HOGWARTS, SETTEMBRE 1992

Silente oltrepassò il gargoyle di pietra e rientrò nel suo studio.
Era stato difficile mantenersi serio di fronte a Piton, alla McGranitt ma, soprattutto di fronte ai ragazzi.
Fu quindi con immenso sollievo che si diresse alla sua scrivania, libero, finalmente, di scoppiare in una sonora risata.
Certo, era stato costretto a mostrarsi deluso ed arrabbiato con Harry e Ron per via della loro bravata, in fondo, guidare un'auto volante e raggiungere la scuola con quella a dodici anni era un'impresa piuttosto pericolosa.
Avrebbero potuto farsi male davvero.
Tuttavia il Preside era perfettamente conscio di non potersi sul serio arrabbiare.
Quella era stata una trovata proprio degna di James!
Del resto, cosa ci si poteva aspettare dal figlio di una delle più grandi pesti che avessero mai messo piede ad Hogwarts?
Silente, ora seduto dietro alla scrivania, aprì un cassetto e ne tirò fuori una fotografia.
Quattro ragazzi, che non potevano avere più di quindici anni, sorridevano spavaldi all'obbiettivo: si sbracciavano in saluti e si facevano piccoli scherzi tra loro.
I Malandrini al gran completo fissavano il vecchio preside con lo sguardo carico di sicurezza che si può avere solo in gioventù.
Silente sospirò: non avrebbe dovuto succedere nulla di quello che era accaduto.
Remus non avrebbe dovuto ritrovarsi improvvisamente solo, Peter non avrebbe dovuto morire, così come James, tradito dal suo migliore amico.
Eppure, qualcosa, nella mente di Silente ancora non quadrava: come era possibile che lo stesso Sirius che aveva conosciuto avesse tradito i suoi amici?
Dopo undici anni non era ancora riuscito a farsene una ragione.
Sospirò un'altra volta, ancora più profondamente.
La lettera che la professoressa McGranitt stava scrivendo non avrebbe dovuto giungere nel Surrey, ma a Godric's Hollow, in quel delizioso cottage che Lily e James avevano scelto per crescere il loro bambino.
Se ci pensava riusciva anche ad immaginarsi come sarebbe stata accolta: James avrebbe iniziato a ridere, senza più riuscire a trattenersi e avrebbe subito chiamato i suoi amici, per condividere con loro la prima, grande, Malandrinata (come le chiamavano loro) di Harry .
Lily avrebbe di certo accennato un rimprovero, magari anche violento, ma, sotto sotto, non avrebbe potuto fare a meno di ridere con James.
Invece, nel Surrey, Silente era sicuro che la lettera non avrebbe riscosso alcun tipo di reazione.
Sarebbe passata inosservata.
Il volto del Preside si bagnò di una piccola ed impercettibile lacrima, che si asciugò subito.
Guardò per un'ultima volta la foto, prima di riporla nel cassetto.
I ragazzi continuavano a salutarlo.
“Saresti fiero di lui, Ramoso.” sussurrò piano, prima di richiudere il cassetto per tornare ad occuparsi delle sue consuete attività.

Note di fine capitolo

E' un piccolo missing moment che vorrebbe provare ad esprimere la reazione di Silente di fronte ad una delle tante volte in cui Harry ha infranto le regole. Sono convinta che, molto spesso, il Preside abbia fatto finta di niente proprio pensando a James e alla vita che Harry avrebbe dovuto vivere.

Posta una recensione

Devi fare il login (registrati) per recensire.