Note alla storia

Semplicemente una delle tante storie per coloro che - come me - sono rimasti irrimediabilmente affascinati dalla così completa coppia Lily/James.
Per tentare di svelare come fu possibile che arrivassero dalla scena impressa indelebilmente nella mente di Piton all'essere una vera famiglia...

Note al capitolo

Finalmente Lily stava per cominciare il suo - purtroppo - ultimo anno ad Hogwarts.
Purtroppo, perchè sapeva benissimo che quando avrebbe finito le sarebbe mancata da star male.
Finalmente, perchè avrebbe potuto aspirare a qualcosa di più che a dei semplici M.A.G.O.
Ma soprattutto, finalmente perchè da quel primo settembre mancava meno di un anno al momento in cui si sarebbe definitivamente, totalmente, indiscutibilmente liberata di James Potter.

 

Sparisci, Potter!

Guardandosi intorno attentamente si appoggiò con fare noncurante sulla barriera che la divideva dal binario 9 e ¾. Il caldo vapore della locomotiva scarlatta offuscava l’aria attorno a lei, che avanzò trainando il carrello con il baule e il cesto di vimini senza eccessivi sforzi. Con fare noncurante Lily si districò dalla folla vociante e sollevò i bagagli caricandoli faticosamente, inoltrandosi poi fino ai vagoni di Prefetti e Caposcuola che, grazie alla sua regolare puntualità, erano ancora quasi interamente vuoti. Entrò in uno di essi ed accertatasi che non ci fosse nessuno, lo richiuse alle sue spalle, posizionando il baule sulla solida rastrelliera con un semplice Wingardium Leviosa. Mise la cesta di vimini su di un sedile davanti a lei ed aprendola accolse tra le sue braccia Shuplèn.
Si sdraiò comodamente su tre sedili sfilandosi le scarpe e prese ad accarezzare il pelo grigio e morbido del suo adorato gatto, le iridi ghiaccio puntate sui suoi smeraldi allegri.
Si abbandonò là, a pensare che, mentre lei aspettava le undici sul vagone, gli altri alunni salutavano i genitori accalcati sul marciapiede gremito e rumoroso. Peccato che la sua famiglia non avesse il potere di entrare.
Ci aveva riflettuto molto ed in fondo non se ne dispiaceva così tanto; pensava solo a cosa era meglio per loro e, concludeva poi, certo dei Babbani sarebbero rimasti totalmente indifesi se quel gentiluomo di Voldemort - Lily quasi si aspettava che il suo gatto rabbrividisse - avesse scelto la piattaforma strapiena come sicuro e facile obiettivo (meno facile di quanto si potesse immaginare, in effetti).
Lily odiava la guerra. Odiava Voldemort e tutte le persone abbastanza idiote per essere suoi seguaci. Odiava Severus, perchè lui i suoi seguaci non solo li tollerava, ma li rispettava adeguandovisi.
Sapeva di essere a rischio più di altri, era a conoscenza che essere Nata Babbana, per quegli infami, fosse una vergogna, qualcosa di condannabile con la morte. E pochi, ad Hogwarts, ignoravano che lei lo fosse. Pochi ignoravano la sua esistenza, in effetti, e per questo, ma anche per tutta la sfilza di pettegolezzi, invidie, battutine idiote, servile ammirazione e complimenti asfissianti, avrebbe dovuto ringraziare solo lui, l’unico, mitico, inimitabile James Potter. Quell’essere esorbitatamente presuntuoso, quel bullo arrogante che, con la sua bella comare Sirius, girava per il castello lanciando incantesimi e facendo dispetti a destra e a manca, solo per poter essere lui, il migliore, il venerato, il sublime, il celebre James-io-sono-il-più-fico-nonchè-il-migliore-Cercatore-e-studente-del-mondo-intero-dai-capelli-più-affascinanti-se-arruffati-Potter.
