Note alla storia

Benvenuti! Ho pubblicato questa storia anche su EPF, spero che vi piaccia!!!! Recensite pure, se vi va!

Ho usato frasi che non solo riportano fedelmente come mi immagino la personalità di questa coppia, ma che in qualche modo riprendono dettagli della saga (come il famoso "Ti piacerebbe!" di Harry a Draco, qui è citato da Rose).

Buona...mmh...visione! Un bacio dalla Scrivistorie!

«Non voglio regalarti uno stupidissimo anello che fra un paio d’anni sarà già pieno di ammaccature», esordì all’improvviso Scorpius, allontanando le labbra dalla fronte delicata della sua dolce rosa.
«Dai già per scontato che io voglia un marito come te» rise Rose, scostandosi un ricciolo ribelle  – sfuggito dalla sua adorabile treccia – dal quel viso ammaliante.
Cavolo, lui era così innamorato di quella ragazza che non riusciva a non sembrare lo sdolcinato della situazione.
«In effetti nutro dubbi che tu voglia sposarti. Ma Albus si infurierebbe se la sua bellissima cugina rimanesse…mmh…sola» sospirò il ragazzo, con tono melodrammatico.
Rose lo ignorò. Nell’ignorare commenti sgradevoli era una campionessa. «Allora, ammesso che un giorno riuscirai a convincermi – sto ipotizzando, non iniziare a fantasticare – a raggiungere l’altare bianco, cosa mi doneresti, signor Malfoy?» sghignazzò lei.
Non era affatto giusto che lei potesse deriderlo così. L’avrebbe zittita.
«Il mio cuore» rispose lui con un sorriso magnetico, «tutti i miei sentimenti, le mie emozioni, quando sono con te, proprio te, Rose Weasley, la rosa che con le sue spine anni fa trafisse e fece suo il mio cuore. Per scritto».
«Stai proponendo una poesia?» mormorò lei stuzzicante. I capelli le ondeggiavano a causa della leggera brezza che entrava da una finestrella decorata da tanti aggeggi strani, che solo quella stanza poteva possedere.
«Più o meno» rispose lui con un sorriso sghembo.
«Tanto non la scriverai, te lo dico io» sussurrò lei convinta.
«Soltanto perché tu sei categoricamente contraria? Prima o poi ti convincerò, lo sai» replicò Scorpius, accarezzandole lo zigomo perfetto della ragazza.
«Infatti lo so». Lo zigomo era rigato da una lacrima.
Oh no, Rose...
«E allora qual è il problema?»
«Ho paura, Scorpius. Di fare la scelta sbagliata». Rose lo stava fissando decisa, e lui poté solo pensare a quanto traballasse non appena incrociasse quegli occhi colmi di sentimento…la sua rosa…
«Se non ci provi, come fai a sapere ciò che ti spetta? Rischiare è la vita, dopotutto»
«Ma insomma! Abbiamo diciassette anni da poco, come puoi…? Sei davvero irritante, Malfoy, e quindi non muoverò nessun dito per semplificarti le cose. Preparati a un corteggiamento a non finire» sbuffò lei, ma sorrideva nella penombra.
«Sei poco aggiornata, Weasley. Si dice flirt oggi. Non è difficile!» notò lui soffocando una risata.
«Per me lo è» ribatté la ragazza con tono insistente.
«Neanche tu, con la tua fama d’uccidi-sogni, potrai distruggere le mie speranze» mormorò lui con orgoglio.
«Mmh…ne sei sicuro?»
«Diciamo all’80%. E comunque se ipotizzi matrimoni le alimenti solo di più!»
«Scusa tanto, Malfoy, se le tue parole mi catturano come se fossero piante carnivore che mi stanno divorando e m’inzuppano anche di quegli stranissimi liquidi gastrici vegetali» rise lei.
«Metafora molto romantica, Weasley. Ma allora ammetti che sono un tipo affascinante e che ti attiro incondizionatamente!», gli si illuminarono gli occhi.
«Non esagerare. Diciamo interessante»
«Ma non hai replicato che ti attiro»
«Purtroppo è vero. Ma non montarti la testa come quando Lynne Rebels ti sorride» sbuffò lei, con aria annoiata.
«Non è vero!»
«Sì che lo è!»
«Gelosa, Rosie?»
«Ti piacerebbe!»
«E ora dove scappi?»
Rose si stava allontanando. «Al mio dormitorio, guastafeste».
«Non puoi». Lui la stava seguendo.
«Perché?» chiese lei con aria di sfida.
«Perché ti amo, ed esigo un saluto come si deve»
Rose era rimasta bloccata, dalla sorpresa. Era la prima volta che lui lo diceva: i bigliettini, gli stupidi gufi non contavano. Adesso Scorpius l’aveva proprio detto, e tutto era più definito, nitido.
Lui si chinò verso di lei e la baciò. Sentiva le guance inumidite della sua rosa, le sue labbra premute contro le sue che si assaporavano reciprocamente, i capelli di lei che coprivano anche lui, le fronti che erano contro, i cuori che battevano all’unisono. I baci tra loro erano sempre delicati, teneri, raramente colmi di passione come quello. Potevano paragonarlo solo ad uno, semmai. Il primo. Al quinto anno. Anche quello era stato proprio in quel modo.
«Quando ci sposeremo, ti darò un bacio che ti mozzerà il respiro, più di questo» sorrise lui con aria un po’ sorniona, vedendo che lei era leggermente trafelata.
«Sogna e spera, Malfoy!» riuscì a ribattere lei mentre correva via.
«Ma cosa temi? Sei tu il Caposcuola!» disse lui, in un soffio.
«Sì, ma dimentichi che il prefetto è Lynne! Non puoi permetterle di squartarmi, o no?» farfugliò, scomparendo dalla Stanza delle Necessità, i capelli che le danzavano sulla schiena.
***
Sette anni dopo
Io non dimentico le promesse, mia rosa.
Che canta e si strugge, che osa.
Che vola e si libra, che corre.
Nel cielo non ho più nuvole da porre
Che danza e si muove, che brilla
Che ama con aria arzilla
Che con la sua gelosia mi fa sperare
Che fa tremare anche il mare
Che riesce, che prova
E presto diverrà la mia sposa.
La Tana stava trascorrendo un normale pomeriggio, all’apparenza. Soltanto i ventiquattrenni Rose e Scorpius erano in casa – gli altri erano andati a Ottery St Catchpole per un pomeriggio.
«E’ piccola, ma apprezza il tentativo. Almeno la mia vena poetica non è totalmente sparita» le baciò la fronte Scorpius, con self-control.
«Stai per caso flirtando?» lo accusò.
«Vedo che ricordi quella sera» sorrise lui con un altro e delizioso bacio stampato su un ricciolo.
«Come dimenticarla? Ipotesi sui matrimoni, strani flirt, e una promessa. Cose che solo nella coppia Rose/Scorpius possono succedere…»
«Significa che siamo diversi» sorrise amorevolmente lui.
«Non ho mai capito questa tua avversione per le tradizioni, davvero»
«Se non fossi contro le tradizioni, credi che potrei amare proprio una Weasley?» sospirò lui.
«Touché», stavolta fu lei a baciargli una tempia.
«Adesso sta a te spiegarmi la tua avversione per il matrimonio» notò lui.
«Te la spiegai quella sera»
«Sì, Rosie. Sette anni fa. E in sette anni la risposta rimane che hai paura? Insomma, io ti sto aspettando. Sono già 9 anni che siamo innamorati, anzi, per me anche 12, e allora…?»
«Scorpius, io non…e così tu pensi che io non ti ami!», le guance rosee di Rose si riempirono di lacrime.
«No, Rose»
«Invece sì! Hai paura che io cambi idea, che non ti sposi perché non voglia una vita con te, ma è una menzogna bell’e buona. Io non…potrei amare nessuno come amo te, e non so se è la stessa cosa per te, ma…»
«Rose Weasley, come puoi insinuare…? Senti, non voglio tirar fuori una cosa strappalacrime, ma io non avrei un significato senza di te. Il mio cuore, sarebbe vuoto. Malato. Tu sei un raggio di luce, una medicina, la donna – ormai è così – con cui vorrei passare tutta la mia vita. Vuoi tu sposarmi?»
Scorpius era trafelato. Per una dichiarazione così, non avrebbe potuto tollerare un no. E anche Rose lo capiva, era visibilmente imbarazzata e agitata.
Prese le mani di lui e ricordi non fecero altro che trapassare le loro menti. La prima estate di lui alla Tana, il primo incontro, Albus e i suoi tentativi di metterli insieme…
«Sì, Scorpius, sì. Voglio trascorrere ogni altro istante della mia vita con te, e se significa sposarmi, ne sarò lieta» alla fine disse e lui la baciò, mentre stava iniziando un nuovo periodo per la rosa e per lo scorpione. 

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