Sette minuti in paradiso

Era una giornata calda, anche se era ancora aprile, e gli studenti di Hogwarts ne avevano approfittato per passare un po’ di tempo all’aria aperta dopo essere stati costretti per mesi nel castello per via del freddo e della neve.
Alcuni ragazzi del sesto e settimo anno di Grifondoro erano seduti sotto un albero, non lontani da una serra di Erbologia che non veniva usata da tempo.
“Ora tocca a me proporre un gioco” disse Lavanda, scattando in piedi e sciogliendosi il nodo di un foulard che si era attaccata in vita a mo' di cintura. “E' un gioco babbano,” continuò risiedendosi “me lo hanno spiegato delle ragazze babbane che ho conosciuto al mare, mi è appena tornato in mente.” disse con malizia, guardando Ron Weasley che era all’ombra di una grossa quercia con i suoi due migliori amici e sua sorella “Si chiama ‘Sette minuti in paradiso’.”
“Di cosa si tratta?” chiese subito Dean Thomas che nonostante fosse di origini babbane non aveva mai sentito parlare di quel gioco.
“Beh,” rispose Lavanda “è semplice: una persona si benda,” e nel dire questo fece ondeggiare il foulard che aveva stretto in mano “e poi va nello sgabuzzino,” e indicò uno sgabuzzino dove prima veniva tenuto da parte il materiale per le lezioni che si svolgevano nella serra che ora era abbandonata,” poi quelli che sono fuori scelgono una persona che deve entrare nello sgabuzzino e…”
“E poi?” chiese ingenuamente Neville, che aveva ascoltato la spiegazione per caso, mentre stava tornando dalla serra di Erbologia, dove aveva controllato una cosa su ordine della Sprite.
Lavanda guardò per un attimo Neville e poi guardando nuovamente verso Ron disse con voce lenta cercando di assumere un tono che lei reputava sensuale:“…Poi quello che è entrato può fare tutto quello che vuole per sette lunghi minuti…” scandì in particolare le ultime parole.
Intanto Hermione aveva notato gli sguardi che Lavanda stava lanciando al suo amico e non le piacevano per niente. Fortunatamente Ron non aveva visto niente, occupato com’era a cercare di capirci qualcosa sugli effetti che provocava la pozione che avevano preparato l’ultima volta in classe e sul come contrastarli.
“In effetti è proprio carino mentre è concentrato!” si trovò a pensare Hermione, non riuscendo trattenere un sorriso mentre continuava a studiare l’espressione concentrata di Ron. “Allora, c’è qualche volontario per iniziare?” sentì dire all’improvviso dalla voce di Lavanda, che era aumentata di almeno due tonalità, tanto che alcuni ragazzi lì intorno si girarono a guardarla.
La biondina però non ci aveva fatto caso: era troppo occupata a guardare Ron con aria speranzosa e maliziosa.
“Ma che cosa si aspetta…” pensò Hermione”…che Ron chiuda i libri, si alzi e vada con lei dentro quello squallido sga…?”
Proprio in quel momento Ron poggiò il libro sul prato e si alzò in piedi.


Hermione rimase pietrificata mentre anche Ginny e Harry staccarono gli occhi dai loro libri per guardare Ron. La riccia voleva dire qualcosa ma non sapeva cosa mentre il suo sguardo correva da Ron, che aveva cominciato a camminare, a Lavanda, che aveva una sguardo a dir poco raggiante e soddisfatto.
Alla vista della ragazza sentì una rabbia montarle dentro… “Ronald Bilius Weasley,”
ringhiò “cosa pensi di fare?”
“Non è evidente?”chiese il ragazzo con aria stupita. Hermione non sapeva che dire, non era evidente le chiedeva, lo era eccome, voleva andare a buttarsi tra le braccia di quella … Era chiaro sin dall’inizio dell’anno che Lavanda Brown ci provava con Ron, ma lui non aveva mai mostrato interesse per lei o almeno così sembrava a Hermione. Possibile che Ron non avesse mai capito le intenzioni della ragazza e che ora che erano state chiare anche a lui (Ron non era mai stato molto veloce nel capire le cose) aveva deciso di cadere nelle sue grinfie?
La faccia di Hermione assunse un’espressione molto strana, tanto che Ron, che la stava fissando, le chiese:
“Che c’è che non va?”
“Allora sta proprio cercando la morte!” pensò Hermione.
“Ah, scusa ho capito: ne vuoi anche tu…” continuo Ron.
“Cosa?” esclamò Hermione stupita facendosi visibilmente rossa. Possibile che il suo miglior amico le avesse fatto un proposta del genere e poi chi si credeva di essere chi gli dava la sicurezza che Hermione voleva. Stava cominciando ad arrabbiarsi quando senti la voce di Ron chiederle ancora “Allora Hermione mi rispondi?” era un po’ spazientito, cosa che stava irritando ancora di più Hermione. Chi gli dava l’autorità di arrabbiarsi! Stava per esplodere e gridargli dietro tutto quello che le passava per la mente (tranne il fatto che non le sarebbe dispiaciuto affatto averne anche lei se si fossero trovati in un'altra situazione) quando Ron disse:
“Vuoi qualcosa da mangiare sì o no?”

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