Era vero, Lily doveva riconoscerlo: la sua abilità, come certo il suo potere, erano quasi sconfinati. Insieme a Black era tra i migliori, entrambi brillanti - eccezionalmente brillanti, in effetti - due assi praticamente in tutto. Ok, in tutto ciò in cui desideravano esserlo… Non era un caso che avessero lasciato Storia della Magia con un’elegante G.U.F.O. D.
Ma il “pregio” che solo James possedeva, e che probabilmente lo faceva montare più di ogni altra cosa, era l’ottima coordinazione, la velocità, gli eccellenti riflessi e tutti quegli elementi che certo contribuivano a renderlo un cercatore ineguagliabile. A malincuore doveva ammettere che era davvero bravo, ma si perdonava per questo, consapevole del fatto che solo lui era così presuntuoso come così bramoso di fama ed attenzione, tanto da gironzolare sempre con quel suo boccino sgraffignato, con arie da grande salvatore, appagato dagli applausi della loro mascotte (come Lily adorava definirlo) Peter Minus. Sì, come no, era proprio l’uomo che desiderava! Il più simpatico ragazzo sulla faccia della terra, la sua perfetta anima gemella, andavano così d’amore e d’accordo! Ma comunque, rifletteva spesso, più anormali di Potter erano di certo tutte le ragazze che gli andavano appresso, quel gruppo di ochette, tutte sue sfegatate fans, che non la risparmiavano da occhiate ostili e di rimprovero schernendola subdolamente. Vi chiederete certo cosa diamine c’entrava lei con Potter… Be’, semplicemente… Tutto. Perennemente. Costantemente. Senza tregua.
Perchè devo essere l’unica, in tutta la scuola, a cui non piace nessuno di quei due scapestrati amici, i quali non hanno il minimo rispetto delle regole e delle persone che li circondano? Perchè, poi, LUI deve perseguitare solo e solamente me, da tempo immemore? Perchè continuamente si ostina a mettermi in imbarazzo chiedendomi di uscire davanti a tutti, con una frequenza che allucinerebbe chiunque?
Eppure, nonostante lei lo rifiutasse ogni misera volta, lui continuava senza demordere. E lei non era un’idiota, non c’era bisogno che qualcuno le spiegasse il perchè delle azioni di quell’arrogante. Cosa avrebbe dato per cancellare dalla mente di lui la sua timida esistenza… Lily odiava ammetterlo, ma si era ripromessa di essere sincera con se stessa: la feriva da morire aver capito che l’unico desiderio di Potter era quello di avere ai suoi piedi tutta la scuola, tutte le ragazze che conosceva… Accettare l’idea che qualcuno non lo potesse apprezzare non era contemplata sul suo dizionario, era davvero più forte di lui aspirare a poterle possedere tutte a suo piacimento, come se fossero tanti trofei, burattini insulsi nelle sue mani.
Lei rimaneva l’unica a non essere irrimediabilmente attratta dal suo fascino virile, l’unica con la testa a posto, almeno quanto bastasse da capire che James la desiderava solo per puro divertimento personale, esclusivamente per aggiungere un’altra leonessa domata alla sua collezione di scialbi animaletti addomesticati.
Se gli avesse detto di sì, il Grande Cercatore avrebbe esultato come un forsennato per aver appena ottenuto la sua preda più difficile (in effetti, l’unica che aveva mai avuto bisogno di cacciare) e l’avrebbe usata a suo piacimento per poi, stufo, abbandonarla in compagnia dei suoi soli pensieri.
Ecco cos’era per lei James Potter: un egocentrico idiota montato, che non aspettava altro che conquistarla e poi dimenticarla, così come l’aveva notata.

