Note alla storia

Una storia nata dal desiderio di conoscere un Fred un pò diverso che si confronta non solo col suo lato da Malandrino ma anche romantico, durante la rivoluzione contro la Umbridge.

Buona Lettura!
Ps. sono gradite la recensioni anche se spietate!

Note al capitolo

Un'inizio, non so se siano completamente OC, perchè tratterà, sopratutti nei capitoli successivi, un lato inesplorato dalla Rowling, quello dei gemelli alle prese con l'amore.
2 Maggio 1998.
Era li, la bacchetta in mano, le lacrime che le rigavano il volto e che annebbiavano la vista del corpo morto del suo grande amore.
Era lì, dove due anni prima lui l'aveva stretta per rassicurarla prima delle vacanze di Natale, prima ancora che diventassero una vera coppia. Aveva lo stesso sorriso, quel sorriso che tante volte aveva visto irradiargli il viso.
Tutto si fermò. Gli incantesimi, il castello in rovina, il gigante che ululava fuori dalla finestra, tutto si spense per un attimo, quando Fred Weasley morì.

7 Ottobre 1996.
Beth Norton scese di corsa dalla torre di Corvonero, la borsa troppo lunga che le sbatteva contro il ginocchio destro, i lunghi capelli castani legati in un lento chignon che si disfaceva ad ogni passo, lo stomaco brontolante per la mancata colazione e gli occhiali le continuavano a scivolare dal naso,a causa di una stecchetta troppo larga che puntualmente si dimenticava di riparare; guardò l'orologio, era in ritardo di dieci minuti per la lezione di Incantesimi. Vitious avrebbe chiuso un occhio visto che era una buona studentessa della sua Casa, ma quello che odiava non erano i rimproveri
erano gli sguardi altrui quando entrava in classe. Era impossibile non fissare qualcuno quando entrava trafelato in classe, ovvio, però tanti sguardi la mettevano a disagio, era più forte di lei, era stata così
fin da bambina. La Dama Grigia le rivolse un sorriso malinconico che dispensava raramente, ma non si premurò di evitarla, lasciandola con la sensazione di una decisamente spiacevole doccia gelata. Si scrollò velocemente e voltò a sinistra per entrare nel corridoio del terzo piano quando senti due voci bisbigliare all'unisono e un terzo rumore che era tanto simile a conati di vomito. “Tranquillo effetto garantito ragazzo”, disse la prima voce, “Pasticche Vomitose Tiri Vispi Weasley e neanche Piton riuscirà a sopportare la tua vista”, continuò la seconda, “è un gran traguardo, visto quello che vede allo specchio ogni mattina.”
terminò nuovamente la prima, così simile all'altra se non fosse stata per una forte raucedine. Beth riuscì a soffocare una risata, ma senti alle sua spalle un'odiosa voce che quasi tutti gli studenti avevano imparato di malavoglia a conoscere: “Mastro Gazza si ricordi di spedire il Gufo al Ministro per quel decreto, che sono certa, approverà immediatamente... Hihi”. Era la Umbridge. La ragazza guardò i gemelli e pensò che non l'avrebbero nè sentita nè vista arrivare in tempo, visto l'angolo del corridoio che bloccava la
visuale, permessa solo dalle vetrate opache. Senza neanche ragionare, la ragazza tornò indietro di qualche metro e si nascose vicino all'arco che
dava inizio al corridoio, quando fu sicura di essere vista corse fino alle armature, procurando un voluto effetto domino e creando un caos degno di una delle peggiori trovate di Pix. La Umbridge aveva visto tutto, seguita da Gazza; Beth con la coda dell'occhio vide i gemelli girarsi e sbirciare da una delle vetrate che dava nel corridoio la ragazza si affretto a dire, con una voce decisamente più alta del normale “Oh professoressa UMBRIDGE mi scusi del pasticcio, stavo correndo a lezione e guardando l'orologio sono andata a sbattere su una delle armature. Che pasticcio, mi scusi , HO PERFINO BLOCCATO L'ANGOLO, CI VORRA' MOLTO PER PERMETTERE IL PASSAGGIO??” Ormai sembrava una pazza ma almeno il suo maldestro piano aveva funzionato: il rospo non aveva sentito nè i gemelli nè il ragazzo nauseato
raccogliere le proprie cose più veloce che potevano, tuttavia sembrava molto infastidita del caos “Ehm ehm, signorina lei sa quanto io tenga all'ORDINE e sopratutto era in ritardo per la lezione, come sa dal recente decreto ministeriale gli alunni non possono trovarsi in giro per il castello durante le ore di lezione, pertanto mi reputo in dovere
di sottrarre dieci punti a Corvonero”. Beth si morse il labbro e annuì, non rientrava nel suo piano far perdere punti alla casa, ma almeno i tre ragazzi non sarebbero
stati espulsi visto che uno dei millemila decreti proibiva l'utilizzo dei prodotti Tiri Vispi Weasley nel castello. Si scusò nuovamente, riordinò velocemente e corse a lezione, dove ovviamente fu accolta dagli sguardi dei compagni curiosi dei compagni che probabilmente non l'avevano mai vista tanto affaticata e divenne completamente rossa. Vitious le chiese il motivo del ritardo ma si rallegrò quando gli disse che aveva risolto il “problema armature” con l'incantesimo imparato la lezione precedente, affermando che aveva una rara capacità nell'apprendere la materia, sopratutto se si considerava che qualcuno riusciva ancora a dare fuoco alle piume eseguendo un semplice Wingardium Leviosa benché fosse al quinto anno, con gli occhietti puntati verso Seamus Finnegan, che divenne rosso quanto lo era stata lei pochi minuti prima. Incrociò lo sguardo di Hermione Granger, che le sorrise e le fece segno di sedersi nel posto libero alla sua sinistra, dato che a destra vi era un quanto mai assonnato Ronald Weasley che scarabocchiava Pluffe sul margine destro di un capitolo che probabilmente aveva aperto a caso, e poco più in là Harry Potter, che continuava a passare la mano sulla
famosa cicatrice saettante, quasi cercasse di farla scomparire. Hermione le chiese cosa fosse accaduto, assumendo prima un'aria di rimprovero sentendo nominare i traffici illegali dei gemelli Weasley, che si trasformò in disgustato per la punizione inflitta alla ragazza che trovava assolutamente ingiusta ed esagerata. Beth era rincuorata dalla reazione di Hermione, dato che, benché ancora non potevano considerarsi amiche, trovava in lei una compagnia piacevole e leale. Vitious le richiamò all'attenzione e Beth suo malgrado si vide costretta a stare attenta.

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