“Ehi, Weasley! Aspetti che lascino entrare i traditori del loro sangue in biblioteca?”
“Aspettavo che passassi tu a dire il vero, per lanciarti una fattura pungente, Parkinson!”
Decide che è meglio lasciarmi stare, ha fatto la scelta giusta.
 

Questa è la fine
Trattieni il respiro e conta fino a dieci

 
Conta fino a dieci, Ginny. Di questi tempi non puoi permetterti di crollare a terra nel primo corridoio che capita. Sei forte, dannazione! Ed è questo che ci si aspetta da te… C’è la guerra, c’è la paura, l’angoscia in ogni giornata, in ogni minuto, momento… quindi devi essere forte! Sì, ma è stato solo un attimo, solo un attimo, ho sentito il suo nome, il solito battibecco…
                “Harry Potter ci ha lasciati!” “Già, va via e lo chiamano ancora eroe!
I soliti discorsi dei rassegnati, degli sconfitti in partenza, dei troppo codardi per credere, dei vigliacchi.
                “Harry Potter salverà le vostre chiappe, idioti!” ero intervenuta, e poi era corsa via, verso chissà cosa, per crollare a terra nel corridoio della biblioteca con la testa fra le mani.
 

Senti la terra tremare e poi
Senti il mio cuore esplodere ancora

 
Dovrei esserci abituata, ormai. Ma ogni tanto, il bisogno costante di Harry mi uccide, mi dilania. Non sapere cosa faccia, dove sia, se sta bene… mi fa esplodere il cuore.
Dovrei alzarmi, i Carrow potrebbero passare e impormi una punizione per aver infranto una nuova regola. Non posso permettermi punizioni o torture. Devo combattere. Con i miei amici. Per lui…

 
Lontani mille miglia e ai poli opposti
Dove i mondi si scontrano e i giorni sono bui

 
“Ginny…” la voce di Luna, spesso, riusciva a essere un’ancora di salvezza, per me. “Cosa fai lì per terra?”
“Luna, io… niente in realtà. Mi sono fermata a pensare.”
“A Harry vero? Ti si legge negli occhi, pensavi a lui?”
Guardai i suoi grandi occhi e non riuscì a dirgli altro che la verità. “Non sapere se sta bene mi fa stare male…” Continuava a osservarmi come se mi vedesse per la prima volta, con la sua inconfondibile espressione di sorpresa.
“Vorrei solo sapere, capisci? Solo sapere! Mi renderebbe più sicura! Io… non voglio…” stavo trattenendo le lacrime, mi sentivo soffocare, avrei cominciato a singhiozzare in pochi secondi.
 

Lascia che il cielo crolli
Quando si sbriciola
Rimarremo fermi
Lo affronteremo assieme

 
Mi portai una mano alla gola e l’altra ad allentare il colletto della divisa, le lacrime che mi solcavano le guance. Basta! Non è da me!
Non so quanto Luna rimase lì a fissarmi, a rispettare le mie lacrime, vicina. Solo quando mi calmai, mi porse la sua mano gentile e mi fece alzare, poi parlò di nuovo…
“Noi non sappiamo dove sia, ma se solo lui riuscisse a trovare degli Appuri Messaggeri, potrebbe certamente farcelo sapere. Loro possono superare qualsiasi barriera protettiva perché sembrano semplici libellule…”
Ruppi in una risata, mentre lei sorrise beatamente. Era capace di questo, era un piccolo raggio di sole in giornate buie come quella.
“Sì Luna, magari ne trova uno…”
 

Lascia che il cielo crolli
Rimarremo fermi
Davanti al cielo che crolla
 


Note di fine capitolo

Torno dopo tanto, tantissimo tempo e chiedo umilmente scusa. Spero che anche questo mio missin moment sia apprezzato da qualcuno. Ginny mi sta a cuore. La canzone è Skyfall di Adele, tradotta.
Gabry

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