Nancy era disperata. Non si era mai trovata in una situazione simile! L’indomani avrebbe dovuto affrontare due interrogazioni, rispettivamente di Filosofia e Biologia, e aveva un test di storia su tutti gli argomenti trattati durante l’anno. Pensava che prima o poi la sua testa sarebbe esplosa a furia di immagazzinare notizie.

Era mezzanotte e aveva studiato solo la metà di quel che avrebbe dovuto, sapeva che non ce l’avrebbe mai fatta; ma doveva farcela, anche a costo di rimanere sveglia tutta la notte.

A un tratto fu assalita da un folle desiderio e si ritrovò a pensare Se solo fossi come Hermione!

In seguito non seppe mai spiegarsi perché lo fece, forse per un misto di follia e stress.

Prese un foglietto bianco e iniziò a scarabocchiare le seguenti parole:

Hermionis sophiam quaero.

Aveva usato qualcuna delle sue conoscenze di latino per scrivere questa sorta di formula magica, prendendo spunto dai libri di Harry Potter in cui tutti gli incantesimi avevano origine dal latino.

Nancy era talmente disperata che non ci pensò due volte e pronunciò l’incantesimo. Non appena ebbe pronunciato l’ultima parola, una luce accecante e luminosissima la abbagliò, si sentì come se la sua testa stesse andando a fuoco, era come se il calore cercasse di penetrare nel suo cervello, ma non provava dolore avvertiva solo il calore. Dopo pochi secondi questo strano fenomeno si era concluso e Nancy, più spaventata che mai, si tastò istintivamente la testa per assicurarsi che i capelli non avessero preso fuoco. Si stava chiedendo con crescente paura che cosa fosse successo, quando...

“Ma cosa mi è successo? Dove sono?”

Nancy sobbalzò e si guardò intorno per vedere da dove provenisse la voce, ma non c’era nessuno in camera sua. Sarà stato tutto frutto della mia immaginazione, pensò.

“Chi ha parlato?” chiese di nuovo la voce sconosciuta.

A questo punto Nancy si rese conto che la voce era dentro la sua testa.

Chi sei? Come mai riesci a sentire ciò che penso? E perché sei nella mia testa? Pensò Nancy, rivolgendo la domanda alla voce nella sua testa e chiedendosi se fosse diventata pazza.

“Questo dovresti saperlo tu! Non posso crederci... stavo per andare in dormitorio per dormire un po’, dopo tutto ciò che abbiamo passato e ad un tratto mi sono ritrovata in questo posto buio! Mi sento come se non avessi un corpo... in tutti questi anni ne ho viste di cose strane, ma questa le supera tutte! Cosa diavolo mi è successo?”

Un momento, pensò Nancy, capendo all’improvviso, tu sei Hermione?

“Sì, sono io!”

Oh, credo di sapere cosa ti sia successo... ecco, mi era venuto il desiderio di essere come te, intelligente e che sa sempre tutto. Quindi io ho... inventato una specie di incantesimo...ed eccoti qua.

“Tu cosa?” esclamò Hermione nella testa di Nancy. “Ma tu come facevi a conoscermi?  Io non ho idea di chi sia tu!”

Giusto, non ho avuto modo di presentarmi. Io sono Nancy. Ed io ti conosco perché ho letto di te in un libro...

“Quale libro? Nessun libro parla di me” era difficile spiegare ad un personaggio di un libro che non era altro che frutto della fantasia di uno scrittore.

Sì, invece. Ci sono sette libri che parlano di te, quelli delle avventure di Harry Potter.

“Ma che stai dicendo? Non è mai stato scritto un libro sulle avventure di Harry! Io sono la sua migliore amica, l’avrei saputo! E poi, la gente fino a un paio di anni fa lo credeva un pazzo e fino a qualche giorno fa era etichettato come Indesiderabile Numero Uno

Lo so, Hermione. Lo so perché l’ho letto nel libro. Ascolta, non so esattamente cosa sia successo, ma credo che tu, Harry, Ron e tutti gli altri facciate parte di un altro mondo o un’altra dimensione, quella dei libri. Fate parte della fantasia. C’è una scrittrice che vi ha ideato, vi ha dato la vita, in un certo senso, così voi avete preso forma nel libro e nella fantasia dei lettori, in un’altra realtà; e adesso non so come, ma a causa mia, il tuo e il mio mondo sono venuti a contatto.

