei punti dove le piaghe sono più profonde.
Lo guardo e non riuscendo a fare a meno di sorridere.  

Io e Fred siamo una coppia da quasi un anno ormai.
Non so come, ma è successo.
Mia madre l' estate scorsa mi aveva messo in punizione.
Fred era venuto a trovarmi di nascosto appellandomi come la sua ragazza.  
Io ho provato a ribattere, ma Fred non me ne ha dato il tempo.
Prima mi ha attirata a se e poi mi ha baciato.
Dopo un primo istante di smarrimento, ho ricambiato il suo bacio..
E' stato tutto meravigliosamente bello.

Non c'è stato bisogno di dirsi " ti amo".
Oppure che Fred mi chiedesse se volevo essere o meno la sua ragazza.
Siamo diventati una coppia senza bisogno di tutte queste ridicole smancerie da romanzo rosa babbano.
In fin dei conti io e Fred ci conosciamo da tutta la vita.
Probabilmente era solo questione di tempo prima che la nostra amicizia diventasse qualcosa di più.

- Sto bene. La cosa importante è che tu e George abbiate recuperato la merce dall' ufficio di quella megera.

Sorrido.
Fred comincia a fasciarmi le mani con delle bende pulite.
Il suo tocco è leggero ma allo stesso tempo delicato.
Ad ogni piccolo contatto tra le nostre dita, io sento un brivido piacevole scorrermi lungo la schiena.
Fred ha aspettato che tornassi dall'ufficio della Umbridge per occuparsi personalmente delle mie mani ferite.
Che pensiero dolce.

Odio mentire.
Non è stato facile per me nascondere ai gemelli la verità sulle mie mani.
Quando le piaghe hanno iniziato a farsi più evidenti  ho dovuto indossare dei guanti per nasconderle.
Più i giorni passavano e più i dolori alle mani diventavano insopportabili.
Ogni movimento mi costava fatica.
Prendere appunti durante le lezioni o impugnare le posate per mangiare.
Addirittura suonare era diventata una tortura.

Ma non ho avuto scelta.
I gemelli stavano dando il massimo per realizzare il loro sogno.
Aprire un negozio di scherzi.
Io li aiutavo, procurandogli dei clienti su cui testare i loro prodotti.
Gli affari andavano bene e non volevo si preoccupassero per me.

Kristen la mia migliore amica, aveva provato a curarmi i tagli con dei rimedi babbani.
Tutto inutile.
Alla fine però la verità è venuta fuori.
Un giorno mentre aiutavo Fred e Geoerge con delle merce, la mia mano sinistra ha iniziato a sanguinare.
Inizialmente ho negato dicendo che era tutta colpa del freddo.
Poi però Fred mi ha preso la mano, sfilato il guanto e lui e suo fratello hanno scoperto tutto.

Ne lui ne tanto George ce l'hanno con me per avergli mentito.
Anzi, la loro idea era quella di giocare alla Umbridge un bello scherzetto per vendicarsi.
Magari piazzare delle caccabombe nel suo ufficio, o farla impazzire con qualche fuoco d' artificio Weasley.
Io però non ho voluto.
La Umbridge avrebbe fatto di tutto pur di trovare il colpevole. Anche accanirsi su gli studenti del primo anno.
Non valeva la pena rischiare così tanto.

Fred termina di fasciarmi le mani con le bende.
Allungo la mano sinistra verso la sua guancia accarezzandola dolcemente.
Fred muove piano il viso contro il ruvido tessuto quasi fosse un gatto che fa le fusa.
Poi le mie dita si spostano sulle sue labbra.
Una ad una, Fred le bacia rivolgendomi un'occhiata tra il malizioso e il divertito.

Adora provocarmi.
Vedere fino a quando, riesco a resistere senza saltargli addosso.
Fred appoggia la schiena contro il divano alle sue spalle.
Io mi siedo tra le sue gambe poggiando la mia schiena contro il suo petto.
Le sue braccia mi circondano la vita.
Un brivido mi attraversa la schiena, quando avverto le labbra di Fred baciarmi sul collo.
 
- Non credi di essere in debito con me signorina Cooper? In fin dei conti, mi sono preso cura di te.

Sorrido.
Fred mi porge un grosso pezzo di cioccolato proveniente da Mielandia.
Ne stacco un pezzo con i denti e comincio a masticarlo.
Mi sento subito meglio.
Fortuna che questa sera era l' ultimo giorno di punizione con quella megera della Umbridge.

Metto in bocca ciò che resta del cioccolato.
Poi sorridendo, mi giro verso Fred e con un rapido movimento mi sistemo sopra di lui.
Lui mi guarda con un sorriso malizioso stampato sulla faccia.
Ha ottenuto ciò che voleva.
Mi circonda i fianchi con entrambe le braccia. Io faccio lo stesso con il suo collo.  
Lentamente avvicina il suo viso al mio.
Il suo respiro mi solletica piacevolmente il viso.

- Hai perfettamente ragione signor Weasley, ed io conosco un modo molto piacevole per ripagare il mio debito.

Senza perdere altro tempo, annullo la distanza che separa me e Fred.
Lo bacio, unendo la mia bocca alla sua in un dolce bacio.
Avverto il mio cuore fare un paio di capriole dentro al mio petto.
Fred mi attira maggiormente contro di se.
La sua mano destra mi accarezza dolcemente la schiena e l' altra invece affonda tra i miei capelli.

Socchiudo maggiormente le labbra.
Fred ne approfitta per impadronirsi con maggiore impeto della mia bocca.
Il sapore dolciastro del cioccolato, si mescola a quello di Fred.
Un bacio al cioccolato.
Semplicemente fantastico.

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