Note alla storia

E' la mia prima fan fiction su Harry Potter, di cui sono grandissima fan da quando avevo 11 anni. Spero di non essere andata troppo OC, e di non fare troppo schifo. Fatemi sapere, magari datemi qualche dritta

Note al capitolo

E' pensata per essere una one-shot, il finale è lasciato all'immaginazione del lettore. Io lo considero comunque una vittoria di Remus sulla sua timidezza.

Quella mattina, Remus entrò nella Sala Comune domandandosi quanto si sarebbe sentito idiota nel fare quello che aveva promesso a James.  

Mi sento idiota già adesso, pensò.  

Superando il tavolo dei Serpeverde, sentì Malfoy e Lestrange ridacchiare. Probabilmente stavano commentando i suoi pantaloni rattoppati. Remus aveva scoperto che l’incantesimo Autoricucente si esauriva dopo un po’, e le toppe erano una soluzione più pratica, se non volevi ritrovarti all’improvviso con degli strappi nei posti più imbarazzanti.  

Sorvolando con lo sguardo il tavolo dei Grifondoro, vide che era seduta tra Alice e Mary, come al solito.  

La figuraccia avrà degli spettatori, a quanto pare. Per lo meno il resto delle panche era semideserto, visto che era ancora presto, e Piton non era in giro. Remus si avvicinò con rassegnazione alle tre ragazze. “Ehm. Per te, Lily”, disse Remus, tirando fuori dalla tasca una busta di carta.  

Alla vista dell’intestazione: “Pour la Belle Dame sans Merci” scritta in inchiostro rosso sangue, Lily inarcò un sopracciglio.  

Mary e Alice si scambiarono uno sguardo.

“Remus! Non dirmi che ti sei prestato anche tu! Mi sembrava di essere stata abbastanza chiara con i due precedenti messaggeri”.

Remus sospirò, e attaccò il solito discorso: “James vorrebbe chiederti-“. 

“Sì, lo so che vorrebbe James. Ho anche sentito il discorso di voi… come devo chiamarvi? Ambasciatori?” chiese Lily. Gettò all’indietro i lunghi capelli rossi.

“Cupidi” suggerì Alice.

“Cupidi, sì” convenne Lily. “Potter è cambiato, non pensa ad altro che a me, sarebbe disposto ad andare mano nella mano da Madama Piediburro pur di uscire con me, bla bla bla. Vedi? So già tutto! Me l’hanno già detto Peter e Black. Quasi mi dispiace non farti ripetere tutta la commovente dichiarazione. Minus balbettava e Black ha guardato Mary per tutto il tempo, sono sicura che tu saresti stato molto più convincente”.  

Adesso gli piace anche Mary Cattermole?Remus scosse la testa: “Non vuoi neanche leggerla?”. Lily si appuntò con tutta calma la spilla da prefetto sulla cravatta rossa e dorata.  

“No-o. Se è scritta da Potter dubito che sia una lettura piacevole. Anche se immagino sarà scritta da te visto che lui non sa mettere due parole in fila”.

“L’ha scritta tutta James”. Io l’ho solo corretta.

“Vuoi stare in piedi come un palo, Remus? I tuoi doveri di Cupido ti impediscono di fare colazione?”.

“Siediti pure al mio posto” fece Alice, alzandosi “io vado da Frank”. Remus si sedette, ma non aveva molta fame. Il giorno precedente, Sirius aveva rubato dalle cucine un vassoio pieno di pasticcini, e li avevano finiti tutti quella notte.  

Si versò una tazza di latte, pensando che gli era andata di lusso.

A Peter, Lily aveva fatto leggere la lettera di James ad alta voce, davanti a mezza scuola, commentando ogni riga. Peter era tornato paonazzo e con la lettera piena di correzioni. A Sirius aveva lanciato una fattura.

Poteva ritenersi fortunato, almeno in questo.