Per qualche minuto Hermione non parlò più. Nancy a quel punto, temendo di aver immaginato tutto, pensò Hermione? Sei ancora qui?

“Sì, dove vuoi che vada?” la sua voce era lamentosa, stava soffrendo per ciò che Nancy le aveva detto. “Non riesco a capacitarmi di ciò che ho appena sentito!” riprese la voce di Hermione, stava piangendo, per quanto strano possa apparire che una voce non corporea nella testa di un’adolescente pianga. “Mi stai dicendo che tutta la mia vita è frutto della fantasia di una scrittrice, che per colpa sua ho sofferto così tanto, per colpa sua Harry ha perso i suoi genitori, per colpa sua Fred, Tonks e Remus sono morti! Solo perché lei potesse scrivere degli stupidi libri!”

No, Hermione, non devi vederla così. È grazie a lei che esistete, che siete così reali, che potete amare e soffrire, che avete regalato una fuga sicura ed emozionante a milioni di bambini. Io sono stata una di quei bambini, sono cresciuta grazie a voi.

La voce di Hermione tacque per un periodo di tempo più lungo di prima, e dopo un po’ Nancy udì i suoi singhiozzi, stava piangendo di nuovo. Nancy la capiva, doveva essere sconvolgente scoprire di essere solo frutto dell’immaginazione di qualcuno. Ma non ne era così convinta, se adesso Hermione era lì, nella sua testa, sicuramente non era solo un personaggio di un libro: era reale.

“Tu credi?” chiese flebile la voce di Hermione.

Nancy sussultò, meravigliata che Hermione stesse ascoltando le sue riflessioni, ma poi rispose pensando: non credo, io ne sono sicura. Adesso non c’è nessuno che sta scrivendo quello che dovresti dire, in questo momento tu hai libera scelta di dire e fare ciò che vuoi. Dopotutto, che la vostra storia è solo fantasia è la versione che raccontano a noi Babbani, sotto ci sarà chissà quale misterioso segreto. Forse il vostro è un universo parallelo o non so che altro, ma di una cosa sono sicura: esistete, avete vostri sentimenti.

“Grazie, Nancy, le tue parole sono di gran conforto per me. Ora basta parlare di me. Parliamo di te, perché mi hai chiamata?”

Avevo un milione di cose da studiare e ho cercato di diventare come te con una formula magica, ma non credevo funzionasse davvero, era tipo un gioco o un tentativo disperato!

“Be’ tralasciando il fatto che la tua è stata un’idea pessima, credo che adesso dovremmo trovare un modo per far tornare tutto normale. E credo che il modo migliore sia fare in modo che l’obiettivo dell’incantesimo sia portato a termine.”

Quindi studiare e andare bene domani, a scuola.

“Precisamente. Iniziamo a studiare”

Okay. Pensò Nancy. Le sembrava strano studiare con una voce, quella di Hermione Granger, nella testa.

“Figurati! A me sembra strano studiare nella testa di qualcun altro.”

Nancy doveva ammettere che la situazione cominciava a essere irritante, ma anche un po’ eccitante. Insomma, aveva Hermione Granger nella testa! Hermione Granger! Il suo idolo! Il suo personaggio preferito in assoluto!

“Davvero mi ammiri così tanto?” chiese la voce di Hermione, meravigliata.

Certo! Sei la migliore! Ovviamente ci sono altri del tuo mondo che ammiro e stimo, ma tu sei senz’altro la mia preferita. Pensa che ho passato tutta la mia vita cercando di imitarti, ma non ci sono mai riuscita del tutto. Tu sei troppo perfetta.

Hermione ne fu lusingata, ma non diede a vederlo. Si limitò a dire solo: “Sbrighiamoci, se non vogliamo passare la notte in bianco”.

E così Nancy e Hermione studiarono fino alle quattro del mattino e con un certo successo. Nancy da sola non ce l’avrebbe mai fatta. Era immensamente grata a Hermione ed era molto curiosa di ciò che le sarebbe accaduto da quel momento in poi, perché non capita certo tutti i giorni di avere un personaggio della saga di Harry Potter nella testa!

Note di fine capitolo

Spero che la storia non vi abbia annoiato... per favore, recensite, così saprò cosa ne pensate... :-) 

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