*********


“Posso?” Lily si sentì la voce dall’esterno dello scompartimento, seguito da un lieve toc toc discreto.
Ovvio che non puoi, maledizione, non lo vedi che mi sono isolata? Evidentemente voglio stare da sola, genio!
“Sì. Avanti.” Disse però rassegnata, maledicendo la buona educazione che si confaceva alla spilla argentea da Caposcuola sul suo petto.
“Oh… Ciao Evans.” Disse Remus titubante. Sapeva di non essere molto… Ecco... Benvisto da lei. Grazie a James, inutile specificarlo.
“Ciao.” rispose Lily spiacevolmente sorpresa e assolutamente gelida, senza tradire le aspettative del Prefetto. Almeno niente più ronde con lui, quest’anno.
I Caposcuola non lavorano con i prefetti, vero?
“Non era mia intenzione disturbarti,” spiegò Lupin desolato “Ma tutti gli altri scompartimenti sono già pieni eccetto questo e quello di M... Piton. E lui non sembrava troppo felice nel rivedermi; non penso stesse estraendo la bacchetta per darmi un benvenuto con i fuochi d’artificio… Non che io mi sarei comportato diversamente, ora che ci rifletto.”
Ma chissà perchè mai Severus Piton ti dovrebbe odiare?! Cosa mai gli avrai fatto di male proprio non riesco ad immaginarmelo, davvero…
“Tranquillo, puoi restare, ovviamente.”
“Te ne sono grato. Ah, complimenti per la spilla.” disse Remus di rimando.
“Grazie.” si sciolse un po’ Lily, dopo aver spostato il cesto di vimini sotto il suo sedile e essersi nuovamente sdraiata. Accarezzando il suo gatto, infischiandosene di essere scalza, tornò ai suoi pensieri. Lui era pur sempre il loro migliore amico, ma non era superficiale e pieno di sè come gli altri due. Sicuramente gli mancava una bella dose di arroganza per assomigliare a loro, anche se secondo il suo giudizio violava troppe regole, istigato ovviamente dagli amici, per meritare quel ruolo. A Lily lui era sembrato diverso e spesso si chiese se trasgrediva insieme a loro tutte le norme vigenti nella scuola solo per non essere da meno, per non essere schernito e deriso come un vigliacco prefettino, epiteto che Potter spesso aveva affibbiato anche a lei… Anche quello scherzo infame che Black aveva fatto a Piton... Lui non c’era nemmeno quella notte! Anche se doveva ammettere che, in realtà, nonostante Potter sembrasse estraneo a tutto il simpatico giochetto, la sua presenza fosse stata essenziale per salvare Piton. L’aveva sottratto a qualsiasi terribile cosa accadesse nella Stamberga Strillante: il suo vecchio amico non era mai riuscito a scoprire cosa fosse.
Ritornò ad osservare il ragazzo sciupato davanti a lei.
Sarà vero che è un Lupo Mannaro? Severus mi ha quasi convinta… Insomma, non saprei come dimostrare il contrario… Potrebbe mai essere un caso che scompaia sempre quando c’è la Luna piena?
Non sono sicura di volerlo realmente scoprire.

Abbracciando Shuplèn Lily si rilassò sui sedili e chiuse gli occhi incantevolmente accesi.

Remus non era così propenso ad intavolare una conversazione, quindi, compostamente seduto, finse di guardare la campagna sfilare dietro al finestrino, invidiando gli altri Malandrini che di certo se la spassavano allegramente. Decise che a giugno sarebbe rimasto tutto il tempo con loro: non avrebbe certo passato il suo ultimo viaggio (così credeva allora) sull’Espresso di Hogwarts ad annoiarsi osservando il solito verde - anche se non disprezzabile - panorama.

*********


La porta dello scompartimento sonnacchioso si aprì rivelando lo sferragliante rumore del carrello del pranzo. Alla vista della strega di servizio, Remus si alzò e, salutando Lily brevemente senza fare troppi complimenti, superò il vasto assortimento comprendente alcuni dei migliori dolci del mondo magico e, finalmente libero, si avviò nella cabina dove solo qualche interminabile ora prima aveva lasciato i suoi migliori amici.

