«Mia figlia no, cagna!»
Le parole della donna risuonarono nella Sala e Bellatrix si voltò di scatto, vedendo Molly Weasley avanzare furiosamente verso di lei.
Rise; le venne spontaneo. Che ingenua, che sciocca, che cosa sperava di fare? Di mettersi contro di lei? Lei, la Mangiamorte più abile, la più fedele serva del Signore Oscuro?
Cominciarono a combattere, e gli incantesimi volarono da una parte all'altra con tale rapidità da perderne il filo: Bellatrix non rideva più, ma ringhiava, furente per non riuscire ad avere la meglio. Come poteva, quella donnetta, quella traditrice del proprio sangue, metterla in difficoltà?
Combatteva con sempre più collera, con talmente tanta impetuosità che la sua rabbia si leggeva nel suo sguardo folle, nei suoi folti ricci scuri che danzavano all'impazzata, nel pallore cadaverico del suo volto: l'avrebbe uccisa, l'avrebbe uccisa come tutti gli altri che si frapponevano al regno del suo signore, l'avrebbe fatto, l'avrebbe uccisa per lui!
«Cosa ne sarà dei tuoi figli quando ti avrò ucciso? Quando mammina sarà morta come Freddie?» la canzonò, ghignando della sua disperazione, godendo del suo dolore, e quando l'altra le urlò qualcosa di risposta, Bellatrix rise di nuovo, ancora, perchè la sua sofferenza era il suo piacere, la sua angoscia la sua vittoria...

E poi, troppo tardi, capì.

Vide il getto di luce verde correre verso di lei e comprese in un ultimo istante che stava morendo, che era finita, finita... sembrava tutto andare al rallentatore, mentre il ghigno le si bloccava sul volto, ormai vuoto, e la Mangiamorte pensava che non sarebbe mai vissuta abbastanza da vedere il Signore Oscuro al potere, non lo avrebbe mai finalmente visto appagato da quella sete di potere, non avrebbe mai avuto gli onori e le gratitudine che le spettava, perchè era finita, ormai... l'ingiustizia di quell'istante la prese tutta facendola tremare, ma appena un istante prima che Bellatrix perdesse conoscenza cadendo al suolo, lo sentì.

Sentì il suo urlo, il suo grido: era lui, Voldemort, il Signore Oscuro, il suo signore che gridava di rabbia e disperazione! E gridava per lei, perchè l'aveva persa, perchè lei non sarebbe mai più stata al suo fianco.
Il sorriso le ricomparve sul volto, animato da una nuova, selvaggia, gioia, nella vanità di un attimo che la dichiarava così importante, così necessaria a lui, e finalmente, dopo tanti, tanti anni di attesa, ne aveva la conferma!

Non le fu concesso di goderne un secondo di più. La figura di Bellatrix Lestrange scivolò a terra, il viso freddo spalancato nella sua ultima gioia: Voldemort gridava. Per lei. E la sua esistenza ora si richiudeva in un cerchio perfetto attorno a lui: era vissuta per lui, aveva dato ogni cosa che aveva per lui, ed ora moriva. Per lui.

Note di fine capitolo

E' la mia prima fanfiction in assoluto, spero vi piaccia =) Mi raccomando, recensite in tanti, accetto tutto, anche critiche!

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