Note alla storia

Vi è mai capitato di dover alzare il tono di voce a causa della musica troppo alta?
Ecco una breve fan fiction su "cosa sarebbe successo se" fosse capitata la stessa cosa al nostro Ron Weasley durante il ballo del ceppo...
L'ho scritta di getto, chiedo quindi venia se è alquanto banale e se è scritta, come si suol dire, "con i piedi". Ad ogni modo, vi auguro una buona lettura!

Note al capitolo

Vi è mai capitato di dover alzare il tono di voce a causa della musica troppo alta?
Ecco una breve fan fiction su "cosa sarebbe successo se" fosse capitata la stessa cosa al nostro Ron Weasley...
L'ho scritta di getto, chiedo quindi venia se è alquanto banale e se è scritta, come si suol dire, "con i piedi". Ad ogni modo, vi auguro una buona lettura!

Mentre l’intera scuola si dava alla pazza gioia, due giovani Grifondoro se ne stavano seduti in disparte, le espressioni malinconiche, a guardarsi le scarpe e a riflettere sul senso della vita. Uno dei due, quello dinoccolato e dai capelli rossi, si voltò in direzione dell’amico smilzo e occhialuto e domandò:
“Vuoi qualcosa da bere?”
L’altro distolse, per una manciata di secondi, lo sguardo dal pavimento e con tono abbacchiato rispose:
“No, non ho sete”, poi riprese a fissarsi i lacci delle scarpe.
Sebbene la sala fosse immersa nel frastuono, il silenzio che si ergeva tra i due era totale.
Ron Weasley allora prese a guardarsi intorno, annoiato e sbuffante come non mai. I suoi occhi azzurri guizzavano a destra e a sinistra alla ricerca di qualcosa di interessante da osservare e commentare, quando ecco farsi largo tra la folla una coppia sorridente e accaldata per le sfrenate danze. Gli angoli della bocca gli si inclinarono verso il basso quando vide la mano di Viktor Krum stringere quella di una graziosa Hermione Granger, che indossava un abito pervinca e portava i capelli legati dietro la nuca.
Se fosse stato umanamente possibile, il giovane mago avrebbe probabilmente avuto metà volto contratto in una smorfia di rabbia mista a gelosia, l’altra metà invece si sarebbe distesa in un sorriso ebete e sognante. Le farfalle che svolazzavano nel suo stomaco poi, facevano a botte con l’acidità che la vista del bulgaro gli procurava.
“Stasera è molto carina” commentò distrattamente tra sé e sé.
La musica troppo alta però impediva lo svolgimento di una sana conversazione e il povero Harry fu costretto a distogliere nuovamente lo sguardo dalle sue stringhe per prestare attenzione alle parole dell’amico:
“Come scusa?” fece, aggrottando la fronte.
“Dicevo che stasera è piuttosto carina…” ripeté il rosso, dimentico di aver espresso i suoi pensieri a voce alta. Ma il moro quella sera era duro d’orecchi e dovette chiedere all’amico di parlare un po’ più forte o avrebbe continuato a non capire un accidente.
“Merlino, Harry! Sei sordo o cosa?” sbottò Ron seccato, “HO DETTO CHE STASERA HERMIONE E’ MOLTO CARINA!”
A quel punto ormai il ragazzo stava urlando ma il fato volle che, in quel preciso istante, la musica cessasse di colpo e l’intero corpo studentesco e i professori, che ancora improvvisavano qualche passo di danza, sentirono ogni singola parola.
Le orecchie del Grifondoro si tinsero di un acceso rosso scarlatto.
“Ti prego Harry, uccidimi” disse, questa volta in un sussurro.
Anche Hermione era parecchio arrossita, eppure un lieve, quasi impercettibile, sorriso le si era stampato sulle labbra: “Sono carina” pensò, “ha detto che sono carina”.

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