“Ehi! Finalmente posso stare con voi! Non avete neanche la minima idea di quanto mi sia annoiato…”
“Se avessi desiderato scoprirlo mi sarei comportato da bravo bimbo come te, non trovi, caro il mio Lunastorta?” Disse Sirius salutandolo calorosamente e facendogli spazio affianco a lui.
“Allora, lupacchiotto, siamo riusciti ad aggiudicarsi uno scompartimento dove sbracarsi lontano da occhi indiscreti, nella zona autorità?” Lo accolse a modo suo James, che pur essendo il capitano della squadra di Quidditch di Grifondoro evitava accuratamente di utilizzare le cabine riservate.
“In effetti, signor Ramoso,” rispose Remus con lo stesso tono ironico “ho dovuto subire la compagnia di una persona che ben conosci…”
La Evans non sarebbe stata molto accomodante con lui, d'ora in poi, per averle fatto la gentilezza di rivelare a James dove si nascondeva.
“Ah, e così pensi davvero che IO, James Potter, sia così idiota da credere che TU abbia passato tutta la mattinata in compagnia di Mocciosus?”
“Sono contento che la tua fantasia funzioni bene, Jamie caro,” rise Remus “Ma in effetti non è di lui che stavo parlando…” Concluse con un sorrisetto tipico di chi la sa lunga.
“Scommetto che è la Evans!” Si pronunciò Peter deciso.
“È lei?!” Chiese James balzando in piedi assolutamente sbalordito, mentre Sirius alzava esasperato gli occhi al cielo.
“Tu hai passato TUTTA la mattina con LEI e NON me lo hai detto? A me, il tuo fedele Ramoso, nonchè consigliere dei Magici Malfattori? E hai anche osato dire di esserti ANNOIATO?” Chiese tra l’entusiasta e l’esterreffatto. “E io ti chiamo ancora amico…” Terminò ridendo sconsolato.
“Dove stai andando, Ramoso?” Chiese Peter ingenuamente.
“La domanda giusta è dove cavolo credi di andare, vecchia calza rattoppata! Non vorrai mica entrare così nel vagone prefetti e farmi fare una grandiosa figura di cacca, vero? "
“Certo che sì! E poi, in realtà sarei addirittura tenuto, in quanto Capitano, a stare nel vagone dei non-vedo-l’ora-di-far-rispettare-le-regole-perchè-sono-davvero-utili!”
“Già…” Commentò Remus rassegnato, continuando nella speranza di dissuaderlo.
“Senti, perchè non ci vai quando io ci sarò tornato, magari con la scusa di volermi dire qualcosa?”
“Io voglio…”
“No, Ramoso, Lunastorta ha ragione... Non puoi assillarla sempre e di continuo, quella povera martire! Abbi almeno la decenza di non essere così spudoratamente sfacciato…”
“Anche tu contro di me, Felpato, vecchio mio?” Ma guardando i loro sguardi aggiunse rassegnato “E va bene, ci andrò dopo… Ma sarà l’ultima volta che vi obbedisco!”
E si risedette facendo il finto offeso.

Finalmente Remus, circondato da chi aveva di più caro, potè smettere di trovare così affascinante l’ormai ben noto paesaggio collinare inglese. In effetti essere centrato in piena faccia da un cuscino avrebbe distolto lo sguardo di chiunque, ragionò mentre evocava a sua volta un piumoso guanciale e rispondeva all’attacco scorretto di Sirius, facendo volare gli occhiali a James, che cominciò a sparare colpi col guanciale fingendosi accecato.