Si accorse che Lily lo stava guardando di sottecchi. “Stai male, Remus? Hai una faccia!”.

“No, sto benissimo”. A parte che sono un lupo mannaro, un idiota e innamorato di un idiota ancora più grande. “Un po’ stanco. Fare il prefetto è impegnativo” aggiunse, con un sorriso.  

“Già. Fare da cupido a un imbecille è uno dei compiti più gravosi di un prefetto, eh?”, replicò lei, con un lampo di divertimento negli occhi verdi. “Perché ti sei prestato? Sapevi già che non l’avrei letta”.

Remus si passò una mano tra i capelli castani. “James me l’ha chiesto. E Sirius ha scommesso che non l’avrei fatto, perché è una cosa troppo stupida per me. Sirius ha perso un galeone, e io ho fatto una cosa stupida… non so chi l’ha vinta la scommessa. Lily, James ci tiene davvero”.

“E per non perdere una scommessa con Black, ti sei prestato” commentò Lily, addentando il suo toast. Stava cercando di cambiare discorso “La dice lunga”, aggiunse, con un’alzata di sopracciglia. 

Remus si bloccò con la tazza di latte che stava portando alle labbra. “Lunga? Non cercare di rigirare la bacchetta”, disse con finta noncuranza, cercando di evitare quell’argomento.

Lily lo guardò come se fosse un bambino non particolarmente intelligente. Poi roteò gli occhi e si avvicinò a Remus, mettendogli una mano sul braccio. I suoi capelli rossi gli sfioravano l’orecchio. Se James entra adesso mi ammazza, pensò Remus, e non è neanche il problema maggiore.

“Io non voglio parlare di James. Vediamo se tu vuoi parlare di Black” bisbigliò Lily. “Dovresti dichiararti. Non fare quella faccia! Anche se sareste la coppia più improbabile della scuola… dopo me e James, è chiaro”.

Dichiararmi, beccarmi un pugno e una fattura orcovolante, e perdere i miei unici amici. Come no. 

“Dobbiamo parlarne per forza? E poi ormai l’ho superata. Era una cosa da… adolescente confuso!”. Remus cercò di ridere, ma la risata suonò in qualche modo falsa. Non era mai stato bravo con le bugie.

“Siamo amici da sette anni, Remus. Abbiamo fatto ore e ore di sorveglianza insieme. Studiamo tutti i giorni insieme. E non sono scema”.

Remus arrossì. Lily sbuffò. “Quando siete in gruppo non lo guardi quasi mai in faccia, per paura che Potter se ne accorga. Non disturbarti, tanto è troppo stupido per notare sottigliezze del genere. Quando sei con lui ti tieni a distanza e non lo sfiori neanche per sbaglio. Quando parli di lui fai tutto il distaccato e poi cambi discorso. Devo continuare?”.  

Remus si portò le mani sulle tempie. Ammettere ad alta voce che gli piaceva Sirius era diverso da pensarlo e basta. Negarlo, d’altra parte, era ridicolo.

Sospirò. “Anche se fosse”, rispose stancamente, “non importa, no? Non ho speranze, come James con te”.

Lily fece un sorriso comprensivo e gli diede una pacca sulla spalla. “Sicuro? Black si farebbe perfino un palo, se il palo fosse consenziente. Per me hai buone probabilità… è l’ultimo anno, siamo in guerra, probabilmente perderemo, sei l’unico a cui Black da retta, e sono anni che gli vai dietro. Ah, ho già menzionato che si porterebbe a letto chiunque? Che hai da perdere?”. Lily prese un biscotto, lo intinse nella tazza di Remus e glielo offrì.

Remus fece il primo vero sorriso della mattinata, e mangiò il biscotto. Dopo anni passati a reprimere i suoi sentimenti, non era male parlarne con un’amica. Si sentiva come sollevato da un peso.

“Non avrei niente da perdere a parte la mia dignità, anche se di questi tempi non va molto di moda averla”.

Lily annuì, guardando i fiocchi di neve che scendevano dalla volta della Sala Grande. “Insomma, non vuoi finire a scrivere lettere cretine come James? E piantala di essere preoccupato, stai facendo nevicare!”.  

“Oh! Scusa!”. Tirò fuori la bacchetta e ripulì i capelli e il mantello di Lily. “A proposito di James… se sei così brava a capire i sentimenti degli altri, come fai a non accorgerti che lui è davvero innamorato?”.

Lily socchiuse gli occhi a mandorla. “Non è che non lo capisca-”. S’interruppe e fece un sorriso malizioso. “D’accordo. Dammi quella lettera cretina”.

Questa volta il latte gli andò di traverso e cominciò a tossire, ma Remus non se lo fece ripetere. Erano quattro anni che James piagnucolava per il suo amore non corrisposto e lo coinvolgeva con i suoi tentativi inutili. Tra i coff-coff tirò fuori la lettera e la diede a Lily.

“Vuole farmi credere che ha imparato il francese?” esclamò, con una smorfia incredula. “Comunque, scommettiamo: se io provo a uscire con Potter, tu ci provi con Black.  Ti piace vincere le scommesse, no? Deciso”.

Remus non fece un tempo a protestare che Lily si alzò e sventolò la lettera. “Ehi, Potter! Vieni!” chiamò a voce alta.

Remus sussultò. Era ancora impegnato a ripulirsi dal latte che si era versato sulla camicia, e non aveva visto James, Sirius e Peter arrivare. Sopra di loro, ricominciò a nevicare dal soffitto. Evitò accuratamente di guardare Sirius in faccia.

James non riuscì a nascondere lo stupore nel vedere la lettera in mano a Lily, ma subito dopo il suo viso si ricompose nel solito sorriso strafottente, e la mano salì immediatamente a scompigliare i capelli scuri.

“Evans. Remus”. Sirius e Peter si misero a sedere di fronte a Remus. Lily e James rimasero in piedi, l’uno di fronte all’altro, con il tavolo a separarli.

“Bene, Potter. Ho sentito quello che Remus aveva da dire. Vuoi venire a Mielandia con me?”, disse Lily, nello stesso tono con cui avrebbe potuto chiedere: “mi passi lo zucchero?”.  

Sirius gli diede un calcio da sotto il tavolo, e Remus si ritrovò a doverlo guardare. Occhi grigi, capelli lunghi e disordinati, cravatta di traverso, aria perennemente annoiata. Il suo stomaco fece una capriola.

“Sì! Certo!” rispose James, con l’aria di un bambino che sta per scartare un regalo.

“Bene”. Lily si alzò e strizzò la spalla di Remus –non crederà sul serio che mi dichiarerò a Sirius?- “Ho dimenticato il manuale di Artimanzia nel dormitorio. Mi accompagni, Potter?”. 

James mollò la pancetta affumicata che aveva in mano e annuì. Sembrava non credere alle proprie orecchie.

“Ah, Minus. Vai a riconsegnare “Maledizioni e fatture” in biblioteca”. Il cuore di Remus perse qualche battito. Stava cercando di lasciarlo solo con Felpato.

“Ma il pfestito dufa una seffimana!” protestò Peter, con la bocca piena di bacon.

“Nuove regole. Dura tre giorni”, replicò Lily, imperturbabile.

Questa se l’è inventata di sana pianta.

“E dai, Codaliscia! Fa’ come dice lei!” esclamò James, in piena modalità adorante.

Peter si alzò di malavoglia e seguì gli altri due fuori dalla Sala Comune.

“Incredibile, eh?” commentò Sirius, allungandosi sulla sedia.

Remus sorrise imbarazzato. Stai per sentire cose ben più incredibili.

“Sirius… vuoi venire a Mielandia con me?”. 

FINE.

Note di fine capitolo

Grazie a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere.

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