Ti urlo che sei una sottutto.
Mi impongo, sovrasto le tue parole.
Ti rimprovero perché sei sempre così minuziosa, e mi costringi a finire i compiti anche se non mi va, a mangiare più piano anche se ho una fame da lupo, a essere più paziente.

Mi rimproveri di non avere sensibilità, di essere troppo scherzoso, di prendere la vita con troppa leggerezza.
Poi scuoti quella tua chioma folta, afferri i libri con stizza e te ne vai, con il naso per aria.
Io mi allontano, le braccia incrociate sul petto.

Non sai che vorrei solo dirti “Dammi un bacio”.

Note di fine capitolo

Non ricordo quando ho scritto questa piccola, semplicissima storiella, che non si arricchisce di nessuna pretesa. E' lì ferma sul foglio a prendere aria da molto tempo, almeno qualche anno, e volevo condividerla con voi, come tutto ciò che ho scritto su HP... e per dirvi quanto mi mancate.

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