*********


Remus rientrò nella cabina, rispondendo con un vago sorriso al cenno fatto dalla Evans al suo ingresso.
“Sembri allegro.” Esordì lei con aria di constatazione.
“Sì, in effetti hai ragione, visto che mi sono divertito da morire.” Rispose lui pensando a quando lui e Sirius, con un cenno d’intesa, avevano ricoperto di pece James per poi strappare un cuscino su quella sua testaccia, trasformandolo in un piumino vivente.
“Buon per te.” Concluse la Caposcuola, tornando al suo libro, che sembrava divorare con gli occhi.
Si ritrovò di nuovo a pensare che Lupin non era così pessimo quando, sentendo una voce ben conosciuta, le sprofondò il cuore, e cominciò quindi a maledirlo mentalmente con tutte le membra.
“Ehy, Rem, volevo chiederti se… Evans! Ma che incredibile coincidenza e che immenso piacere!” si pronunciò James pimpante.
“Potter.” Rispose lei con un sorrisetto sarcastico. “Sappi che se non smammi tu me ne vado io!” concluse adirata e sprezzante, lanciando un occhiata a Remus, le iridi che sprizzavano scintille.
“Oh oh, calmati! Non sei mica la regina qui! Ero solo venuto ad informare Remus che quest’anno vicino alla finestra ci dormirò io... Non vorrei perdermi lo spettacolo della Luna piena!”
“Ma certo Potter, come diavolo ho fatto a non pensarci prima… Era ovvio, una notizia di vitale importanza!” continuò Lily senza variare la velenosa espressione.
Certo, meglio tenere i Lupi Mannari il più possibile lontani dalla Luna, no? Mi sorprendo che voi geniacci non ci abbiate pensato prima!
Che infame che sono.

Be', è lui che mi spinge ad elaborare queste cattiverie, ecco!

“Adoro quando mi capisci al volo, tesoro!”
Io infame? Mi sa che qua qualcuno ha deciso di farmi concorrenza.
“Mi pareva di averti intimato di andartene, Potter.”
“Ah! Non vale mica cambiare discorso, in questo siamo bravi tutti! Ma perchè allora non fare assieme noi tre qualche bel giochino? Rem, dacci il là!” commentò James sfottendola.
“Io non penso che sia…” La voce di Remus sfumò fino a morire nella fredda rabbia di Lily.
“POTTER.DACCI.UN.TAGLIO.INTESI?! HAI.DEFINITIVAMENTE.SPACCATO.I.COSIDDETTI!” Esplose lei pur rimanendo razionale, le labbra storte in una smorfia determinata.
“Ma se uscissi con me i miei cosiddetti li potresti…”
“JAMES!” questo era troppo anche per l’amico.
“Andiamo, Rem, sto solo giocando un po’…”
“Ma dovresti smetterla di giocare su di me, non credi? Qui non si sta divertendo nessuno, eccetto quella tua faccia da fondoschiena che ti ritrovi! Quindi fammi il beneamato piacere di lasciarmi.in.pace., una santa volta!” terminò sfidando il suo sguardo, fissandolo senza paura.

Ed eccola là, la sua Lily. Tutte le altre ragazze a quest’ora si sarebbero già sciolte… Invece lei no, imperterrita, fedele ai suoi ideali, non cedeva… Così grintosa, decisa, incondizionabile, incorrutibile, semplicemente… Diversa, lungi dall’essere una di quelle fans vocianti; non che non gli facesse piacere averle, intendiamoci, ma… Ecco, era perversamente felice che Lily non fosse una di loro, una di quelle tante che lo desideravano. Era proprio questo che la innalzava su di un piedistallo a cui nessuna, neanche le poche - la cifra non sfiorava nemmeno il migliaio! - con cui era uscito nell’inutile tentativo di dimenticarla, era riuscita ad arrampicarsi.
La guardò umilmente e con tono finalmente maturo, accantonando l’accento ironico e di scherno, annuì gentilmente.
“Ok, me ne vado. Ci si becca in Sala Comune, comunque… Rem, a dopo!”
E facendo un occhiolino rivolto ai due uscì donandogli un fresco sorriso sincero.

Note di fine capitolo

Come è ovvio sono più che gradite le recensioni, sia in positivo che in negativo!
Grazie mille! Un bacione e al prossimo capitolo.
Ps: sarò più svelta nell'aggiornare perchè ho già i primi capitoli battuti al computer... La restante parte della storia esiste invece solo su carta (eccetto gli ultimi capitoli che sopravvivono solo nella mia immaginazione, al momento